A meno di dieci minuti di vaporetto da Piazza San Marco, un campanile bianco svela un'altra Venezia: quieta, verde, sorprendente. Qui, tra chiostri e giardini, si entra in un labirinto dedicato a Borges e si sale su un campanile con ascensore per la vista più ampia sulla città. L'isola è San Giorgio Maggiore, antico monastero diventato polo culturale grazie alla Fondazione Giorgio Cini. Ecco cosa vedere, come arrivare e quando conviene pianificare la visita.
- San Giorgio Maggiore, l'isola che cambia prospettiva su Venezia
- Basilica e campanile: il Rinascimento sul Bacino di San Marco
- Chiostri e sale storiche: il mondo della Fondazione Cini
- Il Labirinto Borges: un chilometro di siepi e rimandi letterari
- Vatican Chapels: dieci micro-architetture nel bosco
- Teatro Verde: un anfiteatro di siepi affacciato sull'acqua
San Giorgio Maggiore, l'isola che cambia prospettiva su Venezia
San Giorgio Maggiore è un isolotto che fronteggia la piazza più celebre della città, separato da pochi minuti di navigazione. Nonostante le dimensioni contenute, concentra una basilica rinascimentale, un complesso monastico storico, un parco con cappelle contemporanee, un teatro all'aperto e un labirinto di siepi unico nel suo genere.
Nata come isola patrizia (un tempo "Memmia"), dal 982 ospitò i benedettini e divenne un centro religioso di primo piano, fino al conclave che elesse Pio VII. Tra Ottocento e primo Novecento subì spoliazioni napoleoniche e usi militari; nel dopoguerra, la famiglia Cini la trasformò in un raffinato hub culturale.
Basilica e campanile: il Rinascimento sul Bacino di San Marco
La facciata della Basilica di San Giorgio Maggiore, progettata da Andrea Palladio, gioca con frontoni e colonne in equilibrio classico. All'interno, la luce naturale esalta gli spazi verticali e incornicia le grandi tele di Tintoretto e del figlio Domenico. Il coro ligneo, opera di scuola fiamminga, racconta la vita di San Benedetto in una sequenza di sedili scolpiti.
Il campanile, gemello ideale di quello di San Marco ma con prospettiva opposta, è tra i punti panoramici più spettacolari: dai suoi circa 75 metri si abbracciano la piazza, la Punta della Dogana, la Salute, fino a Murano, Burano e al Lido nelle giornate terse. Un dettaglio pratico che fa la differenza: si sale con l'ascensore.
Chiostri e sale storiche: il mondo della Fondazione Cini
Oltre la basilica inizia l'antico monastero benedettino, oggi sede della Fondazione Giorgio Cini. Lo Scalone del Longhena e i chiostri di Palladio e dei Buora raccontano il peso politico e religioso dell'isola tra Sei e Settecento. Le biblioteche specializzate riuniscono circa 300.000 volumi dedicati a storia, arti, musica, teatro e studi orientali.
La Nuova Manica Lunga, ricavata dall'ex dormitorio e ripensata da Michele De Lucchi, è una sala di lettura scenografica, inondata di luce e scaffali continui. Nella Sala del Conclave, dove fu eletto Pio VII, si conserva il "San Giorgio che uccide il drago" di Vittore Carpaccio. Dalla stagione napoleonica, invece, restano memorie amare: da qui partirono capolavori come le "Nozze di Cana" di Veronese, oggi al Louvre.
Il Labirinto Borges: un chilometro di siepi e rimandi letterari
Nel 2011, per i 25 anni dalla scomparsa di Jorge Luis Borges, è stato inaugurato il Labirinto di bosso voluto da Maria Kodama. Il disegno, firmato dal diplomatico e "labirintista" Randoll Coate, sviluppa circa 1 chilometro di percorso e supera le 3.200 piante, studiate per essere fruibili anche da chi ha difficoltà visive. Visto dall'alto compone il cognome "Borges" e una costellazione di simboli legati alla sua opera.
All'interno emergono dettagli inattesi: clessidre, specchi, sabbia, il profilo di una tigre, un bastone, un grande punto interrogativo. L'esperienza è accompagnata da audioguida con colonna sonora originale di Antonio Fresa, registrata con l'Orchestra del Teatro La Fenice. Per anni osservabile solo dall'alto del Centro Branca, dal 2021 il labirinto si visita dall'interno con tour che spesso includono anche l'accesso alla Manica Lunga.
Vatican Chapels: dieci micro-architetture nel bosco
Nel Bosco della Fondazione Cini si snoda l'itinerario delle Vatican Chapels, presentate alla Biennale di Architettura 2018 e trasformate in esposizione permanente. Si tratta di dieci cappelle più una "di riferimento", firmate da architetti internazionali, ciascuna con un'interpretazione diversa dello spazio sacro tra gli alberi.
Legno chiaro, vetro, superfici traforate e tagli di luce costruiscono piccole architetture contemplative, ideali sia per chi ama il progetto contemporaneo sia per chi cerca quiete lontano dai flussi turistici principali.
Teatro Verde: un anfiteatro di siepi affacciato sull'acqua
Nel parco spicca il Teatro Verde, un anfiteatro all'aperto nato a metà Novecento per spettacoli e concerti, spesso in dialogo con La Fenice e la Biennale. Alterna gradoni in pietra a quinte verdi di bosso, richiamando i teatri delle ville venete ma in chiave contemporanea.
Anche senza eventi in programma, resta uno spazio scenografico da osservare per l'equilibrio tra natura e architettura.
Articolo visto su (travel.thewom.it) A 10 minuti da Piazza San Marco c’è un’isola segreta con un labirinto e la vista più incredibile su Venezia







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