Si può lasciare il gatto da solo in casa e per quanto tempo?

I gatti sono piuttosto indipendenti, ma sono in grado di stare da soli in casa? Ecco cosa sapere a riguardo prima di assentarsi.
Gattino guarda fuori dalla finestra
Pixabay
Gabriella Dabbene (Collaboratore di idealista news)

Chi vive con un gatto sa che ogni felino ha abitudini, esigenze e tempi propri: anche se spesso viene descritto come un animale indipendente, il rapporto con l’ambiente domestico, con la routine quotidiana e con le persone di riferimento può essere molto più profondo di quanto si immagini. Per questo, quando ci si chiede se si può lasciare il gatto da solo e quanto tempo può trascorrere senza nessuno in casa, è importante non ragionare su regole uguali per tutti; infatti, a fare la differenza sono diversi fattori come l'età, la salute, il temperamento e la capacità di adattarsi, quindi tenerne conto è fondamentale per fare scelte consapevoli e rispettose del suo benessere, sia fisico sia emotivo.

Il gatto da solo soffre la solitudine?

Nonostante la sua reputazione di animale indipendente, il gatto è una creatura abitudinaria che costruisce il suo equilibrio psicologico attorno a dei rituali stabili: gli orari dei pasti, i momenti di gioco e anche la presenza della sua famiglia. Quando questa routine viene modificata alcuni esemplari possono reagire bene adattandosi di conseguenza, ma molti altri mostrano disagio in modo evidente.

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I comportamenti più frequenti di un gatto che si sente solo comprendono miagolii insistenti, perdita di appetito, bisogni fuori dalla lettiera, eccessiva pulizia del pelo, comportamenti distruttivi e un attaccamento improvviso o, al contrario, una marcata distanza emotiva al rientro della sua persona di riferimento. A incidere è anche la noia, poiché un ambiente privo di stimoli amplifica lo stress.

Gatto arancione sull'uscio di casa
Unsplash

Per quanto tempo i gatti possono essere lasciati soli

Non esiste una regola universale per capire quanto a lungo un micio sia in grado di stare da solo: tutto dipende da com’è fatto, dall’età alla razza, passando per il carattere e lo stato di salute. Ecco delle indicazioni per capire genericamente come orientarsi in base alle diverse situazioni:

  • gattini sotto i 6 mesi: hanno bisogno di controlli frequenti, pasti ravvicinati e socializzazione costante. Non andrebbero mai lasciati senza supervisione per più di 2-3 ore, specialmente in fase di adattamento alla nuova casa;
  • gatti adulti sani e abituati alla solitudine: generalmente tollerano bene un'assenza di 8-9 ore, tipica di una giornata lavorativa. Superare questa soglia richiede una valutazione caso per caso;
  • gatti anziani o con problemi di salute: richiedono controlli più ravvicinati e non dovrebbero restare senza assistenza per un'intera giornata, soprattutto se seguono delle terapie farmacologiche;
  • razze molto legate all'uomo: il Ragdoll, il Maine Coon e altre razze note per il loro temperamento affettuoso tendono a tollerare meno la solitudine rispetto a esemplari più autonomi; con loro è bene valutare con attenzione anche assenze relativamente brevi.
Un cucciolo di gatto
Pixabay

Per quanti giorni si può lasciare da solo un gatto in casa

Un gatto adulto in buona salute che è già stato abituato gradualmente a stare in casa da solo può riuscire a gestire un'assenza di alcune ore; in condizioni ideali potrebbe anche arrivare a un giorno intero, ma si tratta di un limite da non superare e da non dare per scontato.

Già dopo 24 ore possono infatti emergere vari problemi: la lettiera si sporca, l'acqua si esaurisce o si contamina, il cibo finisce e lo stress mentale dell’animale comincia a farsi sentire.

Lasciare il gatto completamente solo per 3-4 giorni, per 7 giorni o addirittura per 15 giorni non è una soluzione praticabile: in questi casi vanno valutate delle alternative valide che permettano all'animale di avere cura quotidiana, igiene, cibo fresco e un minimo di compagnia.

Come organizzare la casa per un gatto da solo

Prima di lasciare solo il gatto, anche per poche ore, è importante che l'ambiente domestico sia preparato in modo adeguato: non si tratta solo di lasciare cibo a sufficienza per il micio, ma di creare uno spazio che consideri confortevole e sicuro. Gli elementi da non trascurare per organizzare la casa con un gatto da solo sono:

  • acqua fresca in più ciotole o in una fontanella automatica, cambiata con regolarità;
  • cibo nelle giuste quantità, possibilmente con un distributore automatico;
  • lettiera pulita e facilmente accessibile;
  • giochi e stimoli: tiragraffi, puzzle feeder, palline e tunnel aiutano a combattere la noia;
  • luce naturale: una finestra sicura da cui osservare l'esterno è già di per sé un passatempo;
  • temperatura adeguata: in estate è indispensabile garantire ambienti freschi e ventilati;
  • sicurezza: finestre con zanzariere a prova di gatto, balconi protetti, oggetti pericolosi fuori portata.

Lasciare la radio o la televisione a basso volume può contribuire a ridurre la sensazione di vuoto; i diffusori di feromoni sintetici rappresentano un ulteriore supporto per i gatti più ansiosi.

Un gattino gioca con un tiragraffi
Unsplash

Come fare con il gatto quando si va in vacanza

Quando ci si deve assentare per qualche giorno per andare in vacanza, la soluzione generalmente più rispettosa del benessere del gatto consiste nel permettergli di restare nella propria casa, cioè nel luogo che conosce, in cui si sente al sicuro e dove può mantenere i suoi riferimenti abituali. Per molti felini, infatti, il territorio rappresenta un punto di equilibrio importante, mentre i cambiamenti improvvisi di ambiente possono provocargli disagio, stress e disorientamento.

Per questo motivo, quando possibile, la scelta migliore è organizzarsi in modo che il gatto possa rimanere a casa ricevendo le cure necessarie da parte di una persona fidata: un familiare, un amico di fiducia oppure un cat-sitter professionista possono occuparsi ogni giorno di cambiare l’acqua, fornire cibo fresco, pulire la lettiera per bene e dedicare al micio un po' di presenza e di attenzione.

Solo quando questa soluzione non è praticabile, si può valutare un’alternativa diversa, da considerare però come una scelta di necessità e non come la prima opzione. In questi casi, si potrebbe ipotizzare di:

  • rivolgersi a una pensione per gatti affidabile e di qualità: una struttura pulita, con personale competente e ambienti confortevoli. È una scelta da considerare soprattutto se l'animale non può contare su nessuno a casa, ma va scelta con cura e idealmente provata in anticipo;
  • portare il gatto con sé, se è già abituato a viaggiare e non mostra segni di stress in trasferta: in questo caso bisogna considerare con attenzione la meta e la logistica del viaggio.

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