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Coop-Housing, la mappa dell'abitare sostenibile: da nord a sud chi e perché sceglie l'housing sociale

Autore: Redazione

Una fotografia dell'housing sociale nel nostro paese. É quella fatta da Federabitazione- Confcooperative che ad Expo 2015 ha presentato i primi risultati dell'indagine CoopHousing. Una ricerca a tutto tondo per mappare gli interventi sul territorio, e per capire chi e perché sceglie l'abitare sostenibile.

Nei primi tre mesi sono stati raccolti, attraverso il web, 53 interventi di cooperative: il 40 per cento arriva dal nord e in particolare dalla Lombardia, il 30 per cento dal Veneto. I 53 interventi rappresentano 1.532 alloggi, il 67 per cento in locazione e il 33 per cento di proprietà. Di quelli in locazione il 74 per cento è a canone convenzionato, mentre il 21 per cento con la formula di patto di futura vendita. Per la costruzione sono stati investiti complessivamente 184 milioni di euro, con il 79 per cento di risorse finanziarie provenienti da privati.

Gli interventi di social housing mappati si trovano per il 16 per cento nel centro storico delle città, il 35 per cento nelle zone semi periferiche, il 45 per cento nella periferia. Il canone di locazione medio è di 57 euro al metro quadrato. Si tratta di esperienze abitative che per l'83 per cento dei casi hanno preso vita negli ultimi 15 anni, le prime risalgono invece agli anni '40.

Ma chi sceglie l'housing sociale in Italia? Dal rapporto emerge che sono soprattutto i giovani a scegliere questo modo di abitare: da Grosseto, a Torino fino a Vicenza o Modena scelgono l'housing sociale perchè "favorisce la socialità dei figli" oppure perchè "ci sono più interazioni sociali con un affitto agevolato". "Nelle cooperative di abitanti emerge il valore della socialità - ha sottolineato il coordintaore di 'CoopHousing', Salvatore Di Dio - ogni realtà che abbiamo esaminato ha declinato l'housing sociale adatto al proprio territorio".