Un sipario di muschio che lucida la roccia e si sfilaccia in centinaia di fili d'acqua: è l'effetto che rende unica la Cascata di Bigar, nel sud-ovest della Romania. Il salto non impressiona per altezza, ma per il disegno perfetto che l'acqua ricama sulla cupola di travertino. La scena sorprende doppiamente perché compare all'improvviso, quasi a bordo strada, dopo chilometri di boschi fitti. E c'è un altro dettaglio: il punto esatto coincide con il 45° parallelo nord, a metà strada tra Equatore e Polo.
Dove si trova e cosa colpisce dal vivo
La Cascata di Bigar si affaccia sulla Valle del Minis, lungo la DN57B che collega Anina e Bozovici, nei Monti Anina (contea di Caras-Severin). La sua comparsa è repentina: la vegetazione si apre, il torrente affianca la carreggiata, e davanti si materializza una cupola verde alta circa otto metri, rivestita di muschio.
L'acqua non precipita in verticale, ma si distribuisce in un velo continuo, così regolare da sembrare un ricamo liquido. Il punto panoramico principale è quasi alla stessa quota della cascata: si guarda la scena senza dover alzare lo sguardo e questo accentua la sensazione di trovarsi dentro un piccolo teatro naturale. Proprio accanto alla cascata è segnalato il passaggio del 45° parallelo nord. L'indicazione strappa spesso una foto ricordo.
Un velo costruito goccia a goccia: come nasce Bigar
L'estetica di Bigar è il frutto di una lunga storia carsica. I Monti Anina sono composti in gran parte da calcari, rocce che l'acqua modella facilmente scavando grotte, condotti e cavità. Da questo reticolo sotterraneo sgorga una sorgente potente, l'izbuc Bigar, che attraversa la grotta omonima e riaffiora in superficie già carica di carbonato di calcio disciolto.
Dopo poche centinaia di metri, il corso incontra una soglia rocciosa sopra il fiume Minis e inizia a cedere lentamente i minerali, costruendo nel tempo la cupola di travertino su cui scorre l'acqua. È un lavoro lentissimo, ma inesorabile, capace di trasformare un rivolo in architettura naturale.
Muschio, alghe e micro-organismi vegetali trattengono i minerali e accelerano la formazione di nuovo travertino, rendendo la struttura "viva" dal punto di vista geologico. Che si tratti di un corpo in evoluzione lo ha ricordato anche il crollo del 2021, quando una porzione significativa della formazione si è staccata.
L'area è riconosciuta come riserva naturale ed è inclusa nel Parco Nazionale Cheile Nerei-Beusnita, oltre 37.000 ettari di canyon, sorgenti, grotte, foreste e corsi d'acqua.
Come arrivare a Bigar e quanto tempo serve
La cascata si trova nella contea di Caras-Severin. Da Resita, capoluogo di contea, occorrono all'incirca due ore in auto per raggiungere la zona. Un riferimento comodo per chi arriva dall'estero è Timisoara: la distanza è di circa 140 chilometri, con tempi medi tra due ore e mezza e tre a seconda del traffico e delle condizioni della strada.
Il percorso più semplice prevede un volo su Timisoara e il noleggio di un'auto. I collegamenti ferroviari esistono, ma risultano poco competitivi in termini di tempo rispetto alla strada, soprattutto nella tratta finale tra borghi e vallate montane.
Bigar affaccia direttamente sulla DN57B: non servono lunghe camminate o sterrati impegnativi. L'accesso avviene di norma tramite un breve percorso attrezzato che porta al punto panoramico principale e a qualche affaccio lungo il torrente.
Cosa vedere nei dintorni: laghi turchesi, cascate e gole
Bigar è un luogo compatto, perfetto da inserire in un itinerario nel Parco Nazionale Cheile Nerei-Beusnita. Nei dintorni, il Lago Ochiul Beiului è tra i più fotografati: tonalità tra il turchese e il verde intenso che cambiano con l'angolo della luce. Poco oltre, la Cascata Beusnita propone una sequenza di salti rumorosi e dinamici, molto diversa dal velo regolare di Bigar.
Dal punto di vista botanico, l'area ospita specie di rilievo come la peonia di Banat, il nocciolo turco e grandi esemplari di noce comune. Camminando con attenzione si possono notare impronte, graffi sugli alberi e piume: indizi discreti della presenza dei grandi mammiferi che abitano il parco.
Articolo visto su (travel.thewom.it) Sembra un velo di velluto verde: la cascata più magica d’Europa che pare uscita da una fiaba








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