Tra la festa di San Giorgio (23 aprile), il 25 aprile e il 1° maggio, i principali musei cittadini aprono le porte con mostre che toccano pittura, scultura e cinema. In calendario spiccano le sale del Castello Estense, i percorsi rinascimentali di Palazzo Schifanoia e le icone pop ai Diamanti. C’è anche un omaggio al cinquantesimo anniversario di “Professione: reporter” allo Spazio Antonioni. Ecco, allora, cosa fare nel ponte del 25 Aprile e Primo Maggio a Ferrara.
Musei e mostre aperti: la guida essenziale
Nei giorni del 25 aprile e del 1° maggio si potranno visitare le principali sedi museali cittadine. Le esposizioni restano accessibili anche durante le festività, con orari regolari. Tra le cose da non perdere:
- Palazzo dei Diamanti – “Andy Warhol. Ladies and Gentlemen”: aperta tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30 (ultima entrata alle 18.30).
- Castello Estense – “Gianfranco Goberti. La magia della pittura”: fino al 29 giugno, oltre quaranta opere per oltre cinquant’anni di attività del pittore ferrarese (1939-2023).
- Palazzo Schifanoia – Giardino rinascimentale: “Le muse astrologiche. Sculture di Maurizio Bonora”, dodici sculture ispirate al Salone dei Mesi, in dialogo con il percorso permanente.
- Casa Ariosto – Doppio appuntamento al piano nobile: “Impronte da Schifanoia” di Riccardo Mayr e “Vecchi amici. Grandi alberi a Ferrara”, raccolta fotografica di Dario Berveglieri sul rapporto tra verde urbano e città.
- Spazio Antonioni – Mostra dedicata a “Professione: reporter”: fino al 7 giugno, con fotografie di scena dall’Archivio Antonioni e focus sulla celebre sequenza finale.
- Palazzina Marfisa d’Este: aperta al pubblico con i consueti orari.
- Museo della Cattedrale: aperto al pubblico con i consueti orari.
Le tappe imperdibili del percorso
Le esposizioni in calendario coprono linguaggi e periodi diversi, offrendo percorsi adatti sia a chi arriva per la prima volta sia a chi desidera riscoprire la città. Pittura del Novecento, rinascimento estense, fotografia e cinema: ecco perchè partecipare ai principali appuntamenti culturali della città.
Warhol, le sue icone pop a Palazzo dei Diamanti
La mostra “Andy Warhol. Ladies and Gentlemen” a Palazzo dei Diamanti è visitabile ogni giorno nella fascia 9.30–19.30, con ultima entrata alle 18.30. Un’apertura continuativa che rende facile la programmazione nei giorni festivi, riducendo i tempi morti. L’attenzione è sulle celebri serie dedicate ai ritratti, tra cui quelle legate al mondo dello spettacolo.
Goberti al Castello Estense: oltre mezzo secolo di pittura
“Gianfranco Goberti. La magia della pittura” ripercorre più di cinquant’anni di lavoro dell’artista ferrarese, scomparso nel 2023, attraverso oltre quaranta opere. L’allestimento, ospitato al Castello Estense fino al 29 giugno, consente di seguire l’evoluzione di uno dei protagonisti locali del Novecento.
Schifanoia: dodici Muse tra mito e presente
Nel giardino rinascimentale di Palazzo Schifanoia, “Le muse astrologiche. Sculture di Maurizio Bonora” mette in dialogo dodici sculture con l’immaginario del Salone dei Mesi. Il percorso permanente del palazzo fa da cerniera tra mito, iconografia rinascimentale e sensibilità contemporanea. L’impianto all’aperto aggiunge un respiro stagionale, in linea con i ponti primaverili. Un passaggio suggerito per chi cerca una lettura attuale del patrimonio estense.
Casa Ariosto: tracce rinascimentali e grandi alberi
Due proposte convivono al piano nobile. Con “Impronte da Schifanoia”, Riccardo Mayr rielabora gli affreschi rinascimentali, ponendo l’accento sulle eredità visive e sulle loro metamorfosi. “Vecchi amici. Grandi alberi a Ferrara” raccoglie invece gli scatti di Dario Berveglieri, mettendo a fuoco il rapporto tra verde urbano e tessuto cittadino. Il doppio sguardo, tra memoria figurativa e paesaggio contemporaneo, rende la visita particolarmente duttile nei ponti, quando si cerca un ritmo più disteso ma ricco di contenuti.
Spazio Antonioni: il cinema in mostra a 50 anni da “Professione: reporter”
Fino al 7 giugno prosegue l’omaggio al capolavoro antonioniano, con fotografie di scena provenienti dall’Archivio Antonioni e un focus dedicato alla sequenza finale, nota per il suo impianto tecnico e narrativo. La ricorrenza del cinquantesimo anniversario offre la chiave per ritornare su un titolo che ha segnato la storia del cinema europeo.



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