Una valle dove l'aria resta fresca anche d'estate, un'abbazia che sembra un borgo fortificato e una foresta in cui si cammina tra "giganti" oltre i 60 metri. Vallombrosa, sul crinale del Pratomagno nel comune di Reggello, unisce natura monumentale e spiritualità benedettina in un territorio compatto e facile da esplorare. A meno di un'ora da Firenze, si trovano radure per picnic, sentieri segnalati per ogni gamba e un centro visite con arboreti storici.
Dove si trova Vallombrosa
Vallombrosa sorge intorno ai 1.000 metri di quota sul versante del Pratomagno, nel territorio di Reggello. La zona è tutelata come Riserva Naturale Biogenetica di Vallombrosa, uno dei complessi forestali storici più importanti d'Italia, con abeti bianchi e faggi alle quote più alte e castagni e querce più in basso.
L'arrivo in auto spesso coincide con il cosiddetto Pratone, una grande radura pianeggiante incorniciata dalla foresta che in estate diventa il luogo ideale per stendere un plaid e fermarsi all'area attrezzata. Nel raggio di una breve passeggiata si concentrano i punti chiave: l'abbazia, il centro visite, gli arboreti e l'orto botanico.
L'abbazia: arte, coro gregoriano e due chiostri
Il complesso monastico benedettino, fondato nell'XI secolo da San Giovanni Gualberto, appare come un piccolo villaggio cinto da mura con torre d'avvistamento. La chiesa abbaziale, dedicata a San Giovanni Evangelista, conserva tele di rilievo, tra cui opere di Lorenzo Lippi e Ignazio Hugford, un organo monumentale e un coro ligneo cinquecentesco.
La vita comunitaria si percepisce nell'architettura dei due cortili interni: il Chiostro Grande, con colonne in pietra serena e fontana centrale, e il Chiostro dei Foresteri, che introduce alla biblioteca e al refettorio affrescati. Nella Foresteria è possibile soggiornare in stanze semplici, in linea con l'atmosfera del luogo, mentre il museo dell'abbazia espone manoscritti, oggetti liturgici e strumenti legati alla gestione del bosco.
I "Giganti d'Italia": camminate tra alberi oltre i 60 metri
All'interno della riserva si incontrano gli imponenti abeti di Douglas, specie introdotta dagli Stati Uniti e protagonista dell'"Anello dei Giganti". Qui cresce uno degli alberi più alti d'Italia, che supera i 60 metri, creando un corridoio naturale che costringe lo sguardo verso l'alto.
Si tratta di un percorso ad anello segnalato, immerso nel bosco, dove si percepisce fisicamente la scala del paesaggio: il suolo soffice di aghi, la corteccia ruvida, il fruscio del vento sulle chiome lontane. L'itinerario è una delle esperienze più belle della zona e si affianca a tracciati adatti anche a fotografi e famiglie, grazie a pendenze moderate e frequenti punti di sosta.
Arboreti e giardino botanico: un laboratorio vivo
Il Sentiero dell'Arboreto è l'itinerario più accessibile per scoprire il lato sperimentale di Vallombrosa. Creati nell'Ottocento come campi prova per specie provenienti da tutto il mondo, gli arboreti raccolgono oggi migliaia di esemplari e più di un migliaio di entità botaniche.
I percorsi sono ben tracciati, con aree di riposo e una segnaletica chiara, caratteristiche che li rendono ideali per chi cerca un contatto ravvicinato con conifere e latifoglie non comuni. A completare la visita si trova il giardino botanico e, nei pressi, l'orto dove si censiscono erbe locali.
Punti simbolici e panorami: Faggio Santo e Croce del Pratomagno
Poco sopra l'abbazia si trova il Faggio Santo, accanto a una cappella dedicata a San Giovanni Gualberto, venerato come protettore dei forestali. L'albero attuale discende da un esemplare legato alla tradizione del santo ed è raggiungibile con una breve deviazione lungo la strada verso il Monte Secchieta.
Per chi desidera allargare lo sguardo, uno degli obiettivi più ambiti è la Croce del Pratomagno, raggiungibile da Vallombrosa con un itinerario più impegnativo che supera i 1.500 metri di quota. Dalla cresta la vista abbraccia il Chianti, il Monte Amiata e, nelle giornate più nitide, una linea di mare sottile all'orizzonte.
Come arrivare: auto, treno+bus e strade panoramiche
Raggiungere Vallombrosa fa parte dell'esperienza, perché la salita attraversa paesaggi tipici della Toscana interna.
- In auto da Firenze si imbocca l'A1 verso Roma e si esce a Incisa-Reggello, proseguendo per Reggello e poi per Vallombrosa. Da Arezzo si risale il Valdarno Superiore passando per località come Terranuova Bracciolini e Pian di Scò, quindi ci si innesta sulla provinciale per Vallombrosa.
- Con i mezzi pubblici si può combinare il treno fino alla stazione di Sant'Ellero (linea Firenze-Arezzo) e, nei mesi primaverili ed estivi, un bus locale che sale fino all'abbazia; è opportuno verificare orari e periodi di attivazione.
Articolo visto su (travel.thewom.it) In Toscana c’è una foresta incantata dove si cammina tra i “giganti” e l’aria è sempre fresca








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