Comincia ufficialmente la primavera astronomica, ma a quanto pare solo sul calendario. Nel giorno dell'equinozio di primavera ci sono pessime novità meteorologiche all'orizzonte, che sembrano non lasciar assolutamente spazio ai primi tepori primaverili. Le avvisaglie di primavera arrivate ad inizio marzo sono state del tutto spazzate via da varie perturbazioni e anche dal freddo tardivo, che nelle scorse 48 ore ha investito il centro-sud Italia. Ci sarà freddo nel weekend e, a quanto pare, anche nel finale di marzo.
Primavera solo sulla carta, ancora freddo nel weekend
Il calendario non mente: la primavera è effettivamente cominciata e tra pochi giorni arriverà anche l'attesissimo cambio dell'ora, col pronto ritorno dell'ora legale.
Si dormirà un'ora in meno, ma le giornate apparentemente si allungheranno, poiché il tramonto sarà posticipato di un'ora. Sono tutti elementi che la mente associa alla primavera, alle belle giornate di sole, alle temperature gradevoli, ma tutto questo non troverà riscontri pratici in questo finale di marzo.
Giornate più lunghe, ma non basta a portare il caldo
L’ora legale è un meccanismo che interviene solo sulla gestione del tempo civile, non su quello atmosferico. Spostando le lancette in avanti si sfrutta meglio la luce naturale nelle ore serali, dando quella sensazione di giornate più lunghe e vivibili.
Il ruolo del final warming
Gli ultimi aggiornamenti dei principali centri meteo parlano chiaro: freddo e maltempo saranno ancora molto presenti nel mediterraneo, complice il precoce final warming arrivato ad inizio mese. Proprio in questi giorni si stanno osservando i primi effetti di quel riscaldamento stratosferico, ragion per cui nell'emisfero boreale regna l'assoluto caos meteorologico, dove le ultime incursioni fredde polari scorrazzano verso le basse latitudini, includendo anche l'Italia tra i propri bersagli.
Il final warming rappresenta il riscaldamento finale della stratosfera polare, un processo che segna la fine della stagione fredda alle alte quote dell’atmosfera.
Cosa comporta sull’Europa:
- indebolimento del vortice polare
- maggiore instabilità e scambi meridiani con rischio freddo tardivo
Questo indebolimento non resta confinato in quota: nel giro di qualche settimana si propaga verso il basso, influenzando la troposfera e rendendo la circolazione molto più ondulata e instabile.
Weekend freddo su tutta Italia
Prima di queste presunte ondate di freddo polari – che potrebbero colpire l'Italia dal 25 marzo in poi – ci sarà il penultimo weekend del mese, quello dell'equinozio di primavera interessato dal freddo.
Le caratteristiche del weekend in arrivo:
- temperature sotto media su gran parte del territorio
- correnti fredde dai Balcani ancora attive
Tra 21 e 22 marzo il tempo migliorerà parzialmente su molte regioni, dopo il passaggio dell'ondata di maltempo che ha colpito il centro-sud. Tuttavia l'alta pressione non avrà la forza necessaria per raggiungere l'Italia.
Le temperature resteranno ben al di sotto delle medie ovunque: continueranno ad affluire correnti fredde dai Balcani, le quali impediranno la risalita della colonnina di mercurio.
Sia sabato 21 che domenica 22 marzo saranno due giornate piuttosto fredde, non solo di notte ma anche di giorno. Le temperature massime faticheranno a superare i 13-14°C su molte località del centro-sud, finanche sulle coste. In Val Padana si sfioreranno i 15-16°C, ma solo per pochissimo tempo.
Rischio di gelo notturno
Nelle ore di buio ci sarà un grosso lavoro dell'irraggiamento notturno, soprattutto in presenza di schiarite e cieli sereni. Non a caso si prevedono temperature minime attorno allo zero nei territori di campagna e nelle valli, da nord a sud: il rischio di brina o gelo notturno resta altissimo, rappresentando un grosso problema per il comparto agricolo.
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