Trulli di pietra tra gli ulivi, una scogliera a picco sul blu, una grotta a 16°C anche ad agosto: in Puglia questi contrasti si incontrano a pochi chilometri di distanza. Un itinerario ad anello di 5 giorni in Valle d'Itria permette di toccare l’essenziale: borghi imbiancati, trulli, ulivi millenari, mare e natura. Con tempi realistici, indicazioni su come muoversi e quando andare, si ottiene un viaggio senza corse e senza sorprese sgradite.
- Dove si trova la Valle d'Itria e come muoversi
- Giorno 1: Grotte di Castellana e Alberobello
- Giorno 2: Martina Franca e Locorotondo
- Giorno 3: Cisternino e la Ciclovia dell’Acquedotto
- Giorno 4: Ostuni e l’Itinerario dei Giganti
- Giorno 5: mare tra Ostuni Marina e Polignano a Mare
- Cosa mangiare in Valle d'Itria
- Vivere in Valle d'Itria
Dove si trova la Valle d'Itria e come muoversi
La Valle d’Itria occupa il cuore della Puglia, proprio in mezzo alle province di Bari, Brindisi e Taranto. In senso geografico coincide con una conca carsica tra Locorotondo, Cisternino e Martina Franca, ma chi viaggia include spesso Alberobello e Ostuni, con l’Adriatico a portata di strada.
Gli aeroporti utili sono Bari e Brindisi: dal primo si entra passando per Castellana Grotte o dal litorale tra Polignano a Mare e Monopoli; dal secondo si sale verso Ostuni e Martina Franca. La rete FSE collega vari centri, tuttavia per raggiungere masserie, campagne e spiagge servite poco dai bus si dovrebbe considerare l’auto. Le distanze tra Alberobello, Locorotondo, Cisternino e Martina Franca sono contenute e consentono di usare una sola base per tutto il viaggio.
Giorno 1: Grotte di Castellana e Alberobello
Le Grotte di Castellana sono un complesso carsico con sale, corridoi e concrezioni che disegnano colonne e drappeggi minerali, ideale tra le cose da vedere con i bambini in Valle d'Itria. Le visite sono accompagnate da guide su percorsi di diversa durata; dentro si trovano circa 16°C tutto l’anno, quindi serve una felpa anche in piena estate.
Per la visita completa, il costo è di 25 euro - si prevedono in genere un paio d’ore. All’uscita, si prosegue verso Alberobello, dove la densità di trulli non ha paragoni:
- nel Rione Monti i coni ospitano botteghe, ristoranti e piccoli alloggi;
- nel Rione Aia Piccola si respira ancora un carattere residenziale.
Tra segni bianchi sui tetti, pinnacoli e passaggi stretti, grazie alla magia dei trulli si legge la storia di un’architettura nata dalla pietra calcarea locale. Dormire in un trullo o in un albergo diffuso fa capire davvero come funzionano questi spazi.
Giorno 2: Martina Franca e Locorotondo
In quota rispetto alla valle, Martina Franca è il borgo barocco della Valle d'Itria. Nel centro spiccano la Basilica di San Martino con la facciata scolpita, i porticati di Piazza Maria Immacolata, il Palazzo Ducale con saloni affrescati e la Porta Santo Stefano che immette nella parte antica. Nel quartiere della Lama, vicoli e case bianche creano una trama fotogenica.
Nel pomeriggio si scende a Locorotondo: la planimetria circolare e le cummerse, le tipiche case con tetto spiovente, disegnano un profilo inconfondibile. La Parrocchia di San Giorgio, la Torre Civica e Palazzo Morelli raccontano la storia del borgo, mentre via Nardelli, detta “lungomare” per la vista aperta sulla valle, regala il colpo d’occhio su trulli, masserie e vigneti. Una sosta con vino bianco di Locorotondo o un aperitivo tra i filari nelle aziende agricole vicine completa la giornata.
Giorno 3: Cisternino e la Ciclovia dell’Acquedotto
Pedalare sopra un’opera idrica del Novecento è un modo diverso di entrare nel paesaggio: la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, segnata in superficie lungo il tracciato dell’acquedotto, attraversa campagne, ponti e filari di ulivi, costeggiando trulli isolati. Gli accessi si individuano facilmente cercando “Ciclovia AQP” sui servizi di navigazione. Chi desidera tratti più brevi può muoversi tra Locorotondo e Cisternino lungo percorsi dolci e poco trafficati.
A Cisternino, tra Piazza Vittorio Emanuele e la Torre dell’Orologio ottocentesca, i fornelli pronti cuociono al momento bombette, involtini e spiedi di carne: tavoli semplici, braci sempre vive. Dal belvedere della Villa Comunale Giuseppe Garibaldi la vista al tramonto abbraccia la valle.
Giorno 4: Ostuni e l’Itinerario dei Giganti
Ostuni appare da lontano come un blocco bianco appoggiato alla collina; prima di entrare nel dedalo conviene fermarsi nei punti panoramici esterni alle mura per cogliere insieme centro e mare. In alto, le case imbiancate si addossano alla Basilica di Santa Maria Assunta e alle antiche mura aragonesi. Le vie principali sono animate, ma basta una traversa per trovare vecchie porte, scale e vasi di ceramica agli angoli.
Nel pomeriggio si riparte dalla città bianca di Ostuni e si scende verso gli ulivi millenari: l’“Itinerario dei Giganti” conduce tra piante con tronchi larghissimi, talvolta oltre dieci metri di circonferenza, alcune con età stimate superiori ai 3.000 anni.
Giorno 5: mare tra Ostuni Marina e Polignano a Mare
Restando in zona, Ostuni Marina alterna calette sabbiose e tratti attrezzati comodi anche per famiglie. Chi preferisce scogliere e insenature profonde può risalire verso Polignano a Mare, costruita sul bordo di una falesia. La balneazione richiede attenzione: i fondali diventano rapidamente profondi e si dovrebbe considerare il livello di confidenza in acqua.
Per capire la morfologia della costa, un tour in barca serve per vedere Polignano a Mare dall'acqua: si potrà entrare nelle grotte marine, sostare per un tuffo e osservare il paese dal basso, con le case bianche sospese sulla roccia.
Cosa mangiare in Valle d'Itria
La Puglia è una regione in cui ha senso pianificare la parte gastronomica quasi quanto le tappe.
- Nei forni si trovano taralli, friselle, focacce, panzerotti e pettole, perfetti tra una visita e l’altra.
- Nell’entroterra, la carne è protagonista: a Cisternino i fornelli pronti restano un’istituzione.
- Nell’area di Martina Franca si produce il capocollo, salume stagionato con grande struttura.
- Tra Locorotondo e Martina Franca i vigneti disegnano il paesaggio: i bianchi della valle, e in particolare il Locorotondo, accompagnano bene verdure, formaggi freschi e pesce della costa.
- Sul litorale tra Monopoli e Ostuni Marina, ristoranti e chioschi propongono crudi di pesce, frutti di mare e primi basati sul pescato locale: il contrasto con una cena in masseria racconta bene l’identità tra collina e Adriatico.
Vivere in Valle d'Itria
Dal punto di vista immobiliare, la Valle d’Itria è sempre più richiesta, soprattutto da chi cerca seconde case o investimenti turistici. Trulli ristrutturati, masserie e case in pietra rappresentano le soluzioni di maggior fascino in questa zona al centro della Puglia. I prezzi possono variare molto in base alla posizione e allo stato dell’immobile, ma rispetto ad altre destinazioni italiane restano ancora competitivi. La vita qui è ideale per chi desidera allontanarsi dal caos urbano; chi cerca una casa in questa verdeggiante zona della Puglia può consultare gli annunci più recenti di idealista:








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