Come arrivare a Symi, l’isola greca "dipinta" dove le case non sono bianche

Un porto scenografico, dimore neoclassiche colorate e calette turchesi raggiungibili in barca.
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Avvicinandosi dal mare, si rimane di stucco: le case color ocra e azzurro affacciate su un porto a forma di anfiteatro non sono un’illusione ottica, ma l’ingresso a Symi, una delle isole più sorprendenti del Dodecaneso. Qui non c’è aeroporto, e questo ha fatto la differenza: l’atmosfera è rilassata, le calette sono piccole, l’acqua è trasparente. Ecco come arrivare a Symi con calma, guardando le facciate neoclassiche riflesse sull’acqua e tutte le informazioni pratiche per pianificare una fuga in Grecia.

Perché vale la pena andare a Symi

Symi ha un’identità architettonica unica nel Mar Egeo: al posto delle classiche case bianche, si trovano eleganti dimore neoclassiche tinte di pastello, retaggio di un periodo di grande prosperità tra Ottocento e primo Novecento legato alla pesca delle spugne e alla cantieristica.

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Il risultato è un porto, Gialos, che sembra un set cinematografico, con scale scenografiche, balconi in legno e facciate ornate. L’isola è raccolta, un contesto che invita a passeggiare, fermarsi spesso e scegliere un approccio più slow.

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Come arrivare a Symi: l’opzione più semplice passa da Rodi

Symi non ha un aeroporto, e questo elemento ha aiutato a preservarne i ritmi. Per arrivare conviene volare su Rodi (Aeroporto Internazionale Diagoras, RHO), ben collegato durante la stagione estiva. Dall’aeroporto si raggiungono i porti cittadini in circa 20–30 minuti, poi si prosegue in nave con collegamenti frequenti tutto l’anno, potenziati nei mesi centrali dell’estate.

Tratte e tempi di navigazione

I collegamenti Rodi–Symi sono assicurati da più compagnie, con tempi e tariffe che variano in base al tipo di mezzo e alla stagione. Per ottimizzare tempi e costi, si dovrebbe verificare orari aggiornati e prenotare in anticipo, soprattutto tra luglio e agosto.

  • Catamarani veloci (es. Dodekanisos Seaways): circa 45–50 minuti; in alcune corse si effettua scalo a Panormitis.
  • Traghetti convenzionali (es. Blue Star Ferries, SAOS Ferries): circa 60–90 minuti; soluzione più economica e adatta al trasporto di veicoli.
  • Imbarcazioni veloci locali (es. Sebeco Lines): tempi intorno a 1 ora e 20 minuti, con partenze frequenti dal porto di Kolona.

Le tariffe indicativamente oscillano da fasce basse per i traghetti più lenti fino a prezzi più alti per le navi veloci e i catamarani.

Cosa vedere a Symi: dal porto alle alture di Chorio

Il cuore pulsante è Gialos, lo scenografico approdo dominato dalla Torre dell’Orologio ottocentesca e costellato di negozi di spugne marine, erbe e spezie. Per entrare nell’anima storica dell’isola bisogna poi affrontare la Kali Strata, una lunga scalinata in pietra (circa 500 gradini) che collega il porto a Chorio, la città alta.

Lungo la salita si incontrano palazzi storici, cortili fioriti e prospettive sempre nuove; in cima, un reticolo di viuzze e piazzette imbiancate a calce premia la fatica con viste sulla baia e sulla costa turca all’orizzonte.

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Il Kastro e il panorama a 360 gradi

Sopra Chorio si riconoscono i resti del Castello dei Cavalieri di San Giovanni, edificato nel 1407 su una precedente acropoli e su una fortificazione bizantina. Delle strutture difensive rimangono soprattutto le mura, ma la salita è famosa per la vista: una veduta completa del porto, delle creste rocciose e del blu intenso dell’Egeo, che in giornate terse spinge lo sguardo fino all’Anatolia.

Panormitis, il santuario sul mare

Sulla costa sud-occidentale si affaccia il Monastero dell’Arcangelo Michele di Panormitis, punto di riferimento religioso dell’isola. Il complesso settecentesco, incastonato in una baia riparata tra pinete, custodisce affreschi e arredi sacri oltre a una venerata icona argentata.

 Si può arrivare via mare con collegamenti regolari da Gialos oppure lungo la strada panoramica che attraversa l’interno.

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Le spiagge di Symi: piccole baie e acqua chiarissima

Symi non è l’isola delle distese sabbiose con file di ombrelloni. Qui la costa è frastagliata, le spiagge sono spesso di ciottoli e la roccia calcarea rende l’acqua straordinariamente limpida. Molte calette si raggiungono solo con taxi boat dal porto, un’abitudine quotidiana per chi desidera alternare nuotate e snorkeling in cornici diverse.

  • Agios Georgios Dysalonas: scenografica parete calcarea alta oltre 300 metri che piomba in un mare profondo e trasparente. Si raggiunge solo dal mare e non è attrezzata: si consiglia di portare acqua, cibo e riparo dal sole.
  • Nanou Beach: lunga striscia di ciottoli bianchi, fondali limpidi e pini alle spalle. Dispone di lettini, ombrelloni e una taverna apprezzata. Adatta a snorkeling e tuffi.
  • Marathounda: atmosfera quieta e acqua piatta, raggiungibile anche via strada lungo la costa orientale. Presenti lettini e taverna; non è raro incontrare capre curiose nei dintorni.
  • Pedi: comoda e servita, nella valle omonima; si arriva in autobus da Gialos e Chorio. Indicata per famiglie.
  • Nimborio (Emporios): baia riparata con ciottoli e tratti di sabbia, raggiungibile a piedi o in scooter con una passeggiata panoramica a nord del porto.
  • Nos (Paradise) Beach: la spiaggia cittadina di Gialos, piccola ma attrezzata, a circa un quarto d’ora a piedi dalla Torre dell’Orologio.
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Come muoversi: taxi boat, minibus e poche strade 

La conformazione montuosa dell’isola e la sua scala ridotta richiedono una mobilità su misura. I taxi boat sono il modo più pratico e panoramico per raggiungere le spiagge non accessibili via terra: partono puntuali al mattino dal porto di Gialos, con biglietti acquistabili a bordo o ai chioschi sul molo e rientri flessibili nel pomeriggio. 

Per spostarsi su strada, si dovrebbe contare su due assi principali: il minibus che collega Gialos, Chorio e la baia di Pedi con corse regolari dalla mattina alla sera, e la linea che attraversa l’entroterra fino al Monastero di Panormitis, offrendo scorci sull’isola dall’alto. Il noleggio di scooter, moto o quad resta utile per le spiagge servite da strade asfaltate, ma per molte calette l’ultimo tratto richiederà comunque la barca.

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