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Conti correnti, come tenere sotto controllo i costi?

foto: xornalcerto (flickr.com cc)
Autore: andrea manfredi (collaboratore di idealista news)

Negli ultimi tempi si è aperto un ampio dibattito relativo ai costi dei conti correnti bancari: il decreto liberalizzazioni ha introdotto i conti correnti gratuiti per pensionati con assegno fino a 1.500 € e ha tentato di eliminare le commissioni bancarie sullo scoperto. Missione che sembrerebbe però fallita a causa della strenua opposizione delle banche. Ma quali sono attualmente i costi che bisogna sostenere per la gestione dei conti correnti bancari? vediamoli.

Fra i costi dei conti correnti c’è l’imposta di bollo, che ammonta a 34,2 euro fissi all’anno (per i soggetti diversi dalle persone fisiche è pari a 100 euro). Dal primo gennaio 2012, così come previsto dalla manovra monti, sono esentati dal pagamento di questa imposta i titolari di conti correnti con giacenza media annua inferiore a 5.000 euro. Un altro costo è il canone, che può essere mensile o annuale e include un certo numero di operazioni bancarie.

Anche l’invio dell’estratto conto e delle comunicazioni periodiche per posta comporta una spesa, che viene addebitata direttamente sul conto corrente del cliente: alcune banche offrono la possibilità di annullare tali costi, proponendo al consumatore d’inviargli tutte le comunicazioni necessarie tramite la posta elettronica o la piattaforma di internet banking. Sono inoltre da considerare anche i costi legati alle carte di pagamento (canone, commissioni sui prelievi, costi di ricarica per la prepagata) e le spese da sostenere per bonifici e pagamenti, accredito di stipendio, domiciliazione delle bollette.

Da un’analisi condotta da supermoney, portale di confronto di conti on line, emerge che una famiglia con operatività media arriva a spendere fino a 342 euro all’anno per mantenere un conto corrente di una banca tradizionale. A incidere sulla spesa dei correntisti, ci sono soprattutto i prelievi effettuati dagli sportelli di altre banche italiane ed europee (pesano fino a 50 euro all’anno) e le comunicazioni inviate periodicamente dalla banca (fino a 34 euro all’anno).

Se confrontati con quelli tradizionali, i conti on line risultano molto più convenienti, poiché consentono di spendere fino a un massimo di 58 euro all’anno. Molte banche on line propongono inoltre costi a costo zero, per esempio i conti di fineco, ing direct, webank e iwbank. È bene precisare che numerose banche on line presenti sul mercato sono prive di sportelli e filiali “fisiche”: in questo caso, qualsiasi operazione deve essere effettuata on line, attraverso l’apposita piattaforma di internet o mobile banking. Così facendo, si possono risparmiare centinaia di euro ogni anno.

 

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(Idealist.it/news)