In ucraina il clima si fa sempre più teso e cresce il numero delle vittime. Proseguono gli scontri a kiev in un'escalation di violenza che allarma sempre di più la comunità internazionale. Per avere un'idea di quello che sta accadendo nel paese guidato da viktor yanukovich basta dare un'occhiata a come era appena qualche mese fa piazza indipendenza, così ribattezzata dopo la storica data del primo dicembre 1991, e come è adesso, ridotta a un cumulo di cenere
Ma piazza indipendenza non è l'unico luogo teatro degli scontri. In città sono numerosi gli edifici in fiamme, completamente distrutti. Ormai simboli di un paese sull'orlo del precipizio. La violenza corre lungo le strade di kiev, dove alcuni locali - come ad esempio i ristoranti - sono stati trasformati in ospedali da campo. Qui fino a qualche tempo fa si servivano prelibatezze, ora si dà l'estrema unzione
Al momento si parla di decine di vittime, quasi una trentina. È questo il bilancio della protesta filo-europea e anti-governativa. E mentre la tregua annunciata da yanukovich è fallita, l'unione europea ha predisposto le prime sanzioni: il blocco della concessione dei visti e il congelamento dei beni dei responsabili delle violenze. La comunità internazione chiede una soluzione politica alla crisi, mentre il leader dell'opposizione yulia tymoshenko, che si trova in carcere, ha detto che il presidente ucraino deve essere processato per strage e che nessun negoziato dovrebbe essere più condotto con lui



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