Civitella, il borgo‑terrazza toscano tra ceramiche e una rocca da visitare gratis

Veduta a 525 metri, capolavori in ceramica e memoria storica. A 20 km da Arezzo, con rocca visitabile gratuitamente.
Civitella in val di chiana
Sailko, CC BY 3.0 Wikimedia commons

Un borgo che sembra una terrazza affacciata sulla Valdichiana, un capolavoro in ceramica policroma che accoglie all'ingresso e una rocca medioevale aperta gratuitamente. Civitella in Val di Chiana mette insieme paesaggio, arte, cucina di territorio e un forte richiamo alla memoria. Si tratta di un comune "sparso", ma il cuore storico si trova a 525 metri sul livello del mare, tra vicoli stretti, casete e una piazzetta. In poche ore si può attraversare un millennio di storie: dalle tracce etrusco-romane alla stagione dei vescovi aretini, fino alle ferite della Seconda guerra mondiale. 

La Rocca: dal controllo longobardo ai danni dell'ultimo conflitto

La Rocca di Civitella, vero baluardo tra Val di Chiana e Val d'Ambra, è la presenza che domina il borgo dall'alto. La posizione strategica ne fece un punto di controllo già in epoca longobarda, su un sito dove esistevano insediamenti di età etrusco-romana. Dal 1242 la rocca fu legata al vescovo Guglielmino degli Ubertini; la sua storia conobbe alternanza di poteri e, nel 1265, la distruzione ad opera dei ghibellini aretini. 

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Nei primi decenni del Trecento, in epoca di Guido Tarlati, il complesso disponeva di due ingressi: uno principale interno al borgo, e uno meridionale collegato al mastio tramite galleria; all'interno si trovavano stalle, servizi e una piazza d'armi, con il torrione coperto da un grande tetto. L'area è oggi accessibile attraverso un cancello metallico e si visita gratuitamente, con un piccolo parco e panchine per riposarsi.

Cosa colpisce durante la visita

Un intervento avviato dal Comune nel 2000 ha consentito di liberare la torre dai detriti del solaio crollato nel 1944 a seguito dei bombardamenti. Durante gli scavi è stato rinvenuto anche un ordigno inesploso risalente a quel periodo: un dettaglio che restituisce con immediatezza la portata degli eventi bellici sul borgo e sul suo monumento simbolo. 

Due piazze, una cisterna e i palazzi rinati

Il centro storico è organizzato intorno a due piazze collegate, circondate da edifici importanti, in larga parte ricostruiti dopo la Seconda guerra mondiale. Spiccano il Palazzo Pretorio e Palazzo Becattini, che ridisegnano il fronte urbano con sobria eleganza. 

Al centro della piazza principale si trova una grande cisterna con basamento ottagonale, elemento di servizio che racconta l'antica infrastruttura idrica del borgo. Questo impianto urbanistico aiuta a orientarsi tra i punti di interesse, consentendo una visita ricca di soste tematiche.

Memoria del 29 giugno 1944: cosa custodisce la Sala

In piazza Martiri si incontra la Sala della memoria, spazio che raccoglie cimeli, documenti, fotografie e residui bellici collegati all'eccidio del 29 giugno 1944. Il percorso espone oggetti appartenuti alle vittime, insieme a materiali che ricostruiscono la vita del paese e gli eventi di quei giorni. 

La visita, breve ma intensa, inserisce il borgo dentro una storia europea di guerra e resistenza, aggiungendo profondità alla percezione estetica del luogo. 

La Madonna in ceramica e l'anima artigiana del borgo

L'opera policroma attribuita ai Della Robbia, datata 1522 e riportata a nuova vita da un restauro del 2009, è il biglietto da visita artistico di Civitella. La presenza di una terracotta invetriata di questa qualità all'ingresso del borgo conferma il dialogo tra fede, artigianato e gusto rinascimentale diffuso nel territorio aretino.

L'immagine mariana, ben visibile sulla salita, richiama una tradizione decorativa che ha reso celebre la bottega dei Della Robbia per lucentezza degli smalti, resa cromatica e durevolezza delle superfici. 

Santa Maria Assunta: romanico e vetrate del Novecento

Il principale luogo di culto è la chiesa di Santa Maria Assunta, le cui origini risalgono all'anno Mille, con conclusione dei lavori nel 1252 in stile romanico. La facciata in pietra, misurata e lineare, è valorizzata da un portale in bronzo; all'interno spiccano ampie vetrate del Novecento che modulano la luce, creando un'atmosfera raccolta. 

Lungo la navata destra, superata la sacrestia, si conserva un dipinto di Teofilo Torri, tassello che aggiunge valore alla visita. 

Nei dintorni di Civitella in Val di Chiana: natura e storia

Il territorio comunale rientra nella Valdichiana aretina, cerniera verde tra colline e corsi d'acqua. A pochi chilometri si raggiunge la Riserva naturale del Ponte Buriano e Penna, meta indicata per chi pratica trekking e per chi osserva l'avifauna.

In località Oliveto, Villa Oliveto (o Villa Mazzi) ospita un Centro di documentazione sui campi di concentramento: tra il 1940 e il 1944 l'edificio fu utilizzato come campo di internamento per ebrei e stranieri, con successive deportazioni verso altri campi in Germania. 

Come arrivare a Civitella in Val di Chiana

Civitella si trova circa 20 chilometri a ovest di Arezzo.

  • In auto, dal capoluogo aretino si può raggiungere percorrendo la SS679 o la SS73; provenendo dall'autostrada A1, sia da nord sia da sud, l'uscita consigliata è Arezzo, per poi proseguire seguendo le indicazioni per Civitella in Val di Chiana. 
  • Il collegamento con autobus è gestito da Autolinee Toscane: il tempo di percorrenza con servizio diretto dal capoluogo si attesta intorno ai 45-50 minuti. 

Articolo visto su (turistipercaso.it) Il borgo-terrazza della Toscana famoso per le sue ceramiche e per l’ottima cucina tipica

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