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Il Comune può regolare i permessi per affitti brevi online?

Il parere arriva da un avvocato della Corte di giustizia dell'Ue

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Autore: Redazione

Un avvocato della Corte di giustizia Ue, nelle conclusioni di una causa, ha spiegato che i proprietari di abitazioni possono essere tenuti a ottenere un'autorizzazione comunale per l’affitto breve degli stessi. Vediamo in quali casi.

Il parere è arrivato in una causa che vedeva opposti due proprietari di immobili e il Comune di Parigi. I primi erano stati condannati a pagare una multa e a riconvertire i beni a uso abitativo dopo che, un’indagine del 2015, aveva accertato che i due proprietari avevano affittato i loro alloggi su Ainbnb senza essere in possesso dell'autorizzazione.

La Corte di cassazione francese, infatti, aveva chiesto ai giudici europei se il caso in questione, ovvero la normativa comunale parigina che obbliga i proprietari di alloggi ammobiliati a ottenere un'autorizzazione per poterli affittare per brevi periodi, rientrasse nel campo di applicazione della direttiva Ue sui servizi.

Secondo l'avvocato della Corte di giustizia Ue, le autorità nazionali e comunali possono attuare misure "proporzionate e non discriminatorie" per regolare l'accesso a questi servizi. Nella fattispecie, la carenza di alloggi a uso residenziale può giustificare, in quanto motivo prioritario d'interesse generale, l'obbligo per i proprietari di ottenere un'autorizzazione comunale all'affitto dei locali. Va ricordato che le conclusioni dell'avvocato non vincolano la sentenza della Corte, ma spesso ne anticipano i contenuti.