Dentro le Grotte di San Beato: 297 gradini e la leggenda del drago

Tra le mete più scenografiche della Svizzera. Info utili, costi e cosa aspettarsi lungo il chilometro visitabile.
Grotte di San Beato Svizzera
Getty images

Una grotta leggendaria affacciata su un lago alpino color smeraldo: esiste davvero, nel cuore del Canton Berna. Le Grotte di San Beato in Svizzera, incastonate nel massiccio del Niederhorn sopra il lago di Thun, hanno le classiche stalattiti e cascate sotterranee, ma si resta sorpresi dalla sensazione di trovarsi in un luogo fuori dal tempo. Un percorso di circa un’ora, 297 gradini e una temperatura costante tutto l’anno rendono l’esperienza intensa ma accessibile. Secondo la tradizione, queste gallerie furono il rifugio di un drago sconfitto da un missionario, Beatus, da cui il nome del complesso.

Dove si trovano le grotte di San Beato 

Le Grotte di San Beato si trovano a sud di Beatenberg, nel Canton Berna, all’interno del massiccio del Niederhorn. La posizione è tra le più scenografiche della regione: dal complesso si apre una vista privilegiata sul lago di Thun, che appare come un nastro turchese incorniciato da montagne e boschi.

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L’arrivo è già parte del viaggio: si sale di quota, l’aria si fa più frizzante e il paesaggio cambia a ogni curva. L’effetto, una volta raggiunto l’ingresso, è da quadro naturale, con il sentiero che si arrampica sul versante roccioso e l’acqua del lago che luccica.

Cosa si vede a Beatenberg  durante la visita

Il percorso aperto al pubblico è lungo circa 1 km, su un totale di 14 km di gallerie finora esplorate. Il tracciato è circolare e la visita dura circa un’ora, con 297 gradini che scandiscono un dislivello di 87 metri. Si cammina tra sale, gole e passaggi in cui l’acqua ha creato forme che sembrano scolpite a mano: colate calcaree, stalattiti sospese come organi di pietra e cascate.

L’esperienza è pensata per essere fatta in autonomia: lungo il tragitto si incontrano 25 pannelli informativi che spiegano in modo chiaro formazione, storia e geologia del complesso, così da orientare lo sguardo e contestualizzare a ciò che si osserva.

Il museo della grotta

Pochi minuti fuori dal percorso principale bastano per aggiungere un tassello alla comprensione del sito. Il Museo della Grotta raccoglie reperti preistorici e modelli che illustrano come le gallerie si siano evolute nel tempo. Si scopre come l’acqua ha scavato e rifinito la roccia, ma anche come l’uomo ha frequentato questi anfratti molto prima dell’epoca moderna. 

La leggenda del drago e le tracce dell’uomo

Il fascino delle Grotte di San Beato non è solo naturale. Secondo la tradizione, infatti, il nome risale a Beatus, un missionario di origine irlandese che avrebbe vissuto qui e scacciato un drago che si nascondeva tra le cavità.

La storia, tramandata nei secoli, ha trasformato il complesso in un luogo di racconti e suggestioni, alimentando l’immaginario di viaggiatori, poeti ed esploratori. Gli studi, però, aggiungono un livello ulteriore: la presenza umana nell’area è attestata già in epoca preistorica. 

Informazioni pratiche: costi, durata, condizioni del percorso

Per programmare la visita conviene partire da alcuni dati che aiutano a capire se l’esperienza fa al caso proprio e come prepararsi al meglio. Il percorso è accessibile tutto l’anno e non è obbligatoria la guida. La temperatura interna si mantiene costante tra 8 e 10 °C, in ogni stagione. 

Il tragitto misura circa 1 km, richiede all’incirca 1 ora e prevede 297 gradini, con un dislivello di 87 metri.

  • Biglietto intero: 20 franchi svizzeri (circa 21 euro).
  • Ridotto 6–16 anni: 12 franchi svizzeri (circa 13 euro).
  • Condizioni interne: 8–10 °C, fondo umido e tratti scivolosi.

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