Roma, la Piramide Cestia riapre con visite gratis nell'autunno 2026

Nel 2026 sono previste aperture gratuite dopo tre anni di lavori PNRR. Storia, curiosità e come visitarla.
vivere a testaccio
Palickap, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

La Piramide Cestia, tomba di età augustea incastonata tra stazione, street art e bastioni, torna al centro della scena con un nuovo ciclo di aperture gratuite previsto tra settembre e ottobre 2026. Dietro la sagoma perfetta ci sono una clausola testamentaria spietata, un colpo di fulmine per la moda egizia e una trasformazione urbana durata secoli. 

Un'ossessione d'Egitto diventata marchio di status

La Piramide Cestia è il sepolcro di Caio Cestio, politico del I secolo a.C. che fu pretore, tribuno della plebe e membro dei Septemviri Epulones, il collegio che curava i banchetti sacri. Dopo la conquista dell'Egitto nel 31 a.C., l'élite romana si lasciò sedurre da simboli e forme del Nilo: la piramide divenne un modo rapido per comunicare rango, gusto e ambizione. 

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Cestio non lasciò spazio ai tentennamenti: nel testamento ordinò agli eredi di costruire la sua piramide in 330 giorni, pena la perdita dell'eredità. Un ultimatum che racconta molto del personaggio e che portò, tra il 18 e il 12 a.C., alla realizzazione del monumento lungo la via Ostiense, allora in aperta campagna disseminata di sepolcri.

Com'è fatta: numeri, materiali, atmosfera

Vista da vicino, la piramide sorprende per precisione e luce. Misura circa 36 metri d'altezza su una base quadrata di circa 30 metri per lato. Il rivestimento è in marmo lunense, la pietra chiara dei grandi cantieri romani, che a mezzogiorno quasi abbaglia e al tramonto si scalda di rosa e grigio. All'interno si conserva una sola camera funeraria allungata, coperta da volta a botte, con pareti bianche scandite in riquadri geometrici. 

Cosa aspettarsi all'interno

La camera fu murata in antico ma violata nel Medioevo tramite un cunicolo sul lato nord, con sottrazione dell'urna cineraria e di parte degli affreschi. Nonostante le perdite, ciò che rimane restituisce l'impatto di una moda "all'egiziana" reinterpretata con sobrietà romana.

Dalla tomba privata a pezzo di mura: una metamorfosi unica

Tra il 272 e il 279 d.C., l'imperatore Aureliano inglobò la piramide nella nuova cinta difensiva. Per secoli, poi, la città confuse nomi e funzioni: a Roma esistevano almeno altre piramidi, tra cui due in zona piazza del Popolo e la Meta Romuli lungo l'attuale via della Conciliazione, demolita nel 1499. La Cestia venne persino scambiata per la "Meta Remi", presunta tomba di Remo. Fu la lettura dell'iscrizione dedicata a Gaius Cestius Epulo a riportare ordine e identità.

Visitarla oggi: aperture 2026, dove si trova e come orientarsi

La Piramide Cestia si trova in via Raffaele Persichetti, nell'area di Piazzale Ostiense, a ridosso di Porta San Paolo e accanto al Cimitero Acattolico. Da un lato scorrono i binari della stazione di Roma Ostiense, dall'altro i bastioni in mattoni: in mezzo, la geometria bianca che spunta sopra il traffico. Dopo tre anni di lavori finanziati con fondi PNRR, è previsto un nuovo ciclo di aperture gratuite dal 4 settembre al 31 ottobre 2026, con visite diurne libere e appuntamenti serali guidati su prenotazione.

Cosa è stato fatto con i lavori PNRR

L'intervento ha riguardato la messa in sicurezza della scalinata di accesso, il riordino del giardino, la nuova illuminazione e una pannellistica aggiornata per migliorare accoglienza e accessibilità. Si tratta di interventi che puntano a rendere l'esperienza di visita più chiara e fruibile, valorizzando prospettive e contenuti senza stravolgere il carattere del luogo.

Dintorni imperdibili: silenzio, poesia e street art

Appena oltre il muro si entra nel Cimitero Acattolico, uno dei luoghi più quieti del quartiere. Qui riposano, tra gli altri, John Keats e Percy Bysshe Shelley; è presente il cenotafio di Goethe e la tomba di Antonio Gramsci. Da qui si può proseguire a piedi verso Ostiense, noto per i grandi murales sulle facciate industriali, e Testaccio, dove magazzini dismessi, il monte dei cocci e cucine storiche permettono di intrecciare una sosta gastronomica alla visita culturale in un'unica passeggiata.

Come arrivare e quando inserirla nel percorso romano

La posizione è strategica per chi si muove in treno o con i mezzi pubblici. Dal porto di Civitavecchia si può raggiungere la stazione ferroviaria e prendere un treno diretto per Roma: scendendo a Roma Ostiense, il monumento è raggiungibile a piedi in pochi minuti, passando da Piazzale dei Partigiani e proseguendo lungo viale delle Cave Ardeatine fino a Piazzale Ostiense. L'area è servita da linee ferroviarie e metropolitane con fermate nelle immediate vicinanze, oltre a diverse linee di autobus su via Ostiense e viale Piramide Cestia. Va considerato che nelle ore di punta il traffico può rallentare gli spostamenti.

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