Perché Ragusa è la città “di miele” amata dal cinema

Guida pratica a Ragusa: Ibla e Superiore, viste iconiche, artigianato, mare a Marina di Ragusa, Castello di Donnafugata, eventi ed esperienze.
dove si trova la casa di Montalbano
Ragusa Pexels

Si alza una cupola blu, poi un disegno di balconi in ferro, poi una scalinata che taglia la collina: a Ragusa ogni curva promette uno scorcio migliore del precedente. La città siciliana che il cinema ha trasformato in set diffuso vive di una doppia identità, nata dopo il terremoto del 1693: Ragusa Ibla in basso, Ragusa Superiore in alto. Significa due città in una, collegate da scale e curve che aprono continuamente finestre sulla valle. Qui il barocco non è cartolina: chiese frequentate, botteghe operative, piazze piene di voci danno sostanza alle facciate. 

Orientarsi tra Ibla e Superiore: due prospettive, un'unica città

Per capire Ragusa serve seguire un'idea semplice: la parte bassa, Ibla, è il cuore storico di palazzi e vicoli; la parte alta, Superiore, è frutto della ricostruzione post-terremoto. Tra le due scorre un sistema di rampe e scalinate che funge da cerniera e produce il colpo d'occhio che ha reso celebre la città. 

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Chi arriva in auto intercetta spesso Piazza Repubblica, snodo comodo per parcheggiare e iniziare a piedi senza stress. Da qui la materia urbana cambia subito: pietra grigia a vista, ferro lavorato, segnaletica chiara che guida a chiese, punti panoramici e giardini senza dover aprire mappe complicate.

Ragusa set da film

Ibla si comporta come un anfiteatro abitato: case digradanti verso la valle e un profilo dominato da due segni netti. Da un lato la cupola blu di Santa Maria dell'Itria, riconoscibile anche a distanza grazie alle maioliche intense e ai pannelli in terracotta decorata; dall'altro la grande cupola del Duomo di San Giorgio, che emerge tra i tetti in pietra. 

Quando si risale verso Superiore, la prospettiva si ribalta: dal piazzale della Chiesa di Santa Maria delle Scale l'intero reticolo di vicoli sembra disporsi in scena, con la facciata del duomo che diventa fulcro visivo. È la vista che molti portano a casa, perché condensa in un solo fotogramma la Ragusa "di miele" che ha convinto registi e troupe.

Itinerario a piedi: dall'anima barocca alle botteghe vive

La forza di Ragusa sta nell'equilibrio tra patrimonio e vita quotidiana. Nella parte bassa, una buona partenza è la Chiesa delle Santissime Anime del Purgatorio, tra i pochi edifici sopravvissuti al sisma: dentro, marmi e un grande dipinto ottocentesco di Francesco Manno restituiscono la spiritualità dell'epoca. Poco oltre, il Palazzo della Cancelleria - tra i 18 monumenti UNESCO ragusani - mostra un barocco più misurato, con balconi e cornici dal disegno preciso, e regala, passando sotto l'arco laterale, uno degli scorci più fotogenici sul campanile blu di Santa Maria dell'Itria.

La Chiesa di Santa Maria dell'Itria ripaga la breve deviazione nel vecchio quartiere ebraico: la cupola rivestita di maioliche blu e gli otto pannelli in terracotta policroma del tamburo rivelano, da vicino, motivi floreali e geometrie che cambiano con la luce. Da qui la salita su Via Duomo conduce al cuore di Ibla: la piazza del Duomo di San Giorgio, scenografica ma misurata, con colonne, statue e una torre campanaria che svetta. Poco distanziata, la Chiesa di San Giuseppe introduce uno slargo conviviale con tavolini all'aperto e passaggio continuo di residenti.

Giardino Ibleo e Santa Maria delle Scale: gli snodi del respiro

Nel punto finale di Ibla si apre il Giardino Ibleo, un parco pubblico che alterna viali, ombre e affacci. Il percorso principale culmina su una terrazza che sospende lo sguardo sulla valle, mentre all'interno una fontana, un'area giochi e due chiese - San Giacomo Apostolo e Sant'Agata dei Cappuccini - offrono calma e storia in dosi uguali. È il luogo giusto per riprendere fiato dopo le salite o per un pranzo al sacco. 

Tornando verso la parte alta, Santa Maria delle Scale ricuce fisicamente e visivamente le due Ragusa: dal piazzale, cupole, tetti e strade a zig zag compongono un'unica immagine.

Musei e dintorni: archeologia e città "gemella"

Chi desidera un approfondimento più strutturato può puntare sul Museo Archeologico Ibleo, che riunisce migliaia di reperti provenienti in particolare dall'area di Camarina, antica città greca del territorio. Nei dintorni, la gita più naturale è Modica, collegata anche dal treno regionale e costruita anch'essa su due livelli. 

Oltre al disegno di pietra grigia che ricorda Ragusa, qui entra in gioco una tradizione celebre: il cioccolato di Modica, lavorato a freddo per conservare una tessitura leggermente granulosa e un profumo intenso di cacao.

Mare e dimore storiche: l'altra faccia del territorio

La linea di costa completa l'itinerario. Marina di Ragusa è l'anima marittima: spiaggia di sabbia chiara, acqua che vira dal turchese al blu verso il largo e una passeggiata serale vivace, con bar all'aperto e ristoranti dove provare pesce fresco e specialità locali. 

Nell'entroterra, il Castello di Donnafugata: all'interno spiccano la biblioteca con soffitto dipinto come un cielo notturno e gli ambienti arredati che restituiscono la vita di una dimora aristocratica siciliana; fuori, viali alberati e ombra pronta nelle giornate calde.

Articolo visto su (travel.thewom.it) Sembra scolpita nel miele: la spettacolare città siciliana dalle due anime che è un set cinematografico a cielo aperto

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