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L’Islanda offre un visto di 6 mesi per chi si trasferisce a lavorare in smart working

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Autore: Redazione

L’Islanda corre ai ripari per rimediare ai mancati introiti del settore turistico a causa del coronavirus. Il governo nazionale, infatti, ha promosso una misura per rilasciare visti di soggiorno fino a un massimo di 6 mesi per cittadini extra Schengen in smart working. Vediamo quali sono i requisiti indicati.

L’identikit dello smart worker che cerca di intercettare il governo islandese, infatti, ha delle caratteristiche ben precise. Per poter ricevere il visto di 6 mesi per risiedere sull’isola bisogna essere in possesso dei seguenti requisiti: stipendio mensile non inferiore a 1 milione di corone islandesi (ovvero circa 6.200 euro che, su base annua, fanno 74.500 euro) e possedere una copertura sanitaria.

I visti saranno rilasciati direttamente dal Ministero della Giustizia. L’Islanda, oltre che per le sue bellezze naturali, è una meta particolarmente appetibile per gli stranieri in smart working perché abbastanza sicura, visto che, dall’inizio della pandemia, si sono registrati quasi 5.300 contagi e appena 26 morti sull’isola, numeri decisamente più bassi rispetto a quelli di tante altre parti del mondo.

In Islanda, a causa dell’emergenza covid, si è registrato un calo di presenze straniere nel 2020 addirittura dell’80%, seppur con una lieve riprese nei mesi estivi. Ma la seconda ondata di contagi rischia di pregiudicare anche il 2021. Così l’esecutivo islandese cerca di attirare stranieri alto spendenti sull’isola, con l’offerta di un visto di 6 mesi per chi lavora in smart working.

I “paletti” messi per concedere il visto sono facilmente spiegabili alla luce dell’elevato costo della vita islandese. Motivo per cui il già falcidiato settore del turismo potrebbe faticare ancora di più nelle mete che, come l’Islanda, non sono certamente per tutte le tasche.

Per questo l’identikit ricercato è quello di un professionista dallo stipendio mensile oltre i 6mila euro che possa garantire entrate continuative (non limitate a una settimana o a un weekend) che possano aiutare a sopperire, almeno parzialmente, il crosso dell’afflusso turistico nel 2020.