Un boulevard tra i Fori, terrazze affacciate sui templi e un anello ciclo-pedonale che unisce Campidoglio e Colosseo: Roma prepara la sua trasformazione più ambiziosa degli ultimi decenni. Con il Carme (Centro archeologico monumentale), l'area dei Fori Imperiali lascia l'idea del "museo all'aperto" e diventa una città nella città, fatta di percorsi, verde e luoghi di sosta. Oltre 80 interventi, circa 200 milioni di euro tra risorse comunali e statali, Pnrr, Giubileo e altri fondi pubblici: il cantiere diffuso è già partito. Il sindaco Roberto Gualtieri ha fissato le tempistiche: le opere principali dovrebbero chiudersi tra febbraio e marzo 2027, con il programma completo entro l'estate dello stesso anno.
- Cos'è il Carme e perché cambia il cuore di Roma
- Nuova passeggiata archeologica: come sarà l'anello ciclo-pedonale
- Opere in cantiere: restauri, riaperture e scavi
- Via dei Fori Imperiali diventa "boulevard"
- Scala e numeri: dove, quanto, con quali risorse
- Tempi e fasi: cosa aspettarsi fino al 2027
- Impatto per chi vive, lavora e visita l'area
Cos'è il Carme e perché cambia il cuore di Roma
Il Carme mette a sistema 106 ettari della Roma antica, in un unico grande disegno urbano. Dalla rupe del Campidoglio fino al Colosseo, dal Palatino al Circo Massimo, intrecciando San Teodoro e le Terme di Caracalla, l'area non sarà più una sequenza di tappe isolate ma un paesaggio continuo. L'intento è di ricucire il rapporto tra città antica e città contemporanea, evitando interventi invasivi e puntando su accessibilità e qualità dello spazio pubblico.
Il percorso amministrativo ha mosso i primi passi con il concorso internazionale lanciato nell'ottobre 2023 e presentato ai Mercati di Traiano, con un lavoro congiunto tra Campidoglio e ministero della Cultura nella fase di impostazione. La regia odierna è capitolina, con la Sovrintendenza a guidare il mosaico di progetti.
Nuova passeggiata archeologica: come sarà l'anello ciclo-pedonale
Il cuore del progetto è la Nuova passeggiata archeologica: un grande anello ciclopedonale firmato dal raggruppamento guidato dallo studio Labics, vincitore del concorso. L'idea non è creare una passerella scenografica, ma un'infrastruttura che connette i luoghi e li rende fruibili. Pavimentazioni unitarie, nuove aree verdi, affacci e punti di sosta scandiranno il percorso, invitando a rallentare e a guardare dove prima si passava soltanto.
Già oggi alcuni segmenti iniziano a tessere la rete. I nuovi tratti ciclo-pedonali di via di San Gregorio e via dei Cerchi si innestano su via San Teodoro, via del Foro Romano e via della Consolazione. Piccoli innesti che, messi insieme, ridisegnano l'esperienza tra Colosseo e Campidoglio.
Opere in cantiere: restauri, riaperture e scavi
Accanto alla ricucitura urbana, il programma agisce sui monumenti, migliorandone conservazione e fruizione.
Gli interventi chiave già programmati
Per capire l'impatto concreto, vanno tenuti a mente gli interventi più significativi previsti nella zona dei Fori e nelle aree limitrofe. Ecco cosa comprendono i lotti principali.
- Foro di Augusto: restauro del muro di fondo (circa 33 metri di altezza) che separava il Foro dalla Suburra.
- Foro di Traiano: ricostruzione di una porzione della corte porticata e apertura al pubblico della Biblioteca occidentale.
- Templum Pacis: scavi nel settore nord-orientale e su via Alessandrina.
- Collegamento Campo Carleo-Sant'Urbano: nuovi ambienti coperti destinati alla musealizzazione.
- Accessibilità: apertura progressiva di aree archeologiche finora difficili da raggiungere.
Via dei Fori Imperiali diventa "boulevard"
La trasformazione più visibile passerà per via dei Fori Imperiali in favore di un cambio netto di percezione. La strada manterrà due corsie centrali dedicate al trasporto pubblico, mentre una nuova pavimentazione allargherà visivamente lo spazio per pedoni e biciclette. Scompaiono i due marciapiedi laterali: al loro posto, un continuum pavimentato che guiderà la passeggiata tra affacci e terrazze urbane.
L'obiettivo è chiarire i margini tra monumenti e suolo urbano senza creare barriere, invitando a fruire dell'area come di un grande salotto archeologico all'aria aperta.
Scala e numeri: dove, quanto, con quali risorse
Si parla di 106 ettari complessivi, con un investimento indicato in circa 200 milioni di euro. Le risorse arrivano da più canali: fondi comunali e statali, Pnrr, Giubileo e altri finanziamenti pubblici.
A livello istituzionale, la genesi del progetto ha visto la presentazione del concorso ai Mercati di Traiano insieme all'allora ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano; oggi la cabina di regia capitolina, con la Sovrintendenza, guida la fase attuativa mentre prosegue il confronto con i soggetti coinvolti.
Tempi e fasi: cosa aspettarsi fino al 2027
Secondo l'indicazione del Campidoglio, la gran parte delle opere dovrebbe essere completata tra febbraio e marzo 2027, con chiusura complessiva entro l'estate dello stesso anno.
Un cronoprogramma serrato, con molti interventi già conclusi, altri in corso e altri ancora in progettazione. Il modello è quello dei "cantieri a isole": lavorazioni diffuse che, una volta attivate, vengono collegate per gradi fino a costituire il nuovo sistema continuo.
Le tappe da tenere d'occhio
Per orientarsi nell'avanzamento, conviene guardare a tre fronti: le nuove connessioni pedonali e ciclabili, i restauri sui complessi monumentali, le riaperture al pubblico di spazi finora non accessibili.
- Connessioni: estensione progressiva dei tratti della passeggiata archeologica
- Restauri: avanzamento su Foro di Augusto, Foro di Traiano e Templum Pacis
- Riaperture: Biblioteca occidentale del Foro di Traiano e nuovi ambienti musealizzati
Impatto per chi vive, lavora e visita l'area
Il cambio di paradigma punta a effetti immediati sulla vita quotidiana. Più spazi di sosta e affacci, itinerari continui tra monumenti e collegamenti ciclabili ridurranno gli slalom tra barriere e marciapiedi frammentati.
Per il visitatore, la comprensione delle stratificazioni risulta più intuitiva: si potranno vedere e capire il Foro di Augusto, il Foro di Traiano e il Templum Pacis come parti di uno stesso racconto, passando da una terrazza a un affaccio senza soluzioni di continuità.








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