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Usa, è ancora crisi immobiliare?

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Autore: Redazione

Il Pil americano si impenna, ma non è tutto oro quello che luccica. Soprattutto per il settore immobiliare. Gli investimenti in edilizia residenziale infatti (compresi di costi di costruzione e commissioni per gli intermediari) sono scesi per il terzo trimestre consecutivo. In calo anche le vendite residenziali di ogni categoria.

L’ultimo rapporto sul prodotto interno lordo statunitense, presentato lo scorso 27 luglio, ha mostrato un +4,1% annuo che ha mandato in solluchero il presidente Trump. Tuttavia il brillante risultato è legato più che altro all’export e alle politiche di stimolo del governo. Non certo al settore immobiliare, nonostante, pare, ci sia una domanda sempre sostenuta di nuove costruzioni. Che però non trova riscontro in cantieri effettivamente aperti, né nelle compravendite, i cui valori sono diminuiti nel trimestre.

Immobiliare Usa, aumentano i tassi dei mutui

Una situazione, questa, che gli analisti ritengono potenzialmente allarmante, dato che l’acquisto delle case solitamente è indice generale di fiducia e di buona salute del resto dell’economia. Ma potrebbe trattarsi semplicemente di un cambiamento nelle abitudini abitative dei millennials, che potrebbero non amare più come in passato caricarsi di un mutuo per acquistare una casa. Anche perché, con l’aumento dei tassi Fed, anche i tassi sui mutui sono meno convenienti che in passato. Complice anche la nuova legge fiscale che ha reso meno affascinante la prospettiva di un acquisto di lusso, e l’incremento dei prezzi che in generale dura da anni – senza essere accompagnato da un altrettanto consistente aumento dei salari - e ha inciso sull’indice di  accessibilità all’acquisto immobiliare, che non è così basso dal 2008 (ora a 95 contro l’86 di dieci anni fa). Sta di fatto che secondo la National Association of Realtors a giugno, e per il terzo mese di fila, sono calate le vendite di immobili residenziali esistenti, mentre le nuove costruzioni residenziali sono scese a giugno a 1,17 milioni di unità abitative contro gli 1,33 milioni di marzo. E si tratta di un trend negativo che dura da diversi mesi.

Residenziale Usa, calano le compravendite

La situazione sopra descritta trova una conferma nei dati sul mercato immobiliare americano di Re/Max. Secondo l’operatore immobiliare, a giugno 2018 le compravendite sono scese del 5,5% annuo, anche se il saldo mensile mostra un aumento del 5,4%, con un prezzo mediano delle abitazioni ai massimi da nove anni (258,5 mila dollari) e in trend ascendente da ben 27 mesi.

Quarantadue delle 54 città analizzate dall’housing report di Re/Max hanno registrato un calo dell’offerta, diminuita in media dell’8,8% rispetto al giugno 2017, il che spinge ulteriormente in alto i prezzi. In compenso gli immobili sostano meno sul mercato: solo 42 giorni prima di essere acquistati, cinque giorni in meno rispetto al giugno di un anno fa.