I primi contributi arriveranno entro la fine del 2026. È l'impegno del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ha già avviato le interlocuzioni con il MEF per accelerare il decreto attuativo del nuovo Fondo per il sostegno abitativo dei genitori separati o divorziati, introdotto dalla Legge di Bilancio 2026. Una misura da 60 milioni di euro in tre anni, pensata per chi — dopo la fine di un matrimonio — si ritrova a dover pagare un affitto pur continuando a sostenere i figli e, spesso, le spese della casa lasciata al coniuge.
Quanto vale il fondo e quanti beneficiari sono previsti
Le risorse stanziate ammontano a 20 milioni di euro l'anno, per un totale di 60 milioni nel triennio 2026-2028. La platea stimata è di circa 15.000 beneficiari l'anno: una cifra significativa, ma che fotografa solo una parte del disagio reale. Secondo i dati ISTAT, nel 2024 in Italia si sono registrate 75.014 separazioni, a conferma di quanto il fenomeno sia strutturale nel tessuto sociale del Paese.
A chi è destinato il contributo: i requisiti
Il bonus affitto per genitori separati è rivolto a chi si trova in una condizione precisa:
- Non essere l'assegnatario dell'abitazione familiare di proprietà (ovvero chi ha dovuto lasciare la casa coniugale)
- Avere figli a carico fino ai 21 anni di età
- Essere in condizione di necessità abitativa a seguito della separazione o del divorzio
Il contributo potrà raggiungere fino a 500 euro al mese per dodici mesi, con l'obiettivo di coprire in tutto o in parte il canone di locazione della nuova abitazione, senza che il genitore sia costretto a indebitarsi.
Quando si potrà fare domanda
Il fondo diventerà operativo con un decreto attuativo del MIT, adottato di concerto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF). Le interlocuzioni tra i due ministeri sono già avviate. Criteri di accesso definitivi, importi esatti e modalità di presentazione delle domande saranno stabiliti dal decreto, atteso entro la fine del 2026.
Un tavolo tecnico tra MIT e MEF
Il MIT ha già avviato il tavolo tecnico con il MEF per accelerare la definizione del decreto attuativo. Una volta pubblicato in Gazzetta Ufficiale, verranno rese note le istruzioni operative per presentare la domanda. È probabile che la gestione delle richieste venga affidata a un ente pubblico o direttamente ai Comuni.
Chi potrebbe rientrare nei requisiti è invitato a monitorare il sito del MIT (mit.gov.it) e le comunicazioni ufficiali per non perdere l'apertura delle domande.








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