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La classifica dei Paesi più sostenibili in Europa e nel mondo

I Paesi più sostenibili in Europa e nel mondo, la classifica
I Paesi più sostenibili in Europa e nel mondo / Gtres
Autore: Redazione

Quali sono i Paesi più sostenibili secondo i criteri Esg? Vediamo la classifica di RobecoSAM.

Il Country Sustainability Ranking (CSR) è il risultato di un'indagine sulla base di 17 criteri ESG di sostenibilità raggruppabili in fattori ambientali, sociali e di governance di 65 Paesi - 22 dei mercati sviluppati e 43 dei mercati emergenti. La ricerca viene pubblicata due volte l'anno a beneficio di investitori che debbano valutare su quale Paese convogliare i propri capitali.

La vetta è tutta scandinava: Svezia e Danimarca si assicurano i primi due posti, seguiti dalla Svizzera, per poi tornare, a concludere la top five, ancora in Scandinavia con Finlandia e Norvegia. L’Italia si piazza solo al 27° posto, tra il Portogallo e la Slovenia, mentre la Spagna si trova al 24° posto, subito seguita dagli Emirati Arabi. Gli Usa sono al 14° posto

Il Paese peggiore in termini di rischio geopolitico, istituzioni, libertà e sostenibilità ambientale risulta invece il Pakistan, al 65° posto preceduto di poco da Nigeria e Venezuela. Ma anche la Cina, così tecnologicamente avanzata, non riesce ad andare oltre la 60° posizione in classifica.  

Tra i membri dell’Unione Europea, Finlandia, Olanda e Irlanda occupano il podio mentre Spagna, Portogallo e Italia occupano la seconda metà della classifica seguite in chiusura da Slovenia, Slovacchia e, fanalino di coda, Grecia.

L’analisi di sostenibilità si concentra sui fattori a medio-lungo termine che hanno un impatto indiretto (o talvolta anche diretto) sulla capacità di un governo di mettere in atto politiche economiche ragionevoli e generare entrate sufficienti a garantire la capacità di fare fronte al debito. Di solito, questi fattori sono presi in considerazione nelle tradizionali valutazioni del debito sovrano.

I Paesi spesso salgono e scendono le classifiche in base alle tematiche ESG da essi affrontate, e i risultati a volte possono essere sorprendenti. La Grecia ad esempio si è in larga misura ripresa dal piano di salvataggio originario, mentre ora è la Germania a fare i conti con disordini politici. Il Paese è infatti scivolato in classifica nel novembre 2018 a causa dell'incertezza sulla stabilità del governo dopo che Angela Merkel aveva dichiarato che avrebbe lasciato la cancelleria in seguito alle elezioni, viste le difficoltà incontrate nel processo di costituzione di una coalizione. E il Lussemburgo è sceso in classifica a causa della bomba a orologeria di natura demografica legata al tema del pagamento delle pensioni. Al contrario, l'Indonesia è salita in classifica dopo aver alzato l'età pensionabile da 55 a 65 anni, come pure la Colombia in seguito all’ottenimento di un accordo di pace con il gruppo ribelle FARC.

Secondo il report, l’avvento del governo populista in Italia non ha finora influenzato in maniera importante l’indice di sostenibilità del Paese, pur con una legge di Stabilità che viola le regole europee, con un rating in calo presso Moody’s e con uno spread sui titoli di Stato molto a rischio. Quanto ai disastri ambientali, che hanno colpito il nostro Paese così come altri in Europa come Francia e Spagna, “benché sorprendenti”, dice il report, “possono essere spiegati con l’ondata di caldo del 2003”.

Infine, quanto alle perdite umane subite per questioni ambientali (in termini di incidenza sul Pil), l’Italia si trova alla 24° posizione mondiale a partire dal fondo (il Kuwait è il Paese che ne ha subiti di meno). La precedono, in Europa, Irlanda (28), Francia (30), Grecia (33), Slovacchia (32), Svizzera (33), Germania (34). Tra i Paesi che hanno sperimentato maggiori perdite umane per 100 mila abitanti (tra 1,4 e 2,4 unità), nell’ordine, si ha la Repubblica Dominicana, Russia, Francia, Italia, Spagna e Lussemburgo.