Ridracoli, il “fiordo” dell’Appennino: guida a lago e diga

In Romagna c’è un lago verde smeraldo che sembra un fiordo. Ecco cosa vedere, quando andare e come organizzare una visita.
Ridracoli
Narratore, CC BY-SA 3.0 Wikimedia commons

Sembra un fiordo norvegese, e invece scorre tra le pieghe dell'Appennino romagnolo. Il lago di Ridracoli, nato da una diga ad arco-gravità completata nel 1982, unisce paesaggio e ingegneria in uno scenario verde smeraldo. Qui l'acqua è ovunque: nel fiume Bidente, nel bacino che si allunga tra i versanti boscosi, nelle gallerie che alimentano l'acquedotto romagnolo. A pochi chilometri da Santa Sofia, dentro il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, si incontra un luogo dove si cammina sulla diga, si naviga in battello elettrico e si rema in silenzio tra insenature strette. 

Dove si trova il lago di Ridracoli

Ridracoli si trova nel comune di Bagno di Romagna (Forlì-Cesena), al confine naturale tra Romagna e Toscana, nel cuore delle Foreste Casentinesi. Il bacino nasce dove il Bidente di Ridracoli incontra il rio Celluzze, in un'area di marne e arenarie poco permeabili e protetta da un'ampia copertura boschiva. Questa combinazione ha reso il sito ideale per un grande invaso destinato all'approvvigionamento idrico della Romagna. La diga, alta oltre 100 metri e lunga più di 400, è una struttura ad arco-gravità che contiene un lago stretto e allungato, incassato tra pendii ripidi e calanchi rocciosi: visto dall'alto, il profilo richiama proprio un fiordo. 

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Camminare sulla diga: il punto di vista particolare

Il modo più semplice per "entrare" nel paesaggio è salire sul coronamento della diga. Da un lato si apre la valle del Bidente, dall'altro il lago che si infila tra i rilievi per chilometri. Qui si percepisce la doppia anima del luogo: da una parte gallerie di derivazione, scarichi e punti di monitoraggio nel calcestruzzo; dall'altra il bosco che stringe la struttura fino quasi ad avvolgerla. 

La passeggiata sul coronamento è adatta anche a chi cerca un'esperienza tranquilla, perché consente di cogliere con calma geometrie, luce e riflessi che cambiano durante la giornata. 

Esperienze sull'acqua: battello elettrico e canoe

Per apprezzare davvero il lago, si dovrebbe scendere sull'acqua. Le uscite in battello elettrico durano circa tre quarti d'ora e seguono il profilo del bacino con soste nei punti chiave, come il rifugio Cà di Sopra e il Comignolo, verso il ramo interno. A bordo, una guida racconta la nascita della diga e il funzionamento del sistema idrico romagnolo, inserendoli nel contesto del Parco Nazionale, riconosciuto per il suo patrimonio forestale. In alcuni periodi vengono proposte uscite serali con cene o degustazioni.

Chi preferisce autonomia può noleggiare una canoa. Il punto di imbarco si raggiunge attraversando la diga e le gallerie scavate nella roccia sul lato orientale. Remando si entra in insenature strette e piccole radure d'acqua non accessibili in altro modo, con la possibilità, in estate, di partecipare a traversate notturne dove contano solo i suoni del bosco e il riverbero della luna. 

Sentieri e anelli: dal giro completo alle alternative

Intorno al bacino corre una rete di percorsi per diversi livelli di allenamento. L'itinerario simbolo è il giro completo del lago: circa 18 km con un dislivello intorno ai mille metri, una giornata intera che esige passo sicuro e riserva energia per i tratti più tecnici. Parte del percorso utilizza il sentiero CAI 237, soggetto a chiusure per frane: prima di mettersi in cammino è indispensabile verificare aggiornamenti e eventuali deviazioni. 

Esiste anche un anello intermedio di circa 14 chilometri, con dislivello più contenuto. Si parte dal parcheggio alto, si tocca il piccolo borgo delle Caselle e si segue il versante nord-orientale evitando i tratti più critici del 237. Il panorama alterna macchie di ginestra e arbusti bassi a boschi chiusi dove il lago si percepisce solo a tratti. In alcune giornate vengono organizzate camminate di forest bathing: uscite guidate a numero chiuso che invitano a rallentare e usare i cinque sensi per leggere il paesaggio. 

IDRO, l'ecomuseo delle acque: utile, interattivo, sotterraneo

Prima della diga, merita una sosta IDRO, l'Ecomuseo delle Acque di Ridracoli, costruito vicino all'abitato lungo la strada che sale da Santa Sofia. L'edificio in pietra e cemento ospita tre piani dedicati all'acqua, all'energia e alla valle del Bidente. Nelle sale sotterranee si esplora la distribuzione dell'acqua sul pianeta, il percorso che compie prima di arrivare ai rubinetti e il ruolo delle dighe romagnole, con schermi, modellini e postazioni tattili. 

I contenuti sono pensati anche per i più piccoli, con filmati in 3D che mostrano l'invaso nelle quattro stagioni e consigli pratici sul risparmio idrico. L'ingresso al museo è compreso nel biglietto della diga per chi accede dal varco principale; chi percorre il Sentiero Natura che parte dall'ecomuseo può raggiungere la diga senza pagare l'accesso, seguendo il collegamento per escursionisti.

Cani, famiglie e camper: accoglienza senza stress

L'area è adatta alle famiglie: il primo tratto di strada è asfaltato, poi si procede su sterrate compatte dove anche i passeggini si muovono con discreta facilità. Per scendere vicino all'acqua si incontrano brevi pendii più ripidi: in questi casi conviene accompagnare i bambini a piedi e lasciare il passeggino sul sentiero. 

I percorsi più lunghi, come il giro completo, sono consigliati a ragazzi abituati a camminare e a adulti con un minimo di allenamento. I cani sono ammessi con guinzaglio nelle aree frequentate e lungo i tracciati principali; nei tratti interni delle Foreste Casentinesi, lontani da imbarcaderi e rifugi, si può valutare di scioglierli per brevi momenti se non ci sono persone o animali nelle vicinanze, ricordando sempre che si è in un'area protetta.

Per chi desidera fermarsi, ci sono i "nidi": piccole case in stile appenninico immerse nel bosco, raggiungibili in auto solo fino a un certo punto e poi a piedi. 

Articolo visto su (travel.thewom.it) Sembra un fiordo della Norvegia, ma è nel cuore della Romagna: l’oasi verde smeraldo che ti lascerà senza fiato

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