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Affitti brevi, come funziona il nuovo modello di contratto

L'iniziativa è stata presentata dalla Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi per supportare i proprietari di casa

Gtres
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Autore: Redazione

Spesso molti proprietari di casa che decidono di utilizzare il proprio immobile per gli affitti brevi hanno dubbi su come scrivere un contratto. Per questo la Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi ha da poco presentato un modello per le locazioni con finalità turistica.

Tra i suggerimenti ad hoc pensati proprio per gli affitti brevi dei privati troviamo, ad esempio, quello di evitare la carta intestata (proprio per stoppare sul nascere eventuali equivoci sulla natura dell’attività svolta dal locatore). Altro punto importante è quello che riguarda l’obbligo dell’inquilino di fornire al locatore, prima dell’ingresso in casa, tutti i documenti degli ospiti per permettere al locatore di comunicare tempestivamente i dati alla Questura tramite il Alloggiatiweb.

Si tratta di un modello di contratto a cui, di volta in volta, possono essere apportate modifiche a seconda delle varie esigenze, a patto che tali modifiche vengano fatte per iscritto e coordinate con il resto del testo. Il contratto per affitti brevi, una volta riempito, si può scambiare tranquillamente tramite posta elettronica per poi essere firmato al momento dell’arrivo da parte degli inquilini.

Il modello di contratto per affitti brevi non è uno strumento obbligatorio, ma serve ai proprietari di casa per impostare in maniera corretta i rapporti con gli ospiti ed evitare rischi. Ad esempio, suggerisce la possibilità di inserire una cauzione o esplicitare dettagliatamente la parte del  “cosa succede” nel caso in cui l’inquilino ritardi il check-out.

Tanto che il modello di contratto per affitti brevi suggerisce anche una sorta di “galateo” da consegnare all’inquilino con tanto di regole sugli orari d’accesso alla casa, divieti di fumo, norme sugli animali domestici proprio per non lasciare nulla al caso. In ogni caso, affinché siano “opponibili” giuridicamente, devono essere accettate dall’ospite all’inizio del soggiorno.