Il balcone segreto del Monviso: l’anello di Punta Selassa

Un percorso breve e panoramico nel Parco del Monviso. Dalla cultura occitana di Ostana a un crinale che domina due valli.
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Elio Pallard, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Esiste in Piemonte un balcone naturale che guarda il Monviso. Si parte da Ostana, uno dei borghi più curati delle Alpi cuneesi, e in poche ore si conquista un crinale che apre due orizzonti: Valle Po e Valle Infernotto. In cima a Punta Selassa, una croce incisa su roccia ricorda l’incontro di tre comuni e un punto di vista a 360 gradi. È un itinerario che unisce paesaggio, architettura alpina e sapori di montagna.

L’itinerario in breve e le tappe

Il percorso si sviluppa nel settore di Ostana, sul versante sinistro della Valle Po, nel perimetro o a ridosso dell’area protetta del Parco del Monviso. La cima principale è la Punta Selassa (2037 m), con facoltativa estensione al Colle Bernardo (2252 m) e a un dosso erboso di quota 2273 m. Il dislivello complessivo dell’anello è intorno ai 700 metri. I tempi reali variano in base al passo, ma si resta nell’ordine di mezza giornata per l’intero giro. 

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Partenza e primi balconi panoramici

Si parte dal parcheggio delle mèire Durandini (1622 m), raggiunto dalla strada per Ostana risalendo la Valle Po da Paesana. Una pista chiusa al traffico sale subito al Pion da Charm (1635 m), primo affaccio sulla pianura. La traccia guadagna quota con tornanti tra i pascoli, con il Monviso sempre in asse. Presso quota 1770 metri, a un tornante, i cartelli in legno indicano Rouquét e la direzione per la Selassa in occitano (“La ’Slaço”). Da qui si entra in una conca erbosa, si lambisce una zona umida presso la sorgente di Coumbo Frino e si riprende a salire fino a l’Arp (1841 m).

Verso la Punta Selassa

Superato l’Arp, il sentiero prosegue tra erba e pietre, attraversa una sterrata recente e torna a stringersi in direzione della cresta. Dopo aver aggirato un valloncello si raggiunge il Colle Selassa (2012 m), punto di passaggio che apre la vista sulla Valle Infernotto. 

In pochi minuti di salita sull’ampio costone erboso si tocca la Punta Selassa (2037 m). In vetta un ometto di pietre e un masso inciso con una croce dentro uno scudo segnano l’incontro dei territori comunali di Ostana, Barge e Paesana. Nelle giornate limpide lo sguardo spazia fino al Monte Rosa, oltre al Monte Bracco e alla conca di Agliasco.

Prolungare fino al Colle Bernardo

Chi desidera allungare la gita prosegue dal Colle Selassa lungo il crinale erboso che separa Valle Po e Valle Infernotto. La traccia alterna piccoli dossi a tratti quasi pianeggianti, con ometti e vecchi segni rossi come riferimenti. Sul versante Infernotto si incontra un pendio di rododendri, breve ma leggermente ripido. 

Poco prima del Colle Bernardo conviene deviare a sinistra per raggiungere il dosso di quota 2273 m, il punto più alto del giro e uno dei belvedere migliori sul Monviso. Si scende quindi al Colle Bernardo (2252 m) e, seguendo l’indicazione V8 per Ostana, si rientra su prati e dorsali fino a intercettare una sterrata presso il Piloun Sëvelhoun. Da qui il percorso richiude l’anello e riporta al Pion da Charm e al parcheggio delle mèire Durandini.

Tempi e difficoltà

Salita alla Punta Selassa in circa 2 ore; rientro diretto in 1–1,10 ore. Anello completo con Colle Bernardo in circa 3 ore e 20 minuti complessive di marcia. La difficoltà è classificata E (escursionistica), con necessità di attenzione nei tratti meno segnati, soprattutto in caso di nebbia pomeridiana, frequente nelle giornate estive più fresche.

Quando andare: luce, colori e meteo

Il periodo indicato va dalla tarda primavera all’autunno, quando i sentieri sono liberi dalla neve. In primavera avanzata e in autunno l’aria più limpida valorizza la vista sulla pianura e sulle cime lontane. In estate, specie nei pomeriggi freschi, l’arrivo di banchi di nebbia è frequente e può rendere più complesso seguire il tracciato. Pianificare partenze mattutine e monitorare i bollettini meteo locali riduce il rischio di sorpresa. Le giornate limpide offrono il massimo ritorno paesaggistico su un dislivello contenuto.

Ostana, laboratorio di architettura alpina e cultura occitana

Ostana ha puntato su ambiente, architettura coerente e piccoli progetti turistici. Le borgate storiche sono state restaurate rispettando pietra, lose e legno, con nuove costruzioni integrate senza strappi. Nel nucleo di Sant’Antonio (Miribrart) si trova Lou Pourtoun, centro culturale dedicato alla lingua e alla cultura occitana con attività, mostre e biblioteca. 

Camminando tra vicoli, fontane e fienili si riconoscono forni comuni, architravi incisi e ballatoi tradizionali. Per chi preferisce passeggiate tranquille, il “giro delle borgate di Ostana” collega vari nuclei abitati con stradine in pietra e ampi scorci sul Monviso.

Come arrivare in auto

In auto si risale la Valle Po da Paesana lungo la strada per Crissolo e si svolta a destra per Ostana dopo i bivi per Oncino e Ciampetti. La strada, con diversi tornanti, attraversa alcune borgate, passa sotto il portico della chiesa di Sant’Antonio (Miribrart) e raggiunge le mèire Durandini, dove l’asfalto termina in un parcheggio. 

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