C’è un paese in Umbria dove l’acqua attraversa il centro storico e il profumo di tartufo accompagna ogni passo. È il borgo di Scheggino, una manciata di case in Valnerina che ha appena ottenuto l’ingresso nel circuito dei Borghi più belli d’Italia. Tra mura medievali e scorci sul fiume Nera, il paese conserva canali, mulini e un castello che raccontano secoli di vita di valle. La sua storia è particolare: nel 1522 la difesa del borgo passò dalle mani degli uomini a quelle di donne, bambini e anziani.
Dove si trova Scheggino e come arrivare
Scheggino si trova in Umbria, in Valnerina, lungo il fiume Nera. Da Perugia la distanza è di circa 43 km seguendo la SS3 verso Spoleto e poi la strada della Valnerina: si calcola circa un’ora di viaggio in auto.
Da Roma si dovrebbe percorrere l’A1 fino a Orte, proseguire sulla E45 verso Terni e quindi imboccare l’uscita per la Valnerina in direzione Scheggino: l’itinerario richiede mediamente due ore.
Scheggino, il borgo dell’acqua: mulini e antichi mestieri
A Scheggino l’acqua non è solo sfondo: ha plasmato artigianato e industria. La Valchiera, per il lavaggio e la tintura delle stoffe, e la Ferriera per la lavorazione del ferro hanno sostenuto per secoli l’economia locale.
Secondo una tradizione tramandata oralmente, le cancellate del Pantheon e di San Pietro a Roma sarebbero state forgiate qui. Nel 1631 Papa Urbano VIII rilanciò la strada carrozzabile per il trasporto del ferro e, nel 1639, al borgo fu concesso un mercato mensile con pedaggi.
La storia che non ci si aspetta: l’assedio del 1522
Nel Medioevo Scheggino nacque come castello del Ducato di Spoleto, posto a guardia di un ponte strategico sul Nera. Il 23 luglio 1522 il borgo venne assediato dalle truppe ribelli di Picozzo Brancaleoni. Mentre gli uomini erano nei campi per la mietitura, la difesa cadde sulle spalle di donne, bambini e anziani, che resistettero fino al rientro dei contadini e al respingimento dell’attacco.
La fedeltà di Scheggino al Papato, in una Valnerina segnata da tensioni fiscali e distacchi da Spoleto, ne cementò l’identità. Dal 1962 il paese ricorda quell’episodio con una Festa delle donne e una rievocazione storica.
Cosa vedere a Scheggino: castello, porte e affreschi
La visita si concentra in un perimetro raccolto ma denso di luoghi notevoli. Si consiglia di procedere a piedi, seguendo il filo del canale e salendo verso il punto più alto del borgo, dove il profilo del torrione scandisce il paesaggio urbano.
- Castello di Scheggino: eretto nella seconda metà del XIII secolo, con torre di vedetta imponente e segni medievali ben leggibili.
- Le porte storiche: sopravvivono due dei tre accessi originari, la Porta di Valcasana e la Porta del Pozzo, con archi e portali decorati.
- Chiesa di San Nicola: documentata dal 1210, conserva affreschi di Giovanni di Pietro detto lo Spagna e, tra le opere, una Madonna in Gloria attribuita a Guidubaldo Abbatini, testimonianza del Rinascimento umbro.
- Museo del Tartufo Urbani: gratuito, racconta la storia del tartufo in Valnerina e della famiglia che lo ha portato nel mondo, con strumenti d’epoca, fotografie e possibilità di acquistare tartufi e prodotti tipici.
- Casa della Fiaba: progetto dell’associazione “Il Giardino di Matisse”, con giocattoli antichi, bambole di porcellana e una biblioteca di fiabe.
- Casa del Contadino: collezione di utensili e arredi dei mestieri tradizionali, dal tartufaio al mugnaio.
- Spazio Arte Valcasana: centro per mostre ed eventi nel Parco di Valcasana.
Nei dintorni: mulini e castelli fino alla Cascata delle Marmore
La Valnerina intorno a Scheggino concentra testimonianze di ingegno, arte e devozione. Si dovrebbe pianificare una mezza giornata in più per spingersi appena fuori dal borgo e coglierne l’orizzonte più ampio.
- Mulino di Pontuglia (XV secolo): alimentato da un canale del fosso di Pontuglia, conserva macchinari seicenteschi per cereali e olive.
- Castello di San Valentino: complesso con piccola chiesa romanica, affreschi tra XIV e XVI secolo e una Crocifissione di rilievo; dedicato al vescovo di Terni, protettore degli innamorati.
- Civitella: castello ellittico del XIII secolo con la Chiesa di San Giovanni; affreschi, una tela di Giovanni Catena e l’enigmatica figura dello scheletro con falce e clessidra.
- Ceselli: borgo in pendio con il Castello e la Chiesa di San Michele Arcangelo (XIV secolo) affrescata; custodisce una tela con San Vito incoronato dagli angeli. Qui, nel 1831, si rifugiò Pio IX.
- Monte San Vito (926 m): belvedere naturale con viste che, nelle giornate limpide, arrivano fino alla Cascata delle Marmore; ambienti di valle tra Campofoglio e Pisciarella offrono percorsi naturalistici.
Tartufo nero e sapori di Scheggino
Il tartufo nero è parte integrante dell’identità locale. Oltre al racconto museale, la filiera è visibile negli strumenti storici, nelle foto d’archivio e nelle proposte delle botteghe.
Profumi di sottobosco, funghi porcini e conserve tipiche trasformano una passeggiata nel centro in un itinerario del gusto.



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