Si viaggia sempre più per assaggiare, prima ancora che per vedere. Secondo un'analisi di GetYourGuide, il 68% dei viaggiatori mangia di più in vacanza rispetto a casa e uno su otto arriva persino a cinque pasti al giorno quando è all'estero. Nell'ultimo anno, le esperienze a tema gastronomico sono cresciute del 20%, segno che l'itinerario del gusto è ormai una priorità. Su questa scia, Holidu - uno dei portali di prenotazione case vacanza più diffusi in Europa - ha studiato 100 grandi città del continente per scoprire dove conviene andare se il piatto è la bussola. Il risultato? Una classifica che racconta un dominio tricolore, con l'Italia che emerge come riferimento per chi cerca autenticità e varietà nel piatto.
Come è stata costruita la classifica
Per stilare la graduatoria, Holidu ha incrociato cinque indicatori pensati per misurare l'appeal gastronomico concreto di una città. L'analisi ha considerato il numero di piatti locali e nazionali che superano il rating 4 su TasteAtlas, piattaforma che cataloga le specialità più rappresentative.
A questi dati si sono affiancati i food tour e i corsi di cucina disponibili su TripAdvisor, segnali della presenza di esperienze organizzate e accessibili anche a chi visita per pochi giorni. Infine, è stato valutato il numero di ristoranti inseriti nella categoria "Eat Like A Local" della Guida Michelin, dedicata ai locali che meglio interpretano cucina e cultura del territorio. Il perimetro della ricerca ha riguardato 100 città europee tra le più grandi e frequentate, per avere un confronto omogeneo nel contesto urbano.
Perché l'Italia svetta secondo gli indicatori
I criteri selezionati mettono al centro patrimonio gastronomico, offerta esperienziale e rappresentatività locale. In questo perimetro, l'Italia risulta spesso avvantaggiata: l'ampiezza del repertorio regionale incrementa il numero di piatti con punteggi elevati su TasteAtlas, mentre la diffusione capillare di trattorie e osterie facilita l'inclusione nella selezione "Eat Like A Local" di Michelin.
Anche il mercato dei tour e dei corsi, alimentato da città ad alta intensità turistica, incide sui volumi rilevati su TripAdvisor. Mettendo insieme varietà codificata, segnalazioni qualificate e attività guidate, i centri urbani italiani tendono a spuntarla nel confronto con molte rivali europee.
Cosa cambia per chi organizza un viaggio
Una graduatoria di questo tipo è soprattutto uno strumento pratico per decidere come impostare un city break. Si dovrebbe partire dalla densità di esperienze: più tour e corsi sono disponibili, più è semplice inserire in agenda tappe tematiche senza doversi improvvisare. La presenza di ristoranti selezionati da "Eat Like A Local" suggerisce aree in cui cucina e identità si incontrano, utile per orientare la scelta del quartiere dove alloggiare.
Il paniere di piatti con alto rating su TasteAtlas offre invece una rosa di specialità da provare, riducendo il rischio di perdersi tra menu fotocopia.
Il boom del turismo del gusto: numeri e impatto
I dati di GetYourGuide spiegano l'urgenza di pianificare con metodo: se il 68% dei viaggiatori mangia di più in vacanza e uno su otto arriva a cinque pasti al giorno, l'impatto sulle prenotazioni di ristoranti e attività è immediato. Con gli itinerari a tema food cresciuti del 20% nell'ultimo anno, si dovrebbe considerare finestre di prenotazione più ampie, soprattutto nei weekend e nei periodi di alta stagione.
Anche i mercati coperti e gli eventi gastronomici locali tendono a registrare affluenza crescente, dettaglio che suggerisce orari di visita mattutini e strategie di anticipo.
Articolo visto su (leggo.it) Vacanze all'insegna del buon cibo: le città migliori al mondo per i foodie, la classifica completa. E l'Italia domina








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