Le ristrutturazioni edilizie continuano ad essere al centro dell’attenzione, grazie alle agevolazioni fiscali confermate anche per l'anno 2025. Bisogna, infatti, fare riferimento alla guida 2025 dell’Agenzia delle Entrate sulla ristrutturazione edilizia. Quest'ultima rappresenta un punto di riferimento fondamentale per cittadini e professionisti che desiderano orientarsi tra norme, percentuali di detrazione e modalità di rimborso.
Dove si trova la guida ufficiale? Quali sono le novità rispetto agli anni precedenti e quali le istruzioni dell’Agenzia dell’Entrate? Ecco la risposta a queste e ad altre domande, per capire cosa cambia davvero e come sfruttare al meglio le opportunità offerte.
Ristrutturazioni edilizie: guida dell'Agenzia delle Entrate
Il 2025 segna un anno di transizione nel panorama delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie in Italia. Con la Legge di Bilancio 2025 sono state introdotte modifiche rilevanti e per destreggiarsi al meglio tra le novità, è utile fare riferimento alla documentazione ufficiale per evitare di commettere errori.
Lo scorso 17 giugno, è stata pubblicata dall’Agenzia dell’Entrate la guida relativa a “Tutte le agevolazioni della dichiarazione 2025”, che contiene le disposizioni normative e le indicazioni di prassi riguardanti ritenute, oneri detraibili e deducibili, crediti di imposta, erogazioni liberali e detrazioni pluriennali relative a spese per interventi edilizi.
La guida è divisa in macrocategorie e ad ognuna corrisponde un capitolo dedicato singolarmente a un tema differente. Tra gli altri ne troviamo anche uno dedicato al recupero del patrimonio edilizio, affiancato da altri in cui si parla delle detrazioni relative al sisma bonus, al bonus verde, all’ecobonus e al Superbonus.
La guida dell’Agenzia delle Entrate sulla ristrutturazione 2025 recepisce le indicazioni fornite con le varie circolari, tra le quali citiamo in particolare la n.8 del 19 giugno scorso, nella quale sono chiarite tutte le novità della legge di bilancio in merito ai bonus edilizi 2025.
Nella guida è dato ampio rilievo anche all’elenco dei documenti, comprese le dichiarazioni sostitutive, che i contribuenti sono tenuti a presentare e che i CAF o i professionisti abilitati devono controllare, validare con il visto di conformità e conservare.
Dove si trova la guida dell’Agenzia delle Entrate
Per una facile consultazione, la guida agli sconti per ristrutturare casa è messa a disposizione gratuitamente dall’Agenzia dell’Entrate sul suo sito ufficiale. Dall’homepage si deve selezionare nel menù in alto la voce “Agenzia” e si aprirà un menù a cascata tramite il quale seguire il seguente percorso: l'Agenzia comunica > Guide, pubblicazioni e riviste > Guide fiscali > l’Agenzia informa.
Una volta approdati su questa pagina si deve cliccare la seconda voce “Tutte le agevolazioni della dichiarazione 2025”, che rimanda a un’altra pagina nella quale scegliere la voce “Recupero patrimonio edilizio”, corrispondente al modello in formato pdf che si può salvare sul proprio pc.
Quali le agevolazioni fiscali 2025 per le ristrutturazioni edilizie?
La guida dell’Agenzia delle Entrate è il punto di riferimento per comprendere chi può accedere alle agevolazioni fiscali 2025 per le ristrutturazioni edilizie, quali lavori sono agevolabili, quali le aliquote, i massimali e la tipologia delle detrazioni. Nel documento, infatti, sono contenute le indicazioni sui bonus edilizi, a partire dal bonus ristrutturazioni che prevede nel 2025 una detrazione del 50% sulla prima casa e del 36% per le altre tipologie.
Nella guida si parla anche del sisma bonus, con le istruzioni per gli interventi sulle parti comuni degli edifici e c’è un capitolo dedicato ad un’altra agevolazione fiscale prevista nel 2025. Parliamo degli interventi direttamente finalizzati al superamento e all’eliminazione di barriere architettoniche in edifici già esistenti. L’Agenzia delle Entrate spiega nella guida chi sono i beneficiari di questo bonus, quali i limiti di detraibilità, gli interventi ammessi e le modalità di pagamento.
Cosa cambia nel 2025 per le ristrutturazioni?
Nella guida dell’Agenzia delle Entrate sono incluse altresì le principali novità normative 2025, con ulteriori precisazioni e chiarimenti nella circolare del 19 giugno 2025. Nel dettaglio, quest’anno cambiano le aliquote, con una riduzione al 50% e al 36%, rispettivamente per abitazione principale e bonus ordinario, per ristrutturazioni, ecobonus e sismabonus.
Da segnalare le restrizioni su alcuni interventi, con l’esclusione dall’agevolazione degli impianti di riscaldamento a combustibili fossili, quali le caldaie a condensazione. Tra le novità anche il plafond di detraibilità per i redditi elevati, vale a dire un limite alle detrazioni per i contribuenti con un reddito superiore a 75.000 euro.
Da menzionare anche la modifica riguardante il Superbonus, con una riduzione della detrazione al 65% nel 2025, a patto che entro il 15 ottobre 2024 sia stata presentata la CILA, sia stata adottata la delibera assembleare di approvazione dei lavori e presentata l’istanza del titolo abitativo quando si tratta di demolire e ricostruire un edificio.
Come funziona il rimborso del bonus ristrutturazione
Il rimborso del bonus ristrutturazione non è immediato, nel senso che non consiste in una restituzione di denaro che si riceve sul conto corrente, ma è una detrazione fiscale IRPEF. In pratica, si recupera una parte delle spese sostenute, in base all’aliquota prevista, attraverso le dichiarazioni dei redditi annuali. Nel dettaglio, l’importo detraibile è suddiviso in 10 quote annuali di pari importo che vanno a ridurre l’IRPEF da pagare.
Chi ad esempio ha speso 50.000 euro, applicando l’aliquota del 50% nell’ipotesi della prima casa, ha diritto a una detrazione di 25.000 euro, quindi riceverà ogni anno 2.500 euro per 10 anni, da sottrarre all’IRPEF dovuta. Se quest’ultima però dovesse risultare inferiore alla quota da detrarre, si perderà la parte eccedente che non si accumula per l’anno successivo.
Il rimborso del bonus sarà riconosciuto solo a quanti hanno i requisiti per averlo, a condizione che le spese sostenute siano documentate tramite fatture e pagate con bonifico parlante, nel quale si devono indicare causale, codice fiscale del beneficiario e del dichiarante.
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