Articolo scritto da Roberto maccaferri, presidente fimaa Bologna
Il numero delle compravendite, dal 2007 ad oggi, si è ridotto circa del 50% tornando su livelli quantitativi di 30 anni fa. I motivi di un simile calo non sono però dovuti ad un disamoramento per l’acquisto della propria casa che rimane un obiettivo più che diffuso. Sono da ricercare principalmente nelle difficoltà dovute al progressivo allontanamento del potere d’acquisto delle famiglie dai valori immobiliari che nel giro di pochi anni, dopo l’ingresso in vigore dell’euro, hanno visto aumentare i prezzi passando da un milione di lire a 1.000€
Per un certo periodo è sembrato che il mercato non risentisse di questo repentino aumento. Gli acquirenti di casa recuperavano le risorse dando fondo ai propri risparmi, vendendo altri immobili, ottenendo prestiti da parte dei genitori od accedendo a mutui bancari
Le prospettive a livello di paese non facevano presagire le problematiche a livello occupazionale in cui siamo immersi oggi e la fiducia in un futuro migliore rendeva meno pesante lo sforzo economico a cui ci si sottoponeva. Oggi ci si può trovare nella possibilità di acquistare casa a prezzi inferiori anche del 30-35% rispetto al picco del 2007, facendo quindi ottimi affari, ma i volumi di compravendite stentano a decollare
Come dicevamo, non è la volontà di acquistare che manca. Ciò che frena è principalmente il timore per la futura stabilità economica della propria famiglia. Le banche hanno ripreso ad adottare, dopo lo scellerato periodo in cui venivano erogati mutui di importo anche superiore al 100% a soggetti che presentavano garanzie non adeguate, criteri corretti di valutazione del merito creditizio
E’ per questo motivo che sono calate significativamente le domande di mutuo, ma oggi, solo chi è ragionevolmente certo di poter sostenere l’onere della rata per un adeguato periodo di tempo (e quindi un numero ridotto di persone) effettua una richiesta di finanziamento
Anche l’attenzione per le caratteristiche delle abitazioni è cambiata. Rispetto agli elementi principali presi tradizionalmente in considerazione dai potenziali acquirenti di una casa, stanno assumendo un’importanza sempre maggiore anche aspetti come l’efficienza energetica (obiettivo ideale l’autosufficienza), gli oneri condominiali e fiscali (tasi)
Certamente è più facile trovare una casa costruita con i criteri più innovativi dal punto di vista bioenergetico in periferia piuttosto che in centro storico, ma vi sono tipologie di interventi di ristrutturazione (infissi, coibentazione pareti, impianti di riscaldamento, ecc..) che consentono di ottenere performances di risparmio energetico incredibili anche in unità di vecchia costruzione
Possiamo dire che il ridimensionamento dei volumi del comparto edilizio/immobiliare (20% del pil e due terzi della ricchezza delle famiglie) abbia rappresentato un prezzo salato da pagare che speriamo sufficiente per ripristinare il rapporto corretto fra redditi e prezzi degli immobili e rilanciare un settore decisivo per rimettere in moto l’economia del paese



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