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Come cambierà il mercato delle locazioni dopo l'emergenza coronavirus

Andrea Napoli, ceo e fondatore di Locare / Locare
Andrea Napoli, ceo e fondatore di Locare / Locare

Come cambierà il mercato degli affitti dopo l'emergenza covid e quali sono i trend che sono emersi negli ultimi mesi? idealista/news ne ha parlato con Andrea Napoli, ceo e fondatore di Locare, la start up innovativa che si dedica al rent care, la cura della locazione, offrendo servizi integrati in questo ambito e che ha partecipato anche all'iniziativa di solidarietà digitale promossa dal Governo.

 
1) Come cambierà il mercato delle locazioni dopo l'emergenza covid?

Le locazioni sono da sempre anticicliche perchè crescono quando il mercato è in sofferenza. La quarantena forzata ha fatto emergere nuove esigenze abitative che troveranno il loro sfogo nella ricerca di nuove abitazioni. In quest’ottica il mercato della locazione è destinato sicuramente a crescere. Molti infatti, stante l’incertezza economica attuale, preferiranno aspettare di impegnarsi nell’acquisto di una nuova abitazione optando, per qualche tempo, di andare in locazione. Dal punto di vista della puntualità dei pagamenti il mercato è sicuramente cambiato, infatti, un quarto delle famiglie, ha avuto ritardi nel pagamento del canone: gli affittuari, infatti, sono tradizionalmente la componente più esposta dal punto di vista reddituale e continueranno a subire le conseguenze più gravi di questa situazione straordinaria.

2) Quali sono i nuovi trend che potrebbero emergere nel mondo degli affitti brevi e in quelli a lungo termine?

Gli affitti brevi sono stati i primi a risentire della pandemia. Il blocco dei voli aerei e degli spostamenti tra Regioni hanno determinato un blocco totale delle attività ricettive. Molti appartamenti e molte strutture stanno riconvertendo la propria attività da short a long term. Il nuovo trend sarà la sanificazione e l’accoglienza professionalizzata. Sparirà il fai da te lasciando lo spazio ai gestori professionali. Le nuove norme stop and go previste da AirBnB porteranno a soggiorni di durata più lunga, a discapito della singola notte. Nel lungo termine crescerà l’offerta, ci sarà una stabilizzazione dei prezzi e il trend sarà la ricerca di una casa più ampia, possibilmente con poggiolo, terrazzo abitabile e giardino. 

3) Locare ha partecipato all'iniziativa di solidarietà digitale con il servizio "Registraffitto". In cosa consiste e qual è stata l'accoglienza?

Solidarietà Digitale è l’iniziativa lanciata dal Ministero per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione, con supporto tecnico dell’Agenzia per l’Italia Digitale, per ridurre l’impatto sociale ed economico del Coronavirus grazie a soluzioni e servizi innovativi. Come Locare abbiamo partecipato a questa iniziativa offrendo, fino al 30 giugno 2020, una registrazione telematica gratuita del contratto di locazione. Per aderire basta registrarsi sulla pagina di Locare e procedere con la registrazione del contratto di affitto attraverso Registraffitto.

 

5) Le misure messe a punto dal governo (come ad esempio il credito d'imposta per gli affitti commerciali) sono sufficienti a far fronte alle esigenze che vengono in questo momento dal settore delle locazioni?
 
Purtroppo le misure messe a disposizione da parte del governo sono tutt’altro che sufficienti per far fronte allo tsunami che sta colpendo le locazioni. Il solo credito d’imposta non genera liquidità immediata e per poterne usufruire la condizione essenziale è aver pagato l’affitto ed aver subito una perdita di fatturato nei mesi di marzo, aprile e maggio di almeno il 50%. Appare quindi evidente come, per il sostegno del settore, siano necessarie misure che vadano oltre il credito d’imposta o la sospensione degli sfratti recentemente prorogata fino al 30 settembre 2020.
Servono agevolazioni di tipo economico come la reintroduzione della cedolare secca sui contratti ad uso commerciale, sgravi fiscali per i proprietari che non percepiscono i canoni di locazione a causa delle difficoltà dell’esercente, agevolazioni per il cambio di destinazione urbanistica dei negozi sfitti in abitazioni, in moda da rimettere i locali sul mercato, anche per le locazioni, creando un circolo virtuoso per la filiera e con oneri incassabili dalla Pubblica amministrazione e l’adozione di misure specifiche ad hoc come avvenuto in altri paesi europei.
 
6) Crede che la domanda abitativa sia in qualche modo cambiata negli ultimi mesi?

Assolutamente sì. Il rimanere per così tanto tempo chiusi in casa, ha portato riconsiderare gli immobili in cui si abita e a riflettere sull’importanza di possedere un’abitazione più confortevole, con spazi più ampi magari da dedicare anche allo smart working, la nuova modalità lavorativa sdoganata durante il lockdown. Non sarà solo questione di superficie ma anche di rimodulazione degli spazi abitativi che dovranno essere modulari, separati da porte scorrevoli, pronti a trasformare un ambiente da sala da pranzo familiare a luogo di istruzione a distanza, intervenendo sugli arredi, che dovranno a loro volta essere flessibili e mobili. Senza dimenticare piccole oasi verdi con piante grasse o da interno che possono stimolare la creatività e favorire la concentrazione.