Avviati i lavori al Castello di Sammezzano in Toscana: anche un museo in arrivo

Dopo anni di abbandono, il capolavoro moresco alle porte di Firenze cambia destino e a breve sarà visitabile.
castello di Sammezzano si può visitare
Michele Faliani, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Un castello moresco nel cuore della Toscana sta per cambiare pagina. Il Castello di Sammezzano, celebre per le sue sale policrome e per la Sala dei Pavoni, non è più il simbolo dell’abbandono: un’acquisizione storica ha sbloccato i cantieri. In un luogo dove per decenni si sono intrecciati sogni e incuria, ora prevale la prospettiva del recupero. La trasformazione non è solo estetica: si prepara un modello di gestione che punta a rendere sostenibile la tutela nel lungo periodo. Ma oggi il Castello di Sammezzano si può visitare? Ancora no ma i lavori avanzano e cresce l’attesa per rivedere da vicino uno dei gioielli più sorprendenti del patrimonio italiano.

Che cosa è successo: l’operazione che sblocca Sammezzano

Alla fine di aprile 2025 il complesso di Sammezzano, a Leccio (Reggello, Firenze), è stato acquisito tramite concordato preventivo dalla SMZ Srl, società riconducibile alla famiglia fiorentina Moretti, per una cifra intorno ai 18 milioni di euro. Con l’ingresso del nuovo proprietario, è stato varato un piano di interventi da svariate decine di milioni e una roadmap che prevede il ritorno alla fruizione pubblica.

Pubblicità

Tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 sono partite le opere più urgenti: rifacimento del tetto per fermare le infiltrazioni, nuovi sistemi di videosorveglianza e bonifica del verde invasivo. Nel progetto rientra anche la demolizione dell’“ecomostro”, una voluminosa struttura in cemento armato realizzata in passato a ridosso del palazzo e oggi considerata incompatibile con il contesto storico-paesaggistico.

A gestire la rinascita è prevista la Fondazione Castello di Sammezzano, neo-istituita, con un obiettivo chiaro: apertura del piano nobile come museo pubblico e, in parallelo, sviluppo di attività ricettive ed eventi di alto profilo per sostenere economicamente l’intero compendio.

La fine dell’abbandono e un'occasione per il territorio

Per anni Sammezzano è stato il caso più noto tra i “luoghi abbandonati” in Italia. Dopo il dopoguerra e i saccheggi, la trasformazione in hotel-ristorante operò fino al 1991; poi un lungo declino, progetti turistici mai partiti e contenziosi. La svolta odierna chiude un capitolo che aveva reso fragile un bene unico.

La mobilitazione civica è stata decisiva: campagne, visite guidate straordinarie e la vittoria al censimento “I Luoghi del Cuore” del FAI nel 2016 hanno mantenuto alta l’attenzione. Il rilancio offre prospettive di beneficio culturale e turistico per l’area del Valdarno e per l’intera Toscana, con potenziali ricadute su tutela, occupazione e destagionalizzazione dei flussi.

Com'è fatto il palazzo dai mille colori

Superata la facciata severa, l'interno di Sammezzano è una vera sorpresa, con i suoi interni ispirati all’architettura moresca, araba e indiana, progettati nell’Ottocento dal marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona. Un percorso di tredici sale monumentali al piano nobile crea un crescendo di geometrie, stucchi e colori.

La Sala dei Pavoni

È il cuore del castello: archi, volte e pilastri deflagrano in ventagli cromatici che evocano la ruota del pavone.

Intrecci di stucchi policromi e ceramiche creano un effetto caleidoscopico che rimanda a capolavori come l’Alhambra, ma con una cifra artigianale toscana riconoscibile.

La Sala Bianca

All’opposto, la Sala da Ballo rinuncia ai colori per il bianco assoluto. Cupola, archi e motivi a nido d’ape disegnano una partitura di luce e ombra che amplifica la percezione dello spazio e regala una pausa sospesa tra le tonalità accese delle sale vicine.

Il Corridoio delle Stalattiti e le altre meraviglie

Nel Corridoio delle Stalattiti, i pendagli che scendono dal soffitto imitano le grotte naturali e moltiplicano le prospettive. Poi la sequenza continua con la Sala degli Amanti, la Sala dei Gigli e la Sala dei Bacili Spagnoli: ogni ambiente custodisce un diverso vocabolario decorativo, tra simbologie, iscrizioni e luce filtrata da vetrate storiche.

Un parco storico tra sequoie giganti e giardini d’oltremare

L’idea di Sammezzano include il paesaggio. Il marchese, appassionato botanico, progettò un parco monumentale di quasi due chilometri quadrati, affinando una mescolanza tra essenze autoctone e specie esotiche. L’attrazione più scenografica è il boschetto di Sequoia sempervirens: alcuni esemplari superano i 35 metri, con il gruppo di sequoie “gemelle” più numeroso e imponente d’Italia.

Nel parco esisteva un sistema di ponti, vasche, fontane e grotte artificiali che il progetto di restauro potrà riportare alla leggibilità, superando l’attuale stato di degrado.

Le origini: dal Medioevo al sogno di un visionario

La tenuta affonda le radici nel Medioevo e nel 1596 passò dai Medici ai Ximenes d’Aragona. L’aspetto odierno si deve però a Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona (1813–1897): politico, intellettuale, botanico e architetto autodidatta. Tra il 1853 e il 1889 trasformò radicalmente l’edificio, senza aver mai viaggiato in Oriente, studiando trattati e modelli di architettura moresca, araba e indiana.

Finanziò i lavori, formò maestranze locali e impiegò materiali prodotti in loco. In vari ambienti fece incidere motti e iscrizioni, tra cui “Non plus ultra”, a suggello di un’impresa che intendeva unica nel panorama italiano.

Cosa succede adesso: tempi, accessi e prossimi step

I lavori di messa in sicurezza e le prime opere strutturali sono in corso. Il piano prevede l’apertura del piano nobile come museo pubblico, affiancata da funzioni ricettive ed eventi per garantire la sostenibilità economica del complesso. L’obiettivo dichiarato è restituire il sito alla collettività nel giro di pochi anni.

Nei prossimi passaggi rientrano il completamento del rifacimento del tetto, l’ulteriore protezione degli interni, la sistemazione del parco e la rimozione dell’ecomostro.

per commentare devi effettuare il login con il tuo account