Altro che movida e beach bar: esiste una Grecia che si visita al tramonto su un traghetto, si percorre su strade sterrate e offre caffè con un solo tavolo occupato dai pescatori. Ecco una mappa di isole greche selvagge dove il silenzio è un bene comune, le spiagge restano quasi deserte e la natura regna. Tra caldere fumanti, piscine naturali scavate nella roccia e fari affacciati sul nulla, si trova un arcipelago diffuso di luoghi remoti che resistono all’omologazione turistica.
Donoussa, Piccole Cicladi
Minimalista e potente, Donoussa è coposta da colline aride battute dal vento, quattro minuscoli villaggi e una manciata di spiagge color miele. I residenti sono circa un centinaio e le giornate scorrono tra baie verdi smeraldo e scogliere che proteggono calette raggiungibili a piedi.
Sott’acqua, la grotta di Fokospilia regala giochi di luce azzurra, mentre sulle scogliere di Mavropetritis e Skoulonisi si osservano nidificazioni. Nell’interno, il sito di Vathi Limenari conserva tracce antiche che raccontano un’isola abitata da tempi lontani. L’atmosfera in questa piccola isola greca è rarefatta, perfetta per chi cerca silenzio e mare pulito.
Samotracia, Egeo nord-orientale
Una montagna che nasce direttamente dal mare, attraversata da torrenti gelidi e celebri vathres, le piscine naturali scavate nella roccia. Tra Gria Vathra e il corso del Fonias si alternano pozze e cascate, con la vegetazione che chiude il paesaggio come un piccolo anfiteatro.
La cascata di Klidosi, alta circa 35 metri, resta un’icona dell’isola per potenza e altezza del salto. Quando si desidera il caldo del mare, si punta sulle spiagge di Paxia Ammos, Kipos e Valtos, dove la sabbia chiara incontra fondali profondi. L’isola è aspra e magnetica, ideale per chi ama alternare cammino e bagni rigeneranti.
Nisyros, Dodecaneso
Qui la Grecia cambia pelle: lava, zolfo e pomice dipingono il suolo di giallo, grigio e bianco. Al centro dell’isola si apre una caldera larga circa 4 chilometri, con il grande cratere idrotermale Polyvotis (diametro di circa 260 metri e 30 metri di profondità) che fuma sotto i piedi. Il vulcano è addormentato ma vivo, e lo si capisce dagli odori e dal calore del terreno.
Intorno, grazie al suolo fertile, la vegetazione sorprende per vitalità nonostante l’origine vulcanica. Al largo restano quasi intatte le piccole Gyali, Pyrgousa, Pachia e Stroggili, perfette per chi cerca natura intatta.
Amorgos, Cicladi
Allungata e aspra, Amorgos è un paradiso per chi mette in valigia scarponi e costume. Sono tracciati sette principali percorsi escursionistici, tutti con punti panoramici spettacolari. Il più celebre conduce al monastero di Panagia Chozoviotissa, aggrappato alla falesia come un muro bianco sospeso sul blu.
All’interno cresce una flora interessante, con specie vegetali rare che resistono al vento e alla salsedine. Chora e Tholaria conservano vicoli in pietra e serate che si allungano al calare del sole tra chiacchiere e tranquillità.
Gavdos, sud di Creta
L’estremo sud d’Europa è un avamposto fuori mappa: per raggiungerlo dal Pireo servono circa 14 ore e più di un traghetto, un percorso che seleziona automaticamente chi desidera davvero isolamento. I residenti sono una cinquantina, gli alloggi pochi, molte le tende tra dune e foreste di cedri.
La spiaggia di Ai Giannis è un manifesto di essenzialità, con sabbia chiara e nulla che rompa l’orizzonte. I villaggi di Kastri, Vatsiana e Ambelos restano raccolti e genuini, mentre la camminata verso il faro regala tramonti lunghi sul mare di Libia.
Ikaria, Egeo centro-orientale
Conosciuta per la longevità dei suoi abitanti, Ikaria alterna boschi fitti, laghi, montagne e spiagge nascoste. La rete di sentieri attraversa fattorie, monasteri isolati e piccoli insediamenti in pietra dove la vita scorre senza fretta. Chi cammina incontra spesso capre al pascolo, orti e alberi da frutto lungo il percorso.
Le spiagge di Na e Agios Georgios hanno sabbia chiara e acqua turchese, spesso tranquille anche in alta stagione. Le panigiria, le feste tradizionali con musica e tavolate infinite, raccontano un’identità fortissima e condivisa.
Alonissos, Sporadi settentrionali
Un tappeto di pini e ulivi scende fino a un mare tra i più puliti dell’Egeo, gran parte del quale è protetto dal Parco Nazionale Marino delle Sporadi Settentrionali. Qui vivono delfini, foche monache mediterranee, uccelli marini rari e perfino barriere coralline, rendendo snorkeling e immersioni esperienze preziose.
A Patitiri, il porticciolo si affaccia su un lungomare in pietra ordinato e raccolto. Poco sopra, un castello medievale domina la costa con viste aperte sulle isole circostanti.
Karpathos, tra Creta e Rodi
L’isola alterna colline verdi a paesaggi rocciosi e severi, rimasti in gran parte poco edificati. I vecchi sentieri di pietra, un tempo usati per collegare campi e villaggi, oggi attirano escursionisti alla ricerca di panorami senza ostacoli. Le spiagge sono lunghe e sorprendenti, con la sabbia che conserva il suo disegno naturale.
A Olympos le tradizioni sono vive: abiti tipici, pani e dolci secondo ricette antiche e case dall’architettura medievale in pietra e legno.
Citera/Kythira, tra Egeo e Ionio
All’estremità sud del Peloponneso, Citera vive un isolamento tutto suo, tra gole rocciose, cascate e grotte. La cascata di Fonissas a Mylopotamos crea un paesaggio fresco e ombroso, quasi alpino, raro su un’isola greca. Altre cadute d’acqua, come quelle delle Fate, si raggiungono con camminate a tratti impegnative, così come la gola di Tsakonas che apre scorci sul mare.
Le spiagge di Lagkada, Kalami e Palaiopi mostrano acqua cristallina e accessi su strade sterrate. I villaggi di montagna raccontano di inverni lunghi e un turismo che resta complemento, non unica economia.
Lichadonisia, davanti a Evia
A circa 200 chilometri da Atene, un arcipelago di piccole isole vulcaniche, in gran parte disabitate, emerge in un mare verde-blu. L’atmosfera ha tratti quasi lunari in alcuni punti, tra rocce scure, vegetazione rada e fondali chiarissimi.
Si arriva spesso con gite giornaliere dalla terraferma o da Evia, con servizi essenziali sulle isole maggiori. Le più piccole restano quasi totalmente selvagge, ideali per chi cerca bagni silenziosi.








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