Lago di Resia, campanile nel lago, leggenda e come visitarlo

A Curon Venosta un campanile del ’300 emerge dall’acqua. Storia, leggenda e consigli per organizzare la visita al Lago di Resia.
Lago di Resia: campanile nel lago, leggenda e come visitarlo
Photo by Duncan Tabone on Pexels

Dove si sentono campane che «suonano» da sotto un lago? In Alto Adige, nell'Alta Val Venosta, il paesaggio più fotografato degli ultimi anni nasconde una vicenda che non è solo da cartolina. Dal blu del Lago di Resia spunta un campanile medievale, icona e, insieme, traccia concreta di un paese sommerso nel 1950. La storia affascina per la sua forza visiva e sorprende per ciò che racconta.

Curon e il Lago di Resia: dove il paesaggio racconta

Arrivando a Curon Venosta, a circa 1.500 metri di quota, si entra in un anfiteatro alpino che a uno sguardo rapido sembra naturale. Il Lago di Resia si allunga per chilometri tra le montagne, a due passi dal confine con Austria e Svizzera. Al centro della scena, un dettaglio spezza l'illusione: il campanile del XIV secolo della chiesa di Santa Caterina d'Alessandria emerge solitario dall'acqua. È il simbolo della zona e il punto che calamita ogni sguardo, soprattutto quando le stagioni cambiano la luce e i colori del bacino. La sua presenza, però, non è un capriccio della natura: è la firma visibile di una trasformazione decisa dall'uomo.

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Perché la torre è nel lago: la storia in breve

Fino alla metà del Novecento, qui non c'era un solo grande invaso ma due laghi più piccoli, Resia e Curon, separati da terreni agricoli e dal vecchio abitato di Curon. Tra anni Trenta e dopoguerra si sviluppò un progetto idroelettrico che portò alla creazione di un unico bacino artificiale. Nel 1950, con il riempimento dell'invaso, più di un centinaio di edifici furono demoliti e centinaia di ettari coltivati finirono sotto l'acqua. Le famiglie furono costrette a lasciare case e campi; il nuovo Curon Venosta venne ricostruito più in alto, al riparo dalle acque. Del vecchio paese restò in piedi solo il campanile romanico, oggi memoria in pietra di quel passaggio epocale.

Le campane suonano davvero? La leggenda e la realtà

Intorno alla torre vive una delle storie più raccontate delle Alpi: nelle notti d'inverno, si direbbe di sentire ancora le campane suonare dal fondo del lago. La suggestione alimenta da anni la fama del luogo e aggiunge mistero alle foto sul ghiaccio. La realtà documentata è un'altra: le campane furono rimosse prima dell'allagamento, quindi nessuno strumento resta a suonare sott'acqua. 

Cosa vedere: tra passeggiate, paesaggi e piccoli centri

Il lungolago offre una passeggiata accessibile che permette di cogliere la torre da più angolazioni, con inquadrature che cambiano tra estate e inverno. Intorno, una corona di sentieri e piste ciclabili segue le rive del bacino e collega Curon agli altri paesi della zona, ideale per alternare soste panoramiche e scorci rurali. Il vento che attraversa la valle rende il lago interessante per gli sport acquatici, mentre la stagione fredda disegna un grande scenario bianco incorniciato dalle cime. A pochi chilometri, il Passo Resia ricorda il ruolo storico di questo corridoio alpino e apre l'orizzonte verso Austria e Svizzera. L'esperienza si completa con le chiese di montagna, i masi tradizionali e i paesaggi della Val Venosta, dove il ritmo quotidiano segue ancora le stagioni.

Come arrivare e muoversi

Per organizzare la visita, si dovrebbe considerare la strada dell'Alta Val Venosta che risale verso il Passo Resia: è l'asse principale che collega l'area con il resto della regione e con i valichi di confine. Con i mezzi pubblici conviene servirsi della ferrovia fino a Malles, proseguendo poi con gli autobus di valle che fermano in prossimità del lago. Una volta arrivati, il campanile è ben segnalato e si raggiunge a piedi in pochi minuti dai parcheggi dedicati. 

Articolo visto su (turistipercaso.it) Il borgo italiano dove le campane suonano sott’acqua: la torre emerge da un lago alpino

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