Quanto è lungo il Grande Raccordo Anulare di Roma?

Tutto quel che occorre sapere sull'arteria più importante di Roma, il Grande Raccordo Anulare, con la sua lunghezza importante.
grande raccordo anulare roma
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Tratta obbligata per chiunque si trovi a viaggiare verso Roma, il Grande Raccordo Anulare (più comunemente chiamato GRA) è una delle autostrade più trafficate di tutto il paese. La A90 con i suoi 68 km non collega soltanto la capitale alle numerose aree extraurbane e periferiche del territorio romano, ma rappresenta il principale collegamento tra le varie zone dell'Urbe. Il GRA è un'infrastruttura di fondamentale importanza per la mobilità nazionale: un frammento di storia urbana che vale la pena approfondire ben oltre la sua lunghezza. Ma quanto è lungo il Grande Raccordo Anulare di Roma e com'è fatto?

La lunghezza del Grande Raccordo Anulare di Roma

Il Grande Raccordo Anulare è lungo ben 68 chilometri ed è immediatamente riconoscibile fra i sistemi viari perché circonda Roma come un enorme anello, collegando i quartieri della città e fungendo al contempo da arteria in cui confluiscono le principali vie verso altri capoluoghi limitrofi.

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Le dimensioni del GRA lo posizionano tra le principali autostrade d'Europa, di cui rappresenta una delle realizzazioni ingegneristiche più considerevoli. La moderna cinta della Capitale è un concentrato di storia e innovazione, una superstrada in costante mutamento (tra lavori di manutenzione e di ampliamento) che da decenni continua ad accogliere ogni giorno viaggiatori provenienti da ogni parte d'Italia.  

grande raccordo anulare
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La storia del Grande Raccordo Anulare

Il GRA è nato come un'ideale cinta su Roma, utile a collegare tra loro autostrade, strade provinciali e comunali in un sistema a rete che confluisse verso la città eterna. Inaugurato con la legge urbanistica del 1942 per poi essere aggiornato costantemente con diversi progetti svolti sul territorio, il Grande Raccordo Anulare ha realmente preso vita nel secondo dopoguerra, quando il visionario ingegnere Giulio Gra, allora direttore generale dell'Anas, pose le basi per rappresentare con un progetto avveniristico quel periodo di rinascita che aveva dato nuovo slancio al paese. Una curiosità: il Grande Raccordo Anulare si chiama così anche per un omaggio al suo ideatore.

Il Grande Raccordo Anulare, che nel 1951 collegava il tratto tra Portuense e Appia, fu ampliato con diversi tratti negli anni successivi (specialmente in occasione dei giochi olimpici del 1960 e negli anni '70). Il GRA è diventato un'autostrada a tutti gli effetti soltanto nel 1979 per mezzo di un decreto ministeriale. La terza corsia è arrivata nel 1997 e diversi progetti l'hanno seguita, tra nuovi svincoli e ampliamenti. 

Com'è la struttura del GRA

Guardando alla struttura del Grande Raccordo Anulare, non è sbagliato pensare a un anello che cinge Roma dall'esterno: la superstrada presenta tre corsie per ogni senso di marcia (i cui lavori di adeguamento si sono conclusi nel 2011), 33 uscite numerate e collocate ogni 2 chilometri circa. La particolare natura dell'infrastruttura permette agli automobilisti di raggiungere varie zone di Roma dall'esterno, senza transitare direttamente nell'area urbana.

Questo stratagemma ha ridotto il fitto transito nei centri cittadini, concentrando la maggior parte del traffico nelle sezioni del GRA. Si stima che ogni giorno transitino tra 130 e i 150.000 veicoli, con tratti del raccordo divenuti celebri per il traffico particolarmente intenso - soprattutto nelle ore di punta.

grande raccordo anulare
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L'importanza del GRA oggi

Immaginare le autostrade italiane senza il GRA è praticamente impossibile: come dimostrano l'elevato traffico quotidiana e le continue operazioni sul transito, il Grande Raccordo Anulare è un'arteria indispensabile per la viabilità inter ed extra urbana della capitale - che si tratti di spostarsi tra un quartiere e l'altro, di raggiungere l'aeroporto di Fiumicino attraverso l'appendice A91, il porto di Civitavecchia o le congiunzioni autostradali che collegano Roma al nord e al sud Italia. 

Tutto ciò al netto dei disagi e della realtà quotidiana: ingorghi e traffico intenso sono all'ordine del giorno, ma il GRA resta una risorsa fondamentale per gli abitanti di Roma, così come per il tessuto urbano della città e le sue zone limitrofe. 

Il futuro del Grande Raccordo Anulare di Roma

Collegamenti così cruciali per le infrastrutture del paese non possono essere esenti da costanti lavori di manutenzione e ammodernamento. Il Grande Raccordo Anulare di Roma è da diversi anni al centro di proposte e progetti volti a migliorare la viabilità adeguando questa struttura imponente alle necessità del mondo moderno. 

A lungo si è ragionato sull'idea di costruire ulteriori circonvallazioni, quasi a formare un secondo GRA più esterno del primo, con l'obiettivo di porre rimedio alla congestione del traffico. Qui le principali opere di ammodernamento compiute negli ultimi anni:

  • sono stati realizzati nuovi svincoli e le corsie sono state ristrutturare secondo le nuove norme di sicurezza.
  • Di recente è stato introdotto un sistema di monitoraggio del traffico in tempo reale che permette agli automobilisti di conoscere in anticipo la situazione del GRA attraverso pannelli o app dedicate, riducendo così i tempi di percorrenza e aumentando la sicurezza in strada.
  • La Giunta capitolina ha da poco approvato il progetto definitivo del Grande Raccordo Anulare delle Bici, un tracciato circolare di circa 50 chilometri tutti destinati a un uso ciclo-pedonale con l'obiettivo di connettere i principali luoghi turistici di Roma con gli spazi verdi della città.
  • Il GRAB è stato poi affiancato da un ulteriore progetto di riqualificazione che ha visto la creazione di ampi parchi urbani come il Parco del Grande Raccordo Anulare.

Nonostante le difficoltà, il GRA di Roma resta l'arteria pulsante della capitale: il cuore di progetti ambiziosi e sfide da affrontare tanto per le amministrazioni, quanto per i cittadini in un ottica sempre più sostenibile.

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