La “Piccola Svizzera” del Lazio: il giro sul lago del Turano

Acqua verde smeraldo, curve panoramiche e borghi sospesi a poca distanza da Roma. Un itinerario in ogni stagione con tappe, consigli e soste gustose.
lago del turano
David Di Benedetti, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

C’è un luogo del Lazio dove l’acqua cambia riflessi come una pietra preziosa e i borghi sembrano affacciarsi sul vuoto. È il lago del Turano, soprannominato “Piccola Svizzera” per i profili montani, i boschi e la calma che avvolge ogni curva. Non serve puntare verso le Alpi: qui l’effetto-cartolina è dietro l'angolo, con strade tortuose, paesaggi che sorprendono e soste che fanno venire fame. 

Perché il lago del Turano è la “Piccola Svizzera” dell’Alto Lazio

Specchio d’acqua allungato tra le vette dei Monti Navegna e Cervia, il Turano colpisce al primo sguardo per le sue tinte smeraldo e per i rilievi che scendono rapidi verso le rive. È un invaso artificiale realizzato con la diga del 1939, ma il contesto naturale ha preso il sopravvento, offrendo scorci da alta quota senza allontanarsi dalla Capitale. I borghi arroccati, i boschi fitti e il silenzio rotto solo dal vento creano quell’atmosfera “alpina” che fa dimenticare il traffico. 

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L’itinerario panoramico: da Tivoli a Rieti tra curve e affacci

Si parte da Tivoli, regno di ville e terrazze naturali, per salire verso San Polo dei Cavalieri dopo Marcellina per una dozzina di chilometri. Rientrando sulla SS5 Tiburtina, si imbocca la Licinese: prima scorrevole, poi più serrata, fino a Orvinio (840 m s.l.m.), inserito tra i Borghi più Belli d’Italia. Da qui si devia verso Castel di Tora: la carreggiata si stringe e qualche avvallamento invita alla prudenza, ma la ricompensa è un balcone continuo sul lago. 

Si costeggia l’acqua passando per Colle di Tora e Posticciola, quindi si punta su Rocca Sinibalda lungo la SP34. Ultimo atto sulla SP31, un nastro verde che conduce a Rieti, la “città ombelico d’Italia”. In totale, circa 100 chilometri di paesaggi cangianti e soste golose. Le tappe sono:

  • Tivoli → San Polo dei Cavalieri: circa 12 km di curve, affacci sulla valle tiburtina.
  • SS5 Tiburtina → Orvinio (via Licinese): oltre 30 km tra tornanti e boschi, a quota 840 m s.l.m.
  • Orvinio → bivio per Castel di Tora: tratto veloce, poi deviazione più stretta ma altamente panoramica.
  • Belvedere → Castel di Tora: discesa morbida fino alle rive smeraldo del lago.
  • Castel di Tora → Rocca Sinibalda (SP34): pochi chilometri “da cartolina” tra borghi sospesi.
  • Rocca Sinibalda → Rieti (SP31): circa 19 km di curve nel verde, arrivo nel centro storico.

Soste imperdibili: borghi, castelli e punti panoramici

Orvinio accoglie con case in pietra che sembrano nate dal monte e un centro storico fitto di vicoli. Il Castello Malvezzi-Campeggi è centrale, mentre botteghe e forni animano la sosta. A San Polo dei Cavalieri, il complesso fortificato Orsini-Cesi-Borghese racconta secoli di storia e apre lo sguardo verso la campagna romana.

Poi arriva la scena madre: Castel di Tora proteso sull’acqua, con la sagoma riflessa nel lago. Di fronte, il borgo “fantasma” di Antuni, adagiato su uno sperone, regala un affaccio spettacolare e storie che affiorano tra i ruderi.

Rocca Sinibalda stupisce con una rocca dalle linee spigolose e quasi avveniristiche, un unicum nel panorama laziale. L’ultima tappa è Rieti: mura trecentesche, la Cattedrale di Santa Maria Assunta e il fiume Velino che scorre placido. Per chi desidera allungare con un trekking, nella Riserva Naturale Monti Navegna e Cervia si sale al Monte Navegna.

Quando andare e cosa portare: stagioni e attrezzatura

Il lago del Turano offre esperienze diverse in ogni periodo dell’anno. Primavera e autunno regalano colori intensi e temperature miti; l’estate valorizza spiaggette e sport d’acqua; l’inverno, con cieli puliti e cime innevate, esalta i contrasti. Per il guardaroba, meglio pensare “a strati” e prepararsi a cambi repentini tra ombra e sole, specialmente lungo i versanti esposti.

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