L'iconico profilo delle Tre Cime di Lavaredo cambia volto in autunno: la luce si fa radente, i boschi virano al giallo e al rame, i sentieri si svuotano. Dal lago di Antorno, a quota 1.866 metri, si accede a un mosaico di panorami che include anche Monte Piana e i Cadini di Misurina. Più in basso, i laghi di Misurina e di Santa Caterina diventano teatri silenziosi dove osservare le cime rispecchiarsi. E per chi vuole cambiare, la ciclabile Auronzo-Misurina offre poco meno di 22 chilometri con circa 923 metri di dislivello, attraversando la Val d'Ansiei e la Foresta di Somadida.
Autunno alle Tre Cime di Lavaredo
In queste settimane le Tre Cime di Lavaredo rivelano dettagli che in alta stagione sfuggono. Le ombre lunghe valorizzano i profili e i contrasti cromatici tra roccia e bosco, mentre la minore affluenza nei sentieri restituisce silenzio e profondità allo sguardo.
È anche la condizione giusta per alternare brevi camminate, punti di osservazione e tratti in bici, componendo una giornata modulare e sostenibile.
Punti di partenza e laghi: Antorno, Misurina e Santa Caterina
Il lago di Antorno, a 1.866 metri, è una base privilegiata per avvicinarsi al cuore panoramico delle Dolomiti. Da qui si sale anche verso Monte Piana e i Cadini di Misurina, due balconi naturali che affacciano su scenari aperti e rocciosi. Poco più in basso, il lago di Misurina offre scorci ampi sulle vette, con il vantaggio di un perimetro facilmente praticabile dove alternare pause e brevi tratti di cammino.
Ad Auronzo, il lago di Santa Caterina consente un anello pianeggiante di circa 6 chilometri, ideale per chi ha passo costante e vuole mantenere sempre la vista sulle cime che si specchiano nell'acqua. In autunno, la calma dei laghi rende i riflessi più netti e le passeggiate più raccolte, offrendo una lettura del paesaggio senza frenesia.
In bici tra Auronzo e Misurina: 22 km di paesaggio
Tra Auronzo e Misurina si pedala lungo una ciclabile che in poco meno di 22 chilometri somma circa 923 metri di dislivello. Il tracciato attraversa la Val d'Ansiei e la Foresta di Somadida, offrendo continui passaggi tra ombra e luce, corsi d'acqua e improvvise aperture sulle cime non ancora innevate.
La ciclabile è un modo diverso di percorrere lo stesso territorio attraversato a piedi: consente di collegare laghi, foresta e vallate con tempi più elastici. Prima di partire conviene verificare le condizioni del fondo e la tenuta termica dell'abbigliamento, perché le variazioni di quota possono incidere sulla percezione del freddo.
Monte Piana e Cadini di Misurina: le varianti panoramiche
Dalla zona del lago di Antorno si aprono due direzioni complementari. Verso Monte Piana si sale su un altopiano che regala vedute sulle vallate e inquadrature insolite sulle cime circostanti. Verso i Cadini di Misurina, invece, il paesaggio si fa più frastagliato e scenografico, con il gioco di torri e creste che dialoga bene con la luce bassa della stagione.
La scelta tra le due varianti dipende dal tempo disponibile e dalla voglia di alternare bosco e roccia.
Borca di Cadore e l'ex Villaggio Eni: architettura nella natura
A Borca di Cadore, l'ex Villaggio Eni voluto da Enrico Mattei si propone come base per scoprire un territorio dominato dai monti Pelmo e Antelao. Qui l'architettura dialoga con il bosco e offre un punto di partenza diverso dal solito per entrare nel paesaggio dolomitico.
In autunno, il contesto si carica di tonalità calde e il contrasto tra linee costruite e profili naturali si fa più netto. La funzione di base operativa resta intatta: si può pianificare una giornata tra esplorazioni e rientri, modulando le uscite in base a luce e condizioni meteo.








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