Il cinema che detta gli itinerari, tra borghi e valli d’Italia rivelati dai film

Dalla Basilicata alle Alpi: pellicole che hanno acceso i riflettori su borghi e vallate ignorate, oggi mete di viaggio.
Itinerari del cinema
AXP Photography Pexels

Può un film riscrivere una mappa turistica? In Italia sta già accadendo: storie pensate lontano dai soliti spot hanno acceso il desiderio di vedere dal vivo paesaggi, borghi e memorie. Non sono di mete iconiche, ma strade secondarie, altipiani, dialetti, comunità minuscole. Il risultato è duplice: nuove destinazioni salgono alla ribalta e chi viaggia scopre un modo diverso di guardare il Paese. 

Basilicata in cammino: da "Basilicata Coast to Coast" ai borghi sospesi

Prima che la lentezza diventasse parola d'ordine, un film ha scelto di attraversare la Basilicata a piedi. "Basilicata Coast to Coast" di Rocco Papaleo mette al centro il viaggio più che la meta, sfiorando paesi come Aliano e Craco e toccando i paesaggi aspri delle Dolomiti Lucane

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La regione appare per quella che è, non un'immagine da cartolina: una trama di borghi, incontri casuali, strade secondarie. Proprio quell'andatura misurata ha indicato un altro modo di visitarla, puntando sull'esperienza e non sull'effetto vetrina.

Alpi fuori cartolina: Valle Maira e Chersogno dopo "Il vento fa il suo giro"

Un altro sguardo laterale arriva dalle Alpi piemontesi. "Il vento fa il suo giro" riporta l'attenzione sulla Valle Maira e sul minuscolo borgo di Chersogno, mostrando una montagna che non vive di cliché. La macchina da presa osserva il quotidiano, i ritmi della comunità, le pieghe di un territorio che resiste. 

Questo racconto essenziale ha stimolato curiosità verso una valle defilata, suggerendo percorsi lontani dalle rotte affollate e un approccio più rispettoso all'alta quota.

La frontiera antica della Val Resia rivelata da "Piccolo corpo"

In Friuli-Venezia Giulia, "Piccolo corpo" fa emergere un luogo che sembra fuori dal tempo: la Val Resia. Qui la tradizione ha voce propria, a partire dalla lingua resiana, e la natura disegna scenari severi e struggenti. 

Il film accompagna dentro un microcosmo che vive di riti; da questa delicatezza nasce un invito indiretto a entrare in contatto con una cultura radicata, dove ogni spostamento chiede attenzione e misura.

Alice Rohrwacher e l'Italia che incanta ai margini

Il cinema di Alice Rohrwacher ha fatto dell'Italia "minore" un palcoscenico potente. In "Le meraviglie" il Lago di Bolsena e la Tuscia emergono come spazi sospesi, a metà tra fiaba e realismo, dove l'acqua e la campagna scandiscono i giorni.

Con "Lazzaro felice" il centro si sposta su campagne, poderi e piccoli borghi dell'Italia centrale, resi quasi fuori dal tempo. Non è promozione turistica, ma un invito implicito: guardare questi territori con occhi nuovi, senza filtri e senza fretta, riconoscendo valore a ciò che spesso non entra negli itinerari ufficiali.

Viaggi di memoria: Monte Sole e Marzabotto in "L'uomo che verrà"

Esiste anche un turismo che non cerca evasione, ma consapevolezza. "L'uomo che verrà" ha riportato il fuoco sul Parco Storico di Monte Sole e sui luoghi della strage di Marzabotto. 

Il film lega il paesaggio alla storia, suggerendo come visitare un'area significhi anche attraversarne le ferite. In questi contesti la scelta del cinema diventa ponte tra passato e presente, e orienta verso pratiche di visita attente e rispettose.

Articolo visto su (vanityfair.it) Quando il cinema cambia la geografia del desiderio: i luoghi italiani che i film hanno trasformato in mete di viaggio

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