Lungo Corso Buenos Aires, nel quartiere di Porta Venezia, un edificio degli anni Trenta in muratura portante ha cambiato destinazione d'uso e identità. È diventato il Puccini Hotel Milan, affiliato al brand Tapestry Collection by Hilton, e rappresenta uno degli esempi più recenti di come Milano stia trasformando il proprio patrimonio edilizio storico in nuova offerta ricettiva contemporanea. Il progetto è stato realizzato da diverse società del Gruppo Progetto CMR International in un modello integrato e multidisciplinare: Progetto CMR per il progetto architettonico, Progetto Design & Build per il construction site management, InFire per la fire safety engineering, STAIN Engineering per la progettazione degli impianti e l'architetto Chiara Caberlon per l'interior design.
Un cantiere su un edificio degli anni Trenta: le complessità tecniche
L'intervento si sviluppa su circa 2.700 metri quadrati distribuiti su cinque livelli fuori terra, all'interno di una galleria urbana che rappresenta uno degli elementi identitari dell'immobile. Sul piano strutturale sono stati realizzati interventi mirati tra cui l'ampliamento del corpo scala, il rifacimento di alcuni solai e modifiche puntuali alla muratura portante per consentire la creazione di camere comunicanti. Il progetto ha richiesto anche il rifacimento totale della copertura e l'inserimento di nuovi impianti elevatori.
Un capitolo a sé ha riguardato l'impiantistica idrica: il rilevante fabbisogno idrico di una struttura alberghiera ha richiesto l'inserimento di serbatoi di grande capacità, con conseguenti interventi di rinforzo strutturale particolarmente impegnativi in un edificio con caratteristiche costruttive tipiche degli anni Trenta. Sul fronte energetico, il progetto ha adottato un sistema impiantistico ibrido che integra una componente fotovoltaica in copertura, impianti meccanici tradizionali e un sistema a gas a supporto dei picchi di consumo.
Il concept: il teatro come filo narrativo degli spazi
Il nome non è casuale. La prossimità al Teatro Puccini ha suggerito il filo narrativo che attraversa l'intero progetto di interior design: il riferimento al teatro diventa la chiave di lettura degli spazi interni, dalla definizione del concept fino all'impianto distributivo delle 59 camere e delle aree comuni. Il risultato è un hotel che non è semplicemente un contenitore funzionale, ma uno spazio con una propria personalità narrativa, coerente con il modello Tapestry Collection by Hilton — una collezione di hotel caratterizzati da una forte identità locale e da un rapporto stretto con il contesto urbano in cui si inseriscono.
L'elemento più spettacolare è il ristorante rooftop con terrazza, pensato come punto di connessione privilegiato con il paesaggio urbano milanese e come spazio capace di attrarre non solo gli ospiti dell'hotel ma anche la clientela esterna.
Il modello integrato: progettazione e cantiere insieme dal primo giorno
Sul piano metodologico, il progetto ha adottato un approccio che ha visto progettazione e construction management procedere in parallelo fin dalle fasi iniziali, con l'obiettivo di coniugare qualità architettonica, controllo dei costi e rispetto dei tempi — quest'ultimo particolarmente sfidante nel contesto di un edificio storico, dove le sorprese di cantiere sono la norma più che l'eccezione. L'integrazione del value engineering in corso d'opera ha consentito di ottimizzare soluzioni esecutive senza dover ricorrere a interventi correttivi a valle, un approccio che Massimiliano Notarbartolo, CEO di Progetto Design & Build, descrive come la garanzia di continuità tra progettazione e realizzazione che ha reso possibile governare le complessità tecniche e logistiche dell'intervento.
Massimo Roj, CEO e Founding Partner di Progetto CMR, inquadra il Puccini Hotel come un esempio di come la riqualificazione del patrimonio esistente possa produrre qualcosa di più di una semplice trasformazione funzionale: un progetto capace di tenere insieme architettura, prestazioni e relazione con la città, costruendo una propria identità contemporanea senza perdere il rapporto con il luogo. Un contributo, nelle sue parole, all'arricchimento dell'offerta ricettiva di questa parte di Milano — un quartiere che, tra Porta Venezia e Corso Buenos Aires, sta consolidando sempre di più la propria vocazione come polo culturale e residenziale della città.








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