La quinoa è un alimento sempre più consumato, soprattutto in sostituzione ad alcuni tipi di cereali. Vista la grande domanda, è stato importato anche in Italia, dove sono nate le prime colture. Ma quali sono le sue caratteristiche? La pianta è originaria delle Ande, dov’è coltivata da ben 5000 anni. Si adatta bene a diverse condizioni ambientali, rendendola ideale anche per la coltivazione fuori dall’habitat. Ecco, allora, tutto quello che c’è da sapere sulla coltivazione della quinoa.
Le condizioni ideali per far crescere la quinoa
Anche se è usata come tale, la quinoa non è un cereale, ma fa parte della stessa famiglia delle barbabietole e degli spinaci, con l’unica differenza che è possibile ricavarne della farina. La quinoa prospera in terreni ben drenati, da argillosi a sabbiosi. Prima della semina, è consigliabile effettuare un'accurata lavorazione del suolo, che include l'aratura e la fresatura per rompere i grumi di terra e rendere il substrato più accogliente per i semi.
Un altro aspetto fondamentale è il pH del suolo, che dovrebbe essere leggermente acido o neutro. È possibile effettuare un test del pH per assicurarsi che il terreno rientri nei valori ideali (tra 6 e 7,5). Dal punto di vista della temperatura, invece, la quina ben tollera un range termico che va dai 4 ai 32 gradi, ma il clima ideale è compreso fra i 18 e i 24 gradi.
Quanta acqua richiede la quinoa per crescere?
Sebbene la quinoa sia tollerante al deficit idrico, una corretta irrigazione è cruciale durante la germinazione e nelle prime fasi di crescita. Ad ogni modo, questa pianta ha radici abbastanza profonde, quindi è capace di “reperire” autonomamente l’acqua in profondità.
In linea di massima, invece, la quinoa non va concimata in maniera prepotente, in quanto si adatta a qualsiasi tipo di terreno. Poi, per migliorarne la resa, è possibile usare del concime organico o minerale per far sì che foglie e fiori crescano sani.
Parassiti e malattie: cosa c’è da sapere?
La quinoa è resistente a molti patogeni ma può essere attaccata da afidi e peronospora in condizioni umide. Inoltre, anche le cimici potrebbero danneggiare questa coltivazione. Attenzione anche agli infestanti, come ad esempio il farinaccio comune o spinacio selvatico. Per un controllo efficace delle malattie, è fondamentale mantenere il campo libero da residui di colture precedenti che possono ospitare patogeni o infestanti.
Come usare la quinoa in cucina dopo averla coltivata
Dopo aver appreso come coltivare la quinoa, è altrettanto importante sapere come utilizzarla in cucina per sfruttare al meglio le sue proprietà nutrizionali. In Italia (ma non solo) è amatissima perché è un cibo proteico, può sostituire i classici carboidrati ma è naturalmente priva di glutine.
Per questo, la quinoa è estremamente versatile in cucina. Può essere cucinata come il riso, utilizzata in insalate, o trasformata in deliziose polpette vegetariane. In particolare:
- Insalate fresche: la quinoa, quando cotta e raffreddata, può essere mescolata con verdure fresche come pomodori, cetrioli e rucola, arricchita con un tocco di olio d'oliva e limone.
- Primi piatti: può sostituire il riso o la pasta in molti piatti tradizionali. Prova a preparare un risotto di quinoa, cuocendola lentamente con brodo vegetale e aggiungendo funghi o zafferano.
- Dolci: non si usa solo nei piatti salati. La quinoa può essere anche un ingrediente sorprendente nei dolci. Impiegala in muffin o torte per dare una consistenza particolare e incrementare i benefici nutrizionali.



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