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Secondo gli agenti immobiliari il Covid avrà effetti negativi sui prezzi delle abitazioni

Autore: Redazione

Il futuro del mercato immobiliare, almeno sul breve termine, non appare roseo agli occhi degli agenti. Secondo la consueta indagine di Bankitalia, infatti, circa due terzi degli operatori intervistati prevede che l'epidemia avrà effetti negativi sui prezzi delle abitazioni, che si potraranno anche oltre l'anno in scorso.

Il Sondaggio Congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia è stato condotto su 1352 agenti immobiliari dal 18 maggio al 18 giugno 2020. Dai risultati si evince un peggioramento delle opinioni e delle attese sul futuro del mattone a seguito dell'epidemia di Covid e delle misure di contenimento. Basti pensare che nel primo trimestre è diminuita la quota di potenziali venditori e di mandati a vendere. Molte persone avrebbero deciso di rimandare o rinunciare all'acquisto di una casa e molte trattive sarebbero state interrotte.

Prezzi e compravendite secondo gli operatori

La limitata attività provocata dal lockdown ha avuto effetti sui prezzi e le compravendite. È tornata a crescere la quota di operatori che segnalano una diminuzione dei prezzi di vendita (34,0 per cento da 30,4 nella precedente rilevazione), mentre è scesa quella di chi ne indica un incremento. Anche a livelli di compravendite, è scesa la percentuale di chi ha venduto almeno un immobile nei tre mesi precedente (72,8). l’epidemia di Covid-19 ha causato un aumento dei casi di rinuncia all’acquisto e di rinegoziazione delle transazioni per cui era stato già stipulato un contratto preliminare o era stata accettata la proposta dell’acquirente. Tra questi operatori, il 70,1 per cento segnala che il compratore si è ritirato dalla transazione a causa di un cambiamento delle sue condizioni reddituali o occupazionali, mentre il 38,9 per cento ha riportato rinunce da parte dell’acquirente per difficoltà nel reperimento del mutuo. La mancanza di proposte di acquisto, attribuita a prezzi giudicati troppo elevati dai compratori (47,8 per cento degli operatori), e le offerte di acquisto ritenute troppo basse dal venditore (51,8 per cento) si confermano le cause prevalenti di cessazione dell’incarico.

Bankitalia
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Mutui e canoni di locazione

La quota di acquisti finanziati con mutuo ipotecario ha continuato a ridursi (al 67,0 per cento dal 71,2;), riportandosi sui valori medi del 2015. Il rapporto fra l’entità del prestito e il valore dell’immobile si conferma elevato, al 77,0 per cento. La percentuale di operatori che ha dichiarato di aver locato almeno un immobile nel trimestre di riferimento è diminuita in misura marcata rispetto ai tre mesi precedenti, al 66,6 per cento (da 80,2 nella scorsa rilevazione). Il saldo fra i giudizi di aumento e di riduzione dei canoni di locazione si è riportato su valori negativi, a -12,8 punti percentuali da 4,4, sebbene restino largamente prevalenti le indicazioni di stazionarietà (73,8 per cento).

I giudizi sul proprio mercato di riferimento e su quello nazionale

Il saldo tra la quota di agenti che giudicano positiva la situazione del proprio mercato di riferimento nel secondo trimestre e quella di quanti la ritengono sfavorevole è divenuta ampiamente negativa (-40,6 punti percentuali). Anche le valutazioni sull’evoluzione del mercato immobiliare nazionale nel secondo trimestre sono divenute ampiamente negative: il relativo saldo è sceso a -45,3 punti percentuali.  Le valutazioni dell’impatto dell’epidemia sull’offerta di abitazioni risultano invece bilanciate: il 41,7 per cento degli agenti si attende un impatto negativo, a fronte del 40,1 che lo prefigurano positivo.

Bankitalia
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