Scopri come piantare l'olmo e farlo crescere sano nel giardino di casa

Cosa sapere se si vuole piantare e coltivare l'olmo in giardino, un albero maestoso possibile anche in versione bonsai.
Un albero di olmo
AnRo0002, CC0 / Wikimedia Commons
Gabriella Dabbene (Collaboratore di idealista news)

L'olmo è uno degli alberi più maestosi e longevi del paesaggio europeo, con una storia profondamente intrecciata alla cultura rurale italiana; tuttavia, oggi è anche una specie a rischio: la grafiosi, una malattia fungina devastante, ne ha decimato gli esemplari nel corso del Novecento, e proprio per questo piantarne uno nel giardino non è solo una scelta estetica, ma un gesto di tutela del patrimonio naturale. Sapere come piantare l'olmo nel modo corretto, anche in versione bonsai, permette quindi di creare un punto focale negli spazi esterni di casa e di aiutarlo a prosperare per decenni senza difficoltà.

Quando piantare un albero di olmo? Il periodo migliore

Il momento ideale per mettere a dimora un albero di olmo nel giardino di casa propria cade tra l'inizio dell'autunno e la fine dell'inverno: in questi mesi la pianta è in riposo vegetativo, il che riduce lo stress da trapianto e favorisce un attecchimento più solido prima della ripresa primaverile.

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Il terreno non deve essere gelato poiché temperature troppo rigide ne ostacolano lo sviluppo radicale nelle prime settimane, che sono critiche per la sua crescita; poi, la primavera inoltrata è da evitare, perché la pianta sarebbe già in fase attiva e il trapianto risulterebbe più traumatico.

Dettaglio dei rami di un olmo
AnRo0002, CC0 / Wikimedia Commons

Come si pianta l'olmo in giardino passo passo

Prima di procedere è utile scegliere con cura la collocazione: l'olmo sviluppa una chioma ampia e radici profonde, quindi necessita di spazio sufficiente lontano da fondamenta, muri e impianti interrati. 

Una volta individuato il punto giusto, il procedimento per piantare l’olmo in giardino è il seguente:

  • scavare una buca larga almeno il doppio del pane di terra della pianta, così che le radici possano espandersi senza ostacoli fin da subito;
  • preparare il fondo applicandovi uno strato di terreno lavorato, eventualmente arricchito con compost maturo e, se il suolo è compatto, del materiale drenante;
  • posizionare la pianta al centro della buca, verificando che il colletto - il punto di passaggio tra fusto e radici - sia a livello del suolo, né interrato né esposto;
  • riempire la buca con la terra estratta, migliorata con sostanza organica, compattandola delicatamente per eliminare sacche d'aria;
  • irrigare abbondantemente subito dopo la messa a dimora, per favorire il contatto tra le radici e il substrato circostante;
  • applicare del pacciame organico attorno alla base, utile a conservare l'umidità e contenere le erbe infestanti;
  • installare un tutore nelle prime settimane, per proteggere il giovane albero dal vento e guidarne la crescita verticale.

Cosa fare dopo la messa a dimora dell'olmo

Nei primi due o tre anni dopo la messa a dimora, l'albero di olmo richiede attenzione costante, soprattutto sul fronte idrico: bisogna mantenere il terreno leggermente umido, evitando però i ristagni d'acqua che possono innescare il marciume radicale; se si notano segnali di stress - come ad esempio foglie accartocciate o ingiallimento precoce - è opportuno intervenire prontamente.

È anche il momento per effettuare eventuali potature di formazione leggere, rimuovendo rami mal orientati o danneggiati, preferibilmente a fine inverno prima della ripresa vegetativa.

Per un bonsai: come coltivare l'olmo in vaso

L'olmo è tra gli alberi più apprezzati nell'arte del bonsai, grazie al suo portamento elegante e alla sua notevole resistenza. La coltivazione in vaso dell'olmo segue però delle regole diverse rispetto alla piena terra:

  • in primavera e autunno la pianta va tenuta in pieno sole;
  • d'estate, invece, è preferibile spostarla in una posizione ombreggiata per proteggere le radici dal surriscaldamento;
  • in inverno l’olmo può restare all'esterno, purché il vaso sia adeguatamente isolato dal gelo.

Il terriccio consigliato è un impasto di akadama e ghiaia fine, che garantisce un drenaggio ottimale senza trattenere troppa umidità. Essendo una pianta vigorosa, l’olmo produce germogli in modo continuo durante l'anno: la pinzatura frequente è quindi indispensabile per mantenere la forma, mentre il rinvaso va eseguito ogni due o tre anni.

Un olmo in vaso
John Phelan, CC BY-SA 3.0 / Wikimedia Commons

Dal terriccio all'irrigazione: come prendersi cura dell'olmo

In generale, e soprattutto a 2-3 anni dalla piantumazione, l'olmo non richiede cure eccessive, ma alcune attenzioni di base sono fondamentali per garantirne la salute nel tempo. Ecco i principali aspetti da considerare per prendersi cura di questa pianta nel modo giusto:

  • terreno: l’olmo predilige suoli fertili, ben drenati e ricchi di sostanza organica, ma si adatta anche a terreni argillosi, calcarei o siccitosi, purché non vi sia ristagno idrico;
  • esposizione: sono necessarie molte ore di luce diretta al giorno. L’olmo tollera la mezz'ombra, ma l'ombra totale ne compromette la crescita e la struttura;
  • irrigazione: una volta adulto regge bene la siccità, ma nelle prime stagioni va annaffiato ogni 15-20 giorni d'estate, o quando il terreno risulta asciutto al tatto. Meglio irrigare la mattina, mai nel pomeriggio caldo;
  • concimazione: si fertilizza dalla primavera all'autunno. In primavera si privilegia un concime azotato per sostenere foglie e steli, in estate uno equilibrato e in autunno uno ricco di potassio per rafforzare la pianta in vista del freddo;
  • pacciamatura del terreno: uno strato di materiale organico attorno alla base dell'olmo riduce l'evaporazione, regola la temperatura del suolo e limita lo sviluppo di infestanti.

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