Conti correnti, quali sono i controlli dell'Agenzia delle Entrate?

Una recente sentenza della Corte di Cassazione consente all'Agenzia delle Entrate di effettuare controlli, anche senza un valido motivo, sui conti correnti dei contribuenti. Vediamo quali sono i controlli che effettua l'occhio vigile del Fisco.

I controlli riguardano soprattutto operazioni in contanti, considerate le recenti regole che mettono un tetto ai pagamenti in denaro liquido, e che fanno scattare l'occhio del Fisco non solo per le imprese di grandi dimensioni, ma anche per i professionisti e questo indipendentemente dai guadagni percepiti.

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In base alle regole in vigore non è possibile il trasferimento di denaro in contante quando il valore oggetto del trasferimento è pari o superiore a tremila euro. Gli assegni bancari e postali per importi superiori a 1000 euro devono inoltre sempre recare l'indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario e la clausula di non trasferibilità. Il saldo dei libretti di deposito bancari o postali al portatore non può essere uguale o superiore a 1000 euro.

Inoltre bisogna sempre considerare che l'ignoranza della legge non è una scusa. L'onore della prova spetta, infatti, sempre al contribuente e mai al Fisco. Anche perché tutti i versamenti sui conti correnti sono considerati redditi imponibili. L'unico argine ai controlli dell'Agenzia è il tempo: i controlli possono essere effettuati fino al 31 dicembre del quinto anno successivo alla presentazione della dichiarazione dei redditi.

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