Istanbul, la città a cavallo tra due continenti, cosa vedere nella “Parigi d’Oriente”

Un itinerario essenziale tra Beyoğlu, Galata e Üsküdar. Cosa vedere, quando andare e come muoversi lungo il Bosforo.
Istanbul
Unsplash

Si può attraversare un continente in pochi minuti e ritrovarsi con il Bosforo che si accende sotto gli occhi. È un'idea di viaggio precisa: vedere Istanbul dall'acqua e poi risalire nei quartieri dove la città si è reinventata. Dal tram rosso che taglia Istiklal Caddesi alla sagoma della Torre di Galata, passando per il palazzo dei sultani che guarda lo stretto, ogni tappa ha un dettaglio che resta. In questo itinerario si concentra il lato più contemporaneo della cosiddetta "Parigi d'Oriente", senza perdere i segni della storia. 

Uskudar e la Torre di Leandro: la sponda asiatica che vive di quotidianità

Uskudar offre il lato più domestico della metropoli, con pontili affollati e bar rivolti allo stretto. Da qui la skyline europea appare come una linea continua di cupole e minareti, mentre le barche si incrociano a ritmo regolare.

Pubblicità

La Torre di Leandro (Kız Kulesi), bianca e compatta su un isolotto, si visita in barca, ma spesso si sceglie di guardarla da riva, con un çay caldo tra le mani. Quando i richiami del muezzin rimbalzano tra le due sponde, la scena si fa magnetica.

Dolmabahçe: la vetrina dei sultani che parla anche alla Repubblica

Sulla riva europea, Dolmabahçe mette in mostra l'ambizione ottocentesca di un impero che voleva apparire moderno e potente. Sale, stucchi, legni esotici, marmi e cristalli si susseguono fin dove arriva lo sguardo, con un apparato decorativo imponente e pervasivo.

Ma il palazzo è anche un punto di passaggio alla Turchia repubblicana: qui visse Mustafa Kemal Ataturk, e nella stanza in cui morì l'orologio è fermo all'ora del decesso. L'accesso prevede copriscarpe e passatoie e le foto non sono permesse.

Istiklal e Beyoglu: dove la "Parigi d'Oriente" è diventata abitudine

Da Piazza Taksim, Istiklal Caddesi corre come una spina dorsale tra negozi, caffetterie storiche, teatri e gallerie. In epoca ottomana era la Cadde-i Kebir, il salotto degli intellettuali; con la Repubblica ha preso il nome di "Indipendenza" e oggi è un viale pedonale vivace di giorno e sera. Tra un baklava e una libreria con titoli in inglese, conviene infilarsi nei passaggi laterali. 

La Galleria dei Fiori, in stile Belle Époque, racconta con le sue vetrate un pezzo di fine Ottocento; la Galleria Europea raccoglie botteghe di artigianato utili per regali non scontati. Dietro, Nevizade si accende di tavolini, meze e brusio costante, un'ottima sosta anche a pranzo.

Galata e Karakoy: torre, scale Art Nouveau e vita sul Corno d'Oro

Scendendo verso sud si raggiunge la Torre di Galata, nata nel 1348 in ambito genovese come presidio sul porto del Corno d'Oro. Oggi gli ascensori portano quasi in cima, poi pochi gradini conducono alla terrazza circolare con vista su moschee, ponti e canali. 

Alla torre è legata la leggenda del volo di Hezârfen Ahmed Çelebi nel XVII secolo, un racconto che continua a circolare come simbolo di audacia. Più in basso, le Scale di Kamondo collegano Karakoy a Galata con una curva Art Nouveau che è insieme scorciatoia e scultura urbana.

Crociera al tramonto: percorso, durata, cosa si vede

Una navigazione di circa un'ora e mezza permette di collegare i pezzi della città con un solo sguardo. Dal molo di Eminonu le imbarcazioni locali, tra cui Turyol, passano sotto il Ponte di Galata, costeggiano Dolmabahçe e la Moschea di Ortakoy, raggiungono il secondo ponte del Bosforo e poi rientrano lungo la sponda asiatica con una breve sosta a Uskudar. 

La Torre di Leandro illuminata diventa un'icona notturna e, rientrando nel Corno d'Oro, il profilo di Topkapi e delle grandi moschee si staglia su un cielo che vira dal rosa al viola. Il costo del giro classico resta contenuto rispetto a standard europei e offre una lettura chiara della geografia di Istanbul.

Come muoversi tra Beyoglu, Galata e Karakoy

Le connessioni sono frequenti e dirette: la metropolitana M2 ferma a Sishane e il tram T1 collega Karakoy con la Città Vecchia, mentre la funicolare Tunel risolve il dislivello tra riva e collina. Le distanze tra torre, Istiklal e ponte sono percorribili a piedi, ma le salite e il pavé richiedono scarpe comode e qualche pausa strategica. 

Per l'auto conviene puntare ai parcheggi multipiano come Galata Kultur Merkezi e ISPARK Karakoy Pier, lasciando poi il quartiere al passo. Servizi essenziali non mancano: bancomat diffusi, bagni pubblici nelle piazze più frequentate e Wi-Fi gratuito in molti caffè e negli spazi di Salt Galata.

Articolo visto su (travel.thewom.it) La chiamano la “Parigi d’Oriente”: scopri la città sospesa tra due continenti che ti toglierà il fiato

per commentare devi effettuare il login con il tuo account