Fenicotteri rosa che solcano il cielo, cinque rampe di mattoni che si aprono come un ventaglio sull’acqua e un dedalo di canali dove l’auto quasi scompare. Non è una scena lagunare d’oltremare ma l’Emilia-Romagna più inattesa: Comacchio. In pochi chilometri si concentra un borgo d’acqua compatto, sette lidi sabbiosi e uno dei paesaggi umidi più importanti d’Europa. Qui il tramonto è uno spettacolo che si riflette nelle Valli, mentre dai ristoranti lungo i canali arriva profumo di brace.
Comacchio a piedi: l’itinerario tra ponti e scorci d’acqua
Il centro storico, in provincia di Ferrara e a circa tre chilometri dall’Adriatico, si visita tutto camminando. Bastano poche ore per orientarsi, ma conviene prendersi il tempo per salire e scendere dai ponti e cambiare punto di vista. Per questo il percorso migliore parte dal simbolo cittadino e prosegue tra musei, chiese e logge storiche.
I tre ponti da non perdere
Si dovrebbe cominciare dal Ponte dei Trepponti, progettato nel Seicento dall’architetto Luca Danese. Le sue cinque rampe collegano altrettanti canali e raccontano l’anima portuale storica della città. Pochi minuti e si arriva al Ponte degli Sbirri, con tre arcate in pietra d’Istria affacciate su uno degli incroci d’acqua più fotogenici, tra il Museo Delta Antico e le case basse. Più intimo il Ponte dei Sisti, a una sola arcata in mattoni, dove le facciate pastello si specchiano in uno specchio d’acqua perfetto, ideale per una sosta silenziosa.
Tra palazzi e chiese: soste lente nel centro storico
L’itinerario urbano passa per Palazzo Bellini, elegante edificio ottocentesco che oggi ospita Galleria d’arte e Biblioteca civica, e prosegue fino alla Basilica Concattedrale di San Cassiano, con navata unica e dodici cappelle laterali. Lungo via Ugo Bassi si incontrano la seicentesca Loggia del Grano e la Torre Civica con orologio in marmo e una Madonna col Bambino di Francesco Vidoni.
Valli di Comacchio al tramonto: l’esperienza da prenotare
A sud del borgo si apre la grande area lagunare delle Valli di Comacchio, Sito di Interesse Comunitario e Zona a Protezione Speciale. È un mosaico di canali, specchi d’acqua bassi, isolotti e argini artificiali dove l’acqua dolce incontra quella salata. Qui sono state censite oltre 300 specie di uccelli, tra cui fenicotteri, cavalieri d’Italia, garzette, aironi cenerini e martin pescatori; nelle acque si muovono cefali, branzini, orate e anguille, mentre lungo gli argini non è raro avvistare volpi.
Barca o batana? Come scegliere e da dove partire
Le escursioni partono di solito dalla Stazione di Pesca Foce. Le motonavi turistiche, in circa due ore, conducono tra antiche stazioni di pesca e casoni in legno e canna restaurati. Per un contatto più ravvicinato con l’acqua si può optare per la batana, la barca tradizionale bassa e silenziosa: l’orario del tramonto è quello che regala la luce migliore e proietta ombre liquide sugli argini.
Il mare a pochi passi: i sette Lidi
Chi desidera il mare aperto trova, lungo la costa ferrarese, i sette Lidi di Comacchio: Lido di Volano, Lido delle Nazioni, Lido di Pomposa, Lido degli Scacchi, Porto Garibaldi, Lido degli Estensi e Lido di Spina. Spiagge larghe, stabilimenti attrezzati e pinete alle spalle definiscono un litorale rilassato, lontano dai ritmi dei grandi centri della Riviera.
Lido degli Estensi e Lido di Spina, cosa cambia
Il Lido degli Estensi ruota attorno al viale alberato Giosuè Carducci, punteggiato da ristoranti, gelaterie e negozi, con stabilimenti organizzati dalla mattina alla sera. Il Lido di Spina offre un’atmosfera più verde e residenziale ed è collegato alla Casa Museo di Remo Brindisi, ideale per unire arte e spiaggia nella stessa giornata.
Storia e sapori: musei, anguille e vini delle sabbie
Per leggere la lunga storia del Delta, il Museo Delta Antico occupa l’ex Ospedale degli Infermi, un grande edificio neoclassico sul canale. Circa duemila reperti raccontano il territorio dalla preistoria al medioevo, con un focus su Spina, la città etrusca legata ai commerci con la Grecia, e una sezione romana che documenta produzioni di laterizi, sale e vino e i collegamenti con Ravenna. Il pezzo forte è la ricostruzione della nave romana rinvenuta nel 1981 con carico quasi intatto.
Manifattura dei Marinati e il Loggiato dei Cappuccini
Seguendo il Loggiato dei Cappuccini – circa 400 metri e 142 archi con colonne in marmo, nati nel XVII secolo per collegare la città al santuario di Santa Maria in Aula Regia – si raggiunge la Manifattura dei Marinati. Qui, per decenni, si sono lavorate e marinate le anguille delle Valli. La Sala dei Fuochi, con dodici camini allineati per la cottura allo spiedo, rende immediata la misura di questa tradizione.
A tavola: piatti tipici e indirizzi da segnare
L’anguilla è il piatto simbolo, in brodetto o “a becco d’asino”. Nei menù compaiono vongole di Goro saltate, risotti di mare e fritture croccanti, da accompagnare con i Vini delle Sabbie, come Bianco del Bosco e Fortana, nati su terreni salmastri.
Come arrivare in auto o in treno
Raggiungere Comacchio in auto è la soluzione più semplice: si utilizza l’A13 con uscita Ferrara Sud, quindi il raccordo RA8 e la SP15. In treno si arriva a Ferrara, da cui partono autobus di linea per Comacchio con più corse giornaliere. Per chi arriva in aereo, gli aeroporti di Bologna e Venezia sono i riferimenti: si prosegue in treno fino a Ferrara o Ravenna e poi in bus o con un’auto a noleggio, utile se si intende esplorare Lidi, Valli e Parco del Delta del Po con soste libere.








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