PIL in aumento dello 0,6% e occupazione in crescita dello 0,1% nell'area euro

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Nel secondo trimestre del 2026, il PIL destagionalizzato è aumentato dello 0,6% nell'area euro e dello 0,7% nell'UE rispetto al trimestre precedente, secondo una stima pubblicata da Eurostat. Nel primo trimestre del 2026, il PIL era rimasto stabile nell'area euro ed era cresciuto dello 0,1% nell'UE. 

Rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente, il PIL è aumentato dell'1,2% nell'area euro e dell'1,4% nell'UE nel secondo trimestre del 2026, dopo +0,6% nell'area euro e +0,9% nell'UE nel trimestre precedente.

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Negli Stati Uniti, nello stesso periodo, il PIL è cresciuto dello 0,4% rispetto al trimestre precedente (dopo +0,5% nel primo trimestre 2026), e del 2,1% rispetto all'anno prima. 

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Eurostat

Crescita del PIL per Stato membro

Nel secondo trimestre del 2026, l'Irlanda (+10,2%) ha registrato l'aumento più elevato rispetto al trimestre precedente, seguita da Slovenia (+1,8%) e Lituania (+1,7%). L'Austria (-0,1%) è stato l'unico Stato membro a registrare una contrazione. 

Contributi alla crescita del PIL

Nel secondo trimestre del 2026, i consumi finali delle famiglie hanno contribuito positivamente sia nell'area euro che nell'UE (+0,2 punti percentuali per entrambe); la spesa pubblica finale è risultata trascurabile; gli investimenti fissi lordi sono stati trascurabili per l'area euro e positivi per l'UE (+0,1 pp); le variazioni delle scorte hanno contribuito negativamente (-0,5 pp per entrambe); le esportazioni nette hanno invece contribuito positivamente (+0,9 pp per l'area euro, +0,8 pp per l'UE). 

Occupazione nell'area euro e nell'UE

Nel secondo trimestre del 2026, 221,4 milioni di persone erano occupate nell'UE, di cui 176,4 milioni nell'area euro. Il numero di occupati è aumentato dello 0,1% sia nell'area euro che nell'UE rispetto al trimestre precedente. 

Rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente, l'occupazione è cresciuta dello 0,5% nell'area euro e dello 0,4% nell'UE. Le ore lavorate sono aumentate dello 0,1% in entrambe le aree rispetto al trimestre precedente, e dello 0,7% (area euro) e 0,8% (UE) su base annua. 

Crescita dell'occupazione per Stato membro

Nel secondo trimestre del 2026, il Portogallo (+1,0%), la Cechia e Malta (entrambe +0,9%) hanno registrato i maggiori aumenti di occupazione. I cali più marcati si sono registrati in Finlandia (-0,8%) e Grecia (-0,4%). 

Italia, Spagna e Portogallo

La Spagna è senza dubbio il caso più notevole per solidità e continuità. Il suo PIL cresce dello 0,7% rispetto al trimestre precedente, perfettamente in linea con la media UE, ma ciò che colpisce davvero è la coerenza della crescita annua: esattamente +2,7% per quattro trimestri consecutivi, da metà 2025 a metà 2026, senza la minima variazione. 

Il Portogallo presenta un profilo più mosso, ma l'ultimo dato è decisamente incoraggiante. Dopo un primo trimestre 2026 quasi fermo (+0,1%), il paese rimbalza con decisione nel Q2 con una crescita dello 0,8%, superando la media dell'area euro. Su base annua si attesta al +2,5%, ben al di sopra della media. 

L'Italia, infine, racconta una storia di crescita lenta ma stabile. Il PIL avanza dello 0,2% nel Q2 2026, un ritmo che si ripete pressoché invariato da sei trimestri: tra +0,2% e +0,3% ogni volta, senza strappi né cedimenti. Nel confronto con l'area euro — che nel Q2 accelera a +0,6% — il divario si allarga, e anche su base annua il +1,0% italiano resta sotto la media eurozona (+1,2%). Non è una recessione, ma è una crescita che fatica a prendere velocità. L'unica nota positiva viene proprio dall'occupazione, dove l'Italia mostra segnali migliori del suo PIL: gli occupati crescono del +1,4% su base annua nel Q2 2026, un risultato superiore alla media europea e in miglioramento costante negli ultimi trimestri.

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