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Confedilizia sulla manovra: "Per l'immobiliare e per la crescita serve altro"

Autore: Redazione

Per Confedilizia i due aspetti più rilevanti della manovra, in tema immobiliare, sono l'avvio della cedolare secca del 21% per gli affitti commerciali e lo sblocco degli aumenti dei tributi locali. Per il presidente Giorgio Spaziani Testa va dato atto al Governo di aver iniziato, seppur “timidamente”, a intervenire contro la piaga dei locali sfitti.

 "La misura è limitata ai contratti stipulati nel 2019: per dare certezze agli operatori – ha commentato Spaziani Testa – si sarebbe potuto almeno stabilire che tutte le future locazioni, dal 2019 in poi, fossero incluse nel nuovo regime fiscale". Per Confedilizia inoltre, il via libera ai Comuni all'aumento di Imu e Tasi (oltre che dell'addizionale Irpef) "è una decisione molto grave".

Sempre secondo Giorgio Spaziani Testa, lo sblocco delle aliquote potrebbe avere ricadute negative anche sul piano sociale, visto che sono più a rischio le abitazioni locate "a canone concordato", che scontano aliquote relativamente più basse.

Nella manovra c'è poi il rinnovo per un anno delle detrazioni per alcuni interventi sugli immobili che da Confedilizia viene considerato “positivo, anche se è tempo di riordinare e stabilizzare il sistema degli incentivi”. Per quanto riguarda la deduzione Imu per gli immobili strumentali, invece, Spaziani Testa lo giudica un provvedimento “condivisibile, ma la deducibilità dal reddito delle imposte patrimoniali va introdotta per tutti i contribuenti”.

Nella manovra è incluso anche, il ripristino della piena deducibilità, da parte delle società immobiliari, degli interessi passivi relativi a finanziamenti ipotecari su immobili destinati alla locazione. Secondo il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, però: "Per l'immobiliare, e per la crescita serve altro".