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Quattro tendenze per gli hotel del futuro post-covid

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Autore: Redazione

Nonostante la situazione di estrema difficoltà, gli albergatori confidano nella campagna vaccinale e iniziano a prepararsi per un futuro post covid, rivoluzionando il paradigma classico delle proprie strutture. Ecco su cosa puntano i gestori degli hotel del futuro.

L’emergenza sanitaria ha messo in ginocchio numerosi settori economici, ma il più colpito rimane quello del turismo che ha presentato un contraccolpo non indifferente sulle strutture ricettive. Da recenti dati Eurostat è infatti emerso come il numero di notti trascorse in hotel nei Paesi europei sia calato del 52% rispetto al pre pandemia, portando a ingenti perdite di denaro. Basti pensare che solo in Italia il turismo vale oltre il 13% del PIL nazionale e nell’ultimo anno si sono stimate perdite attorno ai 7 miliardi di euro.

Per prepararsi al futuro post covid, si punta tutto su alcuni trend emergenti, ecco quali:

  1. Digitalizzazione: da una recente ricerca dell’American Hotel & Lodging Association, pubblicata sul New York Times, è emerso come il 56% delle strutture abbia intenzione di sfruttare i Big Data e i sistemi in cloud per rendere i procedimenti più smart. In questo modo gli albergatori possono gestire prenotazioni, politiche di cancellazioni e rimborsi senza mettere piede nella proprietà, totalmente da remoto.
  2. Sostenibilità ambientale: dalla medesima ricerca è emerso come il 44% delle strutture punta a iniziativa eco-friendly che vadano a ridurre l’inquinamento atmosferico, soddisfacendo le esigenze dei clienti, soprattutto i più giovani. Basti pensare, infatti, che il 62% dei ragazzi tra i 18 e i 29 anni ha ammesso di voler soggiornare in strutture che facciano della Green Policy uno dei propri moniti principali.
  3. Igiene e sanificazione: una tematica che per via della pandemia è schizzata in cima agli interessi dei clienti: il 74% predilige hotel che possano garantire la massima pulizia, secondo quanto emerso da un recente sondaggio pubblicato sulla testata CBS. Anche in questo caso la digitalizzazione rappresenta un viatico fondamentale: proporre soluzioni Hi-Tech che possano combinare sanificazione e comfort dei clienti rappresenta il punto principale per una risalita.
  4. Smart working: molte strutture hanno intenzione di riconvertirsi a spazi appositamente dedicati per lo smart working, aumentato a dismisura in tempi di pandemia. Sono infatti cresciute del 45%, secondo una recente ricerca pubblicata su Fox News, le ricerche di strutture che possano ospitare manager e lavoratori intenti a organizzare la propria giornata tipo tra mille impegni e riunioni. E l’hotel rimane la struttura del relax per antonomasia.

“L’unico modo per cercare di uscire da questa difficile situazione consiste nell’adeguarsi agli ultimi trend e la digitalizzazione è uno di questi, - Andrea Montecchia, direttore dell’Hotel Sporting di Alba Adriatica. - Per questo motivo abbiamo implementato un sistema di big data volto a migliorare l’impatto ambientale della zona lavaggio e del servizio colazioni. Questo progetto di transizione 4.0 consentirà un miglioramento del decision making e favorirà la riduzione dei consumi di acqua, detersivi ed energia elettrica. Le stime di abbattimento dei consumi partiranno da un 15% e, tramite l’apprendimento connesso alla crescita dei big data, potranno arrivare anche al 30%. Si tratta di un progetto pilota studiato appositamente per capirne i vantaggi e continuare con gli investimenti nella cucina lavanderia e nella catena del freddo”.

“I big data rappresentano il futuro e lo vediamo dal fatto che sono implementati in qualsiasi settore, anche nell’edilizia e soprattutto nel turismo, - aggiunge Ercole Vagnozzi, professore di Business Intelligence & Customer Relationship Management presso l’Università Alma Mater di Bologna fino al 2020 e capo economista di numerose startup. - La creazione di big data attraverso sensori e monitoraggio in tempo reale permette, attraverso la predittività e l’intelligenza artificiale, di ottenere numerosi vantaggi. Si possono ad esempio integrare i dati interni e i big data di settore impiantistico e metereologico, ottenendo benefici aziendali e ambientali”.