La fine del caldo africano? Tutto rimandato a settembre

Caldo avvolgente su gran parte d'Italia, umidità alle stelle sulle coste. Spiragli freschi solo ad inizio settembre
fine del caldo
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Il picco del caldo africano sta per arrivare e potrebbe rivelarsi il più intenso degli ultimi anni, addirittura leggermente superiore a quello arrivato nel mese di luglio che aveva portato le temperature alle soglie dei 44 ° su molte località delle isole maggiori. Fortunatamente non durerà molti giorni, ma sarà in ogni caso molto intenso e non passerà inosservato. La fine del caldo intenso è rimandata addirittura ai primi giorni di settembre.

Fine del caldo ancora lontana, prima il picco africano

Il cuore pulsante dell'anticiclone africano ormai risiede in pianta stabile tra Marocco, Algeria e Tunisia da fine maggio. Ed è esattamente questo il problema principale che attanaglia le regioni del sud e le isole maggiori: la presenza così ravvicinata del caldo estremo subtropicale inevitabilmente espone le regioni del sud ed entrambe le isole maggiori a ripetute e intense ondate di caldo africano.

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All'anticiclone basta un piccolo passo verso nord per dilagare sul Mediterraneo e scatenare impennate termiche di tutto rispetto: ed è esattamente quel che sta avvenendo da quasi tre mesi. In particolare:

  • il cuore pulsante dell'anticiclone africano risiede in pianta stabile tra Marocco, Algeria e Tunisia da fine maggio;
  • la sua presenza così ravvicinata espone le regioni del sud ed entrambe le isole maggiori a ripetute e intense ondate di caldo africano.
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Caldo estremo verso l'Italia tra 27 e 28 agosto Meteogiornale.it

Apice del caldo tra 27 e 28 agosto

L'exploit di tutto questo caldo subtropicale arriverà tra 27 e 28 agosto, con temperature esageratamente alte su Sardegna, Sicilia, Calabria, Basilicata, Campania, Puglia, Molise, Lazio, Abruzzo, Marche, Umbria.

Potranno essere raggiunti picchi di 45 ° sul Foggiano e l'entroterra della BAT, del Barese, del Catanese, del Siracusano, del Ragusano, del Nisseno, dell'Ennese, dell'Agrigentino, del Palermitano, del Messinese e anche nelle aree interne della Sardegna e della Basilicata.

Le zone interessate dalle temperature più elevate saranno quindi:

  • Foggiano, entroterra della BAT e del Barese, con possibili picchi di 45 °;
  • Catanese, Siracusano, Ragusano, Nisseno, Ennese, Agrigentino, Palermitano, Messinese;
  • aree interne della Sardegna e della Basilicata.

Dal 29 agosto calo delle temperature, ma farà ancora molto caldo

Questa ondata di caldo non sarà assolutamente una passeggiata. Dal 29 agosto questa lingua bollente subtropicale inizierà pian piano a ritirarsi, pertanto ci sarà un fisiologico calo delle temperature, ma si resterà pur sempre in un contesto di gran caldo soprattutto al sud e sulle isole maggiori.

Quindi anche negli ultimissimi giorni di agosto le temperature saranno spesso superiori ai 35 °, con tanta umidità e tanta afa.

Primi giorni di settembre ancora molto caldi

La fine del caldo, come specificato ad inizio articolo, è rimandata alla prima settimana di settembre. I primi tre giorni del prossimo mese saranno ancora particolarmente caldi su tutto il sud, le isole maggiori e gran parte del centro Italia: insomma sarà ancora facile imbattersi in temperature massime più vicine ai 36 o 37 ° che ai 30 °.

Ma il problema più grosso sarà rappresentato dall'umidità ormai esagerata su tutte le zone costiere e pianeggianti, visto che mancano vere rinfrescate e veri ricambi d'aria ormai da mesi. Andrà meglio sicuramente al nord, dove farà molto meno caldo e soprattutto potrebbero esserci vari passaggi instabili con acquazzoni e temporali.

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Perturbazioni verso l'Italia dal 4 settembre Meteogiornale.it

La possibile fine del caldo tra 4 e 10 settembre

Una svolta potrebbe arrivare tra il 4 e il 10 settembre: i modelli meteo cominciano a strizzare l'occhio alle configurazioni autunnali e sembra proprio che nel periodo appena indicato le perturbazioni atlantiche potrebbero improvvisamente fiondarsi non solo sull'Europa centrale ma anche sul Mediterraneo e questo potrebbe essere il primo chiaro segnale di cedimento del caldo africano.

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