Nel 2026, grazie ad aperture straordinarie legate a importanti ricorrenze civili, sarà possibile seguire un itinerario unico che collega il Municipio, la Reggia, la Prefettura, l’Aula metropolitana e l’Archivio di Stato. Un percorso che richiede pochi passi nel cuore del centro storico, ma che permette di sapere di più sulla storia di Torino in palazzi non sempre aperti al pubblico. Ecco, quindi, quali palazzi storici visitare a Torino.
Le aperture speciali del 2026
Nel 2026 tre date simboliche offriranno un’occasione imperdibile per visitare questi edifici istituzionali: 25 aprile, 2 giugno e 4 novembre. Tre ricorrenze che celebrano la Liberazione, la nascita della Repubblica e l’Unità Nazionale e delle Forze Armate.
In queste giornate, cinque istituzioni torinesi apriranno eccezionalmente le proprie sedi storiche per un itinerario guidato che si snoda tra Piazza Palazzo di Città e Piazza Castello.
L’iniziativa è promossa dalla Città di Torino – Presidenza del Consiglio comunale e dalla Prefettura di Torino, con il supporto della Città Metropolitana, di Turismo Torino e Provincia e, per il Ministero della Cultura, dei Musei Reali e dell’Archivio di Stato. L’ingresso è gratuito ed esclusivamente su prenotazione. Bisogna anche ricordare che per l’accesso alla Prefettura è richiesto un documento di identità.
Palazzo Civico
L’itinerario inizia da Palazzo Civico, sede storica del Municipio, collocata nel perimetro dell’antica Torino romana. Il punto di partenza è il suggestivo Cortile d’Onore, esempio emblematico di architettura barocca. Da qui si accede a un percorso attraverso le sale più rappresentative del palazzo:
- Il seicentesco Scalone d’Onore.
- La Sala dei Marmi, con il suo elegante loggiato di gusto neoclassico.
- La Sala delle Congregazioni.
- La celebre Sala Rossa.
Eccezionalmente, sarà visitabile anche l’Ufficio di Presidenza del Consiglio Comunale, normalmente non aperto al pubblico.
Palazzo Reale
Lasciando Piazza Palazzo di Città e percorrendo le vie che conducono a Piazza Castello, si entra nel complesso dei Musei Reali per accedere alle sale di rappresentanza di Palazzo Reale, centro del potere sabaudo e prima reggia dell’Italia unita.
Si sale al piano nobile attraverso lo Scalone d’Onore voluto da Vittorio Emanuele II subito dopo l’Unità d’Italia. L’architettura, dal gusto eclettico con richiami barocchi, riflette le ambizioni nazionali della dinastia in un momento cruciale della storia. Tra gli ambienti che si potranno vedere:
- Il Salone delle Guardie Svizzere.
- La Sala del Trono.
- La Sala del Consiglio, dove nel 1848 fu firmato lo Statuto Albertino.
- La magnifica Galleria Beaumont, decorata dal pittore di corte da cui prende il nome.
Palazzo delle ex Regie Segreterie di Stato
L’attuale Prefettura di Torino occupa quello che un tempo era il Palazzo delle Segreterie di Stato, fulcro dell’amministrazione sabauda. Il progetto originario risale al XVII secolo, ma fu rielaborato nel Settecento per adattarlo alle nuove esigenze di governo. L’edificio divenne il vertice dell’apparato centrale dello Stato e mantenne una funzione amministrativa anche durante la dominazione francese e nel periodo risorgimentale.
Dopo il trasferimento della capitale a Firenze, nel 1866, il palazzo divenne sede della Prefettura, ruolo che conserva ancora oggi. Di particolare fascino è la Galleria di collegamento, affacciata sui Giardini Reali, concepita nel Settecento come passaggio tra gli ambienti di rappresentanza e gli Archivi di Corte.
Aula del Consiglio della Città metropolitana
Attraversando la galleria si raggiunge l’Aula del Consiglio della Città Metropolitana di Torino. La sala, ampia e decorata, riflette il gusto eclettico del periodo umbertino, con richiami alla tradizione artistica italiana. Ancora oggi ospita le riunioni dell’ente metropolitano.
Archivio di Stato
Il percorso prosegue verso l’Archivio di Stato di Torino, progettato per custodire i documenti dell’antico Archivio di Corte. Un tempo questi ambienti erano tra i luoghi più riservati del regno: vi potevano accedere soltanto il sovrano, i ministri e gli archivisti.
Oggi, durante le aperture straordinarie, diventano accessibili ai visitatori. Le sale sono circondate da antiche “guardarobe”, strutture lignee progettate per conservare in sicurezza documenti fondamentali per la storia sabauda e italiana.
Biblioteca antica dell’Archivio
Il percorso si conclude nella preziosa Biblioteca antica dell’Archivio, uno spazio raccolto e suggestivo che custodisce volumi storici e arredi originali. La visita termina con lo scalone juvarriano, antica via di accesso agli Archivi di Corte, che chiude simbolicamente il viaggio tra potere, memoria e istituzioni.
Vivere a Torino
Torino non è solo eleganza sabauda e caffè storici: chi sceglie di vivere qui trova una città ordinata, culturalmente vivace, ricca di università, musei e spazi verdi. Le Alpi sono a meno di un’ora, le colline patrimonio UNESCO poco distanti. Il centro storico è a misura d’uomo, ma l’offerta culturale è di primo livello.
Dalle aperture straordinarie, alle mostre d’arte, passando per grandi festival di richiamo internazionale. Scopri con idealista com’è vivere a Torino e dai uno sguardo agli ultimi annunci per case in vendita o in affitto in città:








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