Islanda, il canyon verde “fantasy”: come visitare Fjaðrárgljúfur

Lungo la Ring Road: quando andarci, sentiero, accessi, costi e regole per proteggere il muschio di Fjaðrárgljúfur.
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pjt56, CC BY-SA 3.0 Wikimedia commons

Sembra un set di un film fantasy, ma è reale e si trova a pochi minuti dalla Ring Road. Pareti scure rivestite di muschio verde intenso, acqua che risuona sul fondo, un fiume che disegna curve tra rocce antiche. Il canyon di Fjaðrárgljúfur, nel sud dell'Islanda, è uno di quei luoghi che trasformano una sosta "veloce" in un'ora di stupore. È un paesaggio fragile e spettacolare insieme, che si sta imparando a visitare con più attenzione dopo anni di boom turistico.

Cos'è Fjaðrárgljúfur?

Fjaðrárgljúfur è un canyon lungo circa 2 chilometri e profondo fino a 100 metri, scolpito nella palagonite, una roccia vulcanica vetrosa tipica dell'Islanda. Le pareti sono ripide, segnate da speroni e rientranze che disegnano forme quasi geometriche. 

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Qua e là scendono cascatelle che si tuffano nel fiume Fjaðrá, rendendo il paesaggio dinamico anche in giornate di calma. La luce islandese cambia spesso e, con essa, le tonalità del muschio: a distanza di pochi minuti lo stesso punto può sembrare diverso. 

Dove si trova e come arrivare

Il canyon si trova nel sud-est dell'Islanda, vicino al villaggio di Kirkjubæjarklaustur. Si raggiunge dalla Route 1, la Ring Road che gira l'isola, nella tratta tra Vík e l'area di Skaftafell/Jokulsárlón. La deviazione è sulla strada 206 in direzione Lakagígar: dopo un breve tratto di sterrato si arriva al parcheggio inferiore. 

Il sentiero: lunghezza, difficoltà e i punti migliori

Dal parcheggio inferiore si attraversa un ponte sul fiume e si inizia a salire sul bordo destro del canyon. Il tracciato è semplice, con pendenza costante ma leggera, e misura circa 1 chilometro fino al punto più alto. Andata e ritorno corrispondono a circa 2 chilometri, ma si tende a sostare spesso: ogni curva apre una visuale nuova e fotogenica. 

Con pioggerella o nebbia si ottiene un effetto "velluto" sui colori, ma il fondo può diventare scivoloso. Servono calzature con buona aderenza in ogni stagione e bisogna considerare l'esposizione al vento sul bordo della gola. Tutto il percorso è delimitato da staccionate e piattaforme: si è invitati a restare sempre sui sentieri per proteggere il muschio, estremamente fragile e lento a rigenerarsi.

Inverno o estate? Cosa cambia davvero

La stessa passeggiata offre due esperienze molto diverse a seconda della stagione. In inverno la superficie può ghiacciare in modo uniforme e trasformare il sentiero in una lastra, con rischi concreti di scivolata. In estate il terreno è più asciutto e si notano dettagli che d'inverno restano nascosti, tra fiori spontanei e venature della roccia.

L'alternativa 4x4 dall'alto

Esiste una seconda opzione per chi dispone di veicolo 4x4 e tempi stretti. La pista F206, aperta solo nella stagione estiva, consente di raggiungere un parcheggio superiore vicino al belvedere più famoso. Il fondo è irregolare e serve un fuoristrada vero: non è una scorciatoia per qualsiasi auto.

Servizi, costi e cosa portare

Il parcheggio inferiore è ampio e in ghiaia; l'accesso è soggetto a pagamento tramite app o sito Parka, con tariffe che variano in base al tipo di veicolo. È consigliabile verificare in anticipo eventuali aggiornamenti, perché gli importi possono cambiare. Sono presenti servizi igienici in una piccola struttura: in alta stagione si formano code e le condizioni non sempre risultano ottimali. Nell'area non ci sono bar o punti ristoro, quindi è bene arrivare provvisti di acqua e qualcosa da mangiare. 

Come inserirlo nell'itinerario sulla costa sud

Fjaðrárgljúfur si colloca bene in un viaggio lungo la costa meridionale. Può essere programmato tra le grandi cascate di Skógafoss e Seljalandsfoss, le spiagge nere di Reynisfjara e l'arco di Dyrhólaey, oppure lungo la direttrice verso gli iceberg di Jokulsárlón e i sentieri di Skaftafell. 

Chi dispone di più giorni può puntare all'interno verso i crateri del Laki, dove l'eruzione del 1783-1784 ha ridisegnato il paesaggio su scala immensa. La visita al canyon richiede poco tempo effettivo di cammino, ma spesso si prolunga con le soste ai belvedere: conviene tenerne conto nella pianificazione complessiva.

Articolo visto su (travel.thewom.it) Sembra un regno incantato uscito da un film fantasy, ma questo canyon di muschio verde smeraldo esiste davvero

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