Sembra un regno incantato e invece è dietro l'angolo: tra Bologna e il crinale, l'Appennino bolognese alterna castelli eccentrici, borghi medievali e laghi artificiali che oggi sono paradisi all'aria aperta. C'è, inoltre, una residenza con cupole moresche e torrette da fiaba, la Rocchetta Mattei, incastonata tra calanchi e castagneti. E un suono che accompagna tutto: l'acqua, dalle cascate del Dardagna alle rive di Suviana e Brasimone.
Dove si trova l'Appennino bolognese e come arrivare
L'Appennino bolognese occupa la fascia collinare e montana a sud di Bologna, verso Toscana e Romagna. I suoi centri gravitano attorno a località come Alto Reno Terme, Castel del Rio, Lizzano in Belvedere, Camugnano e Porretta Terme, distribuite lungo vallate che risalgono tra faggete e crinali.
Raggiungerlo è semplice: Bologna è uno snodo ferroviario e autostradale primario: in auto, dalle uscite verso le vallate appenniniche, l'asfalto diventa presto strada tra castagneti. In treno, le linee che scendono verso la Toscana servono diverse stazioni di montagna, con collegamenti in autobus locali per i paesi più piccoli; sulle distanze brevi, conviene muoversi a piedi o in bici. Per chi arriva da più lontano, l'aeroporto di Bologna consente trasferimenti rapidi: in poche decine di minuti si passa dai gate ai primi colli.
Esperienze all'aperto nell'Appennino Bolognese
Qui la parola d'ordine è movimento lento: le mappe tematiche dell'Appennino aiutano a costruire giornate su misura, dagli anelli per famiglie ai crinali per camminatori esperti, fino alle aree dedicate alla mountain bike.
- Big Bench: grandi panchine colorate in posizioni scenografiche. Il percorso che le unisce è perfetto da spezzare con soste nei bar dei paesi o picnic nei prati.
- Vie del Sole e ciclovie: tratti pianeggianti alternati a salite impegnative su ghiaia e sterrato, tra rumori di gomme, campanacci e orizzonti aperti sulle vallate.
- Laghi di Suviana e Brasimone: nati per la produzione di energia, oggi sono circondati da boschi fitti, aree per la balneazione, punti di ristoro e sentieri ombreggiati.
- Parco del Corno alle Scale: la vetta più alta dell'Appennino bolognese sfiora i 2000 m; in estate praterie e faggete, in inverno sport sulla neve.
- Cascate del Dardagna: una sequenza di salti d'acqua tra rocce e nebbia sottile che avvolge mani e viso, con il fragore che copre ogni altro suono.
- Area Naturalistica La Bora: stagni e vasche dove si tutela la testuggine palustre locale; un microcosmo di rane, tritoni, libellule e farfalle visibile dalle staccionate.
- Oasi del Quadrone (Natura 2000): tra canneti e specchi d'acqua si pratica birdwatching lungo un itinerario che parte dal centro visite.
Borghi, castelli e santuari da vedere
Tra le valli spuntano borghi e luoghi di culto immersi nei boschi. A Lustrola (Alto Reno Terme) si ritrovano piazzette con fontane, orti affacciati sulle vallate e portici bassi, mentre Castel del Rio rappresenta il cuore del castagneto appenninico: qui la castagna ha ottenuto l'IGP e scandisce ancora tradizioni e tavole.
Nel Palazzo Alidosi si visita il Museo della Civiltà del Castagno, dedicato a un frutto che per secoli ha sfamato la montagna con farine, zuppe e dolci. Poco lontano, il Ponte Alidosi scavalca il Santerno con una grande arcata in muratura; il palazzo ospita anche il Museo della Guerra della Linea Gotica, che conserva la memoria del fronte appenninico.
Capitolo a parte per Rocchetta Mattei, residenza scenografica costruita sui resti di un castello legato a Matilde di Canossa. Torrette dal sapore moresco, elementi gotico-medievali e cupole ispirate a mondi lontani creano un percorso teatrale tra sale e cortili.
Per la spiritualità nel verde, il Santuario della Madonna del Faggio tra Porretta Terme e Lizzano in Belvedere è legato a un'antica immagine in terracotta venerata sotto un grande faggio. Il 26 luglio, giorno di Sant'Anna, una processione sale fino al santuario e prosegue verso Castelluccio, un nucleo di case affacciato sui crinali.
Sapori di montagna e soste museo
La cucina dell'Appennino bolognese segue i tempi agricoli: castagne IGP, funghi, erbe spontanee, salumi, formaggi e paste tirate a mano che risentono del doppio influsso emiliano e toscano. In tavola si trovano spesso polente corpose, zuppe di legumi, carni in umido, dolci a base di farina di castagne e torte secche da intingere nel vino; in stagione, caldarroste fumanti, funghi trifolati o alla griglia e piatti di selvaggina.
In pianura, il Parco di Villa Smeraldi custodisce una grande dimora di campagna settecentesca con giardino all'inglese. All'interno, il Museo della Civiltà Contadina documenta cicli di lavoro, attrezzi, ambienti domestici e trasformazioni sociali tra fine Ottocento e Novecento.
Articolo visto su (travel.thewom.it) Sembra un regno incantato ma è a un passo da Bologna: il rifugio segreto tra castelli stravaganti e borghi di pietra








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